d

Alienum phaedrum torquatos
nec eu, vis detraxit periculis ex,
nihil expetendis in mei.

contact
neva@office.com
+456933336454
2606 Saints Alley
Tampa, FL 33602
Follow Us

Ciuccio si, ciuccio no! Le origini

 

Eccomi caro lettore!
Oggi sono qui per parlarti di ciucci, un argomento molto dibattuto in questi ultimi anni. Lo sapevi che l’azione di ciucciare è un istinto innato che viene dalla pancia della mamma?! Lo conosciamo bene sin dopo la nascita con l’allattamento (o anche in sua assenza).

 

Una cosa è certa, tra dare il ciuccio o sgridare il proprio figlio, è sempre meglio dare il ciuccio. Dietro queste due opzioni si può nascondere un certo senso d’inadeguatezza nell’affrontare questo dilemma.

 

Nei miei viaggi ho notato che il ciuccio viene usato dappertutto in modo automatico “perché-si-è-sempre-fatto-così”, persino nei Paesi scandinavi che hanno una cultura molto diversa dalla nostra.

 

Mi sono chiesta infatti quali fossero le origini del ciuccio ed ecco alcune curiosità.
Ho scoperto che l’uso del primo ciuccio risale a circa 3000 anni fa e in Italia come a Cipro era comune usare un animaletto d’argilla con dei forellini nella parte superiore dove veniva messo del miele, lo si metteva appeso al collo del bambino per succhiarlo e lo lasciava tranquillo per ore.

 

Nel Medioevo invece usavano sacchetti di stoffa di lino imbevuti di miele o acqua e zucchero o addirittura con il laudano dolce (una mistura di acqua e alcol con polvere di oppio e spezie).

 

Nell’Ottocento ne hanno sospeso l’uso perché hanno scoperto che modificava il palato e lo sviluppo dentale dei bambini. Il classico ciuccio in gomma che conosciamo oggi appare invece soltanto agli inizi del Novecento.

 

Come puoi dedurre tu stesso il suo utilizzo nella nostra cultura e nella nostra educazione ha radici antiche.

 

A un livello più profondo può anche passare come un “tappo alla comunicazione”. Quando un bimbo piange esprime sempre un bisogno di qualsiasi natura, anche emozionale e il ciuccio può essere sentito come una chiusura della comunicazione.

 

Può essere infatti percepito come se non si volesse ascoltare o accogliere il suo bisogno, magari perché non sappiamo cosa fare o perché soffriamo nel sentirlo piangere. È sempre importante accoglierlo in questi momenti delicati, altrimenti si può causare dei problemi al suo modo di comunicare e al suo sviluppo psicoemotivo.

 

Verbalizzare e riconoscere le emozioni e i disagi aiuta i più piccoli a crescere e autodeterminarsi diventando poi adulti più consapevoli.

 

Nel prossimo articolo continuerò a parlarne, in particolare vi spiegherò come accompagnare in modo rispettoso tuo figlio a vivere senza il ciuccio!

 

Un abbraccio!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

Vuoi ricevere la mia newsletter mensile? ISCRIVITI QUI!

Avrai subito i miei due regali per te: l’ebook “LA TUA CASA È A MISURA DI BAMBINO?” che ti farà riflettere sulla tua casa ambiente per ambiente e il pdf per realizzare il cartello “GUARDARE MA NON TOCCARE” per sensibilizzare ad una cultura nel rispetto dei neonati, e riceverai informazioni, consigli, spunti, link ai post del mese nel mio blog e offerte speciali.

Vuoi una consulenza per una casa a misura di bambino? Portare il Montessori a casa tua? Organizzare la cameretta? O addirittura prepararti alla nascita con un approccio montessoriano? Scopri i miei servizi Casa Montessori e Montessori dalla pancia. Per cominciare, prenota la tua CONSULENZA GRATUITA mandando una mail a info@ilariacichetti.com.