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	<title>Natura del bambino Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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	<title>Natura del bambino Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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	<item>
		<title>5 consigli pratici su come educare alla gentilezza e all&#8217;empatia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 12:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti di <b>quanto sia importante educare i bambini alla gentilezza o meglio alla comunicazione empatica, di cui tanto si parla ma poco si applica.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se tutti crescessimo con questa consapevolezza e accortezza nel relazionarci avremmo sicuramente una società migliore. Siamo in un momento storico dove tutto è dato per scontato e si va sempre di fretta ma abbiamo il tempo di guardare Instagram e Facebook e mettere i like. Ci dimentichiamo, nel frattempo, di salutare con un “buongiorno” quando entriamo in un negozio o incontriamo un vicino, ringraziare dopo aver ricevuto un’informazione, chiedere il permesso ad un adulto (figuriamoci ad un bambino!), essere paziente in fila senza spingere per la fretta o superare qualcuno al supermercato, ascoltare chi parla ed aspettare il proprio turno di parola, mettere da parte il cellulare quando si è in una conversazione, alzarsi da tavola quando tutti hanno finito, saper chiedere scusa col cuore senza dare tutta la colpa all’esterno, riporre la sedia a posto quando si va via dal ristorante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Siamo considerati una generazione di <i>maleducati </i>(grandi e piccoli), perché disconosciamo le buone maniere e anche per fretta non ci prestiamo più la dovuta attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quante volte sento dire: <i>“Quant’era bella la nostra infanzia con un tempo più dilatato, dove si portava rispetto agli anziani e ci si aiutava con i vicini!”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi chiedi al cellulare e trovi un’applicazione che ti consegna in 7 minuti un uovo che ti manca in frigo, non di certo ad un vicino, che poi perdi tempo con i formalismi a chiedere come sta e finisce che ti attacca una pezza di due ore, quando a te serve solo un uovo per fare il ciambellotto per i tuoi bimbi, che non avevi controllato la mattina in frigo, sempre per la fretta! Siamo arrivati a queste assurde dinamiche in meno di un ventennio!</p>
<p><a href="https://amzn.to/35cMQq6!" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-6834 size-medium" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-300x298.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-150x150.jpg 150w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-100x100.jpg 100w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">So che è un’affermazione forte, ma sicuramente se nessuno mi spiega il motivo per cui dovrei cedere il posto sull’autobus anche se sono stanca, dovrei aspettare il mio turno di parola o chiedere il permesso, non saprò di certo farlo ed ignorerò l’esistenza di tali norme di comportamento. Ecco un libro carino di Annie Grove per bambini che spiega questi motivi e supporta i genitori nelle spiegazioni “<a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/35cMQq6!" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Leon e le buone maniere</b></a>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ti darò qualche consiglio pratico su come fare. Sicuramente la base sai già qual è, se mi segui da un p</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">o’! <b>IL TUO ESEMPIO</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://amzn.to/2APHMtS" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignright wp-image-6838 size-medium" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_-196x300.jpg 196w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_.jpg 326w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></a></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Innanzitutto è importante che <i>ti chiedi se credi nella gentilezza, se possaessere la chiave di svolta per un futuro migliore, se pensi possa contribuire a portare un cambiamento nella tua vita e nel mondo, se sei disposto a metterti in gioco per essere un esempio empatico e gentile</i>. Ecco un libro che potrebbe aiutarti a sondare questi quesiti <a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2APHMtS" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>La forza nascosta della gentilezza</b> (Sperling &amp; Kupfer, 2017)</a> di <b>Cristina Milani</b>, studiosa di psicologia cognitiva comportamentale e di comunicazione, per cui <b>il segreto è l’impegno di ciascuno di noi, scatenando un effetto domino con chi abbiamo attorno</b>. Le persone attorno a noi apprenderanno per osmosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Ti suggerisco altri tre libri:</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/35b03zP" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Genitori con il cuore</strong></a> di <b>Jan Hunt</b> sul Natural Parenting.</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2onZHoO" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Crescere i bambini con la Comunicazione</b> <b>Nonviolenta</b></a> di <b>Marshall Rosenberg</b> e</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2OAwhij" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Come parlare perché i bambini ti ascoltino &amp; come ascoltare perché ti parlino</b></a> di <b>Adele Faber ed Elaine Mazlish</b>.</li>
</ol>
<p><a href="https://amzn.to/35b03zP" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-6829 size-medium alignleft" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_-213x300.jpg 213w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_.jpg 355w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></p>
<p><a href="https://amzn.to/2onZHoO" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6828 size-medium alignleft" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_-186x300.jpg 186w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_.jpg 309w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></a></p>
<p><a href="https://amzn.to/2OAwhij" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6827 size-medium alignnone" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_-194x300.jpg 194w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_.jpg 323w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Essere gentili NON significa che dobbiamo dire sì a tutto e farci mettere i piedi in testa in nome della gentilezza. Essere gentili fa parte del nostro cuore, in modo spontaneo perché nasciamo che vogliamo la nostra felicità e quella dell’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Ecco dei consigli pratici per educare i figli alla gentilezza e all’empatia:</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Saper comunicare le tue emozioni ed i tuoi bisogni. </b>Se i bambini impareranno a farlo saranno in grado di prestare attenzione ai bisogni degli altri, rispettando sé stessi. Prova a dire “<i>sono stanca, ho bisogno di riposo</i>” invece di “basta, non ti sopporto più!”, “<i>ho paura che ti fai male, sono preoccupata</i>” invece di “scendi, altrimenti mi arrabbio, poi ti fai male e te le do sopra!”. Semplice ed efficace! Ti aiuta a chiarire le tue emozioni anche a te stessa, che per noi è un compito difficilissimo e ti prendi la responsabilità di ciò che senti, senza incolpare qualcun altro.Ricorda che la rabbia è lecita ed importante come tutte le emozioni. Prova a calmarti con respiri lunghi e profondi e aiuta tuo figlio a farlo quando è arrabbiato, passato il momento acuto ne potete parlare assieme.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sii grata per quello che hai e insegna ai tuoi figli il valore della gratitudine.</b> Prendete un momento al giorno per ringraziare le persone che si prendono cura di voi, il cibo che avete dalla terra e dal lavoro dei contadini ecc…. Nei ringraziamenti metti anche le cose, gli <i>ostacoli </i>o gli <i>impedimenti </i>che ci aiutano a crescere, facendo passare col tuo esempio diretto un buon approccio all’errore, che Maria Montessori definiva <i>amico</i>.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Mostra il tuo interesse verso tuo figlio, come sta, cosa pensa e verso gli altri </b>in modo che impari a prendere in considerazione le persone care e anche chi è al di fuori della sua cerchia. I bambini in modo naturale si preoccupano e aiutano gli altri, come puoi vedere in <a style="color: #f46438; margin-top: 10px;" href="https://www.youtube.com/watch?v=UspdXUNkBH8" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>questo video</b></a> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/UspdXUNkBH8" width="1300" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Accompagna sempre la riflessione su questioni etiche</b>, cose che vive nella quotidianità, su come si potrebbe sentire il bambino di quel paese di cui avete letto qualcosa.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Essere un modello e una guida significa che dobbiamo praticare la gentilezza e l’onestà verso noi stessi e per noi stessi.</b> Non significa essere perfetti, ma essere veri, anche nelle emozioni “negative” comunicandole e farà sì che si fideranno di noi perché sappiamo <i>riconoscere i nostri errori</i>. Rispetta ciò che pensa il tuo bambino e ascolta le sue opinioni, senza giudizio, dimostrandogli come vorresti che ascoltassero te, perché dai più piccoli possiamo imparare molto.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Non dimenticarti anche nella quotidianità di:</b></h5>
<ul class="ul1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">salutare con un “buongiorno” quando entriamo in un negozio o incontriamo un vicino,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">ringraziare dopo aver ricevuto un’informazione,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">dire “prego”,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">chiedere il permesso ad un adulto (figuriamoci ad un bambino),</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">essere paziente in fila senza spintonare per la fretta o superare qualcuno al supermercato,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">ascoltare chi parla ed aspettare il proprio turno di parola,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">mettere da parte il cellulare quando si è in una conversazione,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">alzarsi da tavola quando tutti hanno finito,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">saper chiedere scusa col cuore senza dare tutta la colpa all’esterno.</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">riporre la sedia a posto quando si va via dal ristorante.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Genitori, ingegneri dell&#8217;autonomia dei figli!</title>
		<link>https://ilariacichetti.com/principi-del-metodo-montessori/genitori-ingegneri-dellautonomia-dei-figli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 11:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilariacichetti.com/?p=6809</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilariacichetti.com/principi-del-metodo-montessori/genitori-ingegneri-dellautonomia-dei-figli/">Genitori, ingegneri dell&#8217;autonomia dei figli!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilariacichetti.com">Ilaria Cichetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi ti parlerò della mia visione tra l’essere genitore e l’ingegneria, abbinata al Montessori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Questa idea è nata <i>da un laboratorio che ho fatto con alcuni bambini.</i> Era una struttura quadrata fatta con quattro rami legati tra loro, a formare una specie di cornice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6810" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg" alt="" width="1009" height="723" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg 1009w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-300x215.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-768x550.jpg 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ogni bambino doveva attorcigliare dei fili di lana, per poi infilare dentro delle foglie, per farne un quadro-telaio. Se avessi sorretto la struttura con le mie mani, avrebbero potuto attorcigliare i fili di lana. <b>La domanda che mi sono fatta è:</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Come potevo fare con tanti bambini contemporaneamente?</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Così ho costruito con dei pezzi di legno e delle mollette un supporto per tenere il telaio sollevato per ogni bambino, in modo che potessero tranquillamente attorcigliare da soli senza il mio aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">La mia forma mentis da educatrice mi porta automaticamente a trovare delle soluzioni o chiavi d’accesso per <b>facilitare l’autonomia</b> delle persone. È la prima regola base per una buona educatrice!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Così è partita la mia ricerca sull’ingegneria.</i> Ha contribuito anche l’osservazione di diversi amici ingegneri: hanno alcune caratteristiche comuni che ti spiegherò e che rispecchiavano esattamente il concetto che volevo esprimere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Deriva dal latino <b>ingènium</b> (<i>capacità, ingegno, opera industria</i>), composto da IN participio di <i>appoggio</i> e GÈNIUM, che viene dalla stessa base di GIN-O o GIGN-O, <i>genero, produco</i>. Può essere inteso come <i>“natural potenza, d’intendere, d’inventare, di disporre, di operare, dello Spirito umano; Perspicacia, Talento, Mente.”</i> Ingegnere è anche “chi fa professione di trovare ingegni e macchine”. Come possiamo vedere è un campo di cui le competenze fondamentali non sono solo tecniche ma anche logiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><b><i>Si può applicare anche nel campo dell&#8217;educazione?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sì! Nella pedagogia montessoriana</b> <b>noi adulti possiamo fare gli ingegneri e trovare soluzioni per l’autonomia dei nostri bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">All’inizio ti potrà risulterà difficile ma poi ci prenderai gusto nell’inventare e costruire piccoli trucchi che facilitino l’autonomia dei più piccoli. Se tuo figlio è più autonomo, sarà più felice, di conseguenza avrai più tempo per te e anche tu sarai più felice. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto dell&#8217;autonomia di un bambino è rendere tutto accessibile, a sua portata.</b><i>Quando cucini dove tieni le pentole? Nell’armadio in alto in camera o in cucina a portata di mano per te?</i> La stessa cosa vale per il tuo bambino. Se le cose sono in alto, le opzioni sono due: o sarà un continuo “mamma mi prendi questo?” o si arrampicherà come una scimmietta mandandoti su tutte le furie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Chiediamoci: cosa fa l’ingegnere?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="ul1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Si occupa della progettazione di edifici, strutture o infrastrutture. Segue tutte le fasi, dalla progettazione all’esecuzione, fino alla manutenzione o ristrutturazione.</li>
<li class="li5">Osserva e raccoglie dati sull’ambiente su cui realizzerà la struttura e sui costi dei materiali di cui avrà bisogno.</li>
<li class="li5">Deve attenersi alla normativa del settore delle costruzioni e tener conto dell’impatto ambientale e dei vincoli paesaggistici.</li>
<li class="li5">Seguono i lavori di costruzioni e trovano costanti soluzioni efficaci nella risoluzione di problemi che fuoriescono in corso d’opera.</li>
<li class="li5">Si occupa della preparazione di documentazione per le gare d&#8217;appalto, perizie tecniche e consulenze.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come riportare queste mansioni per un genitore in chiave montessoriana nella facilitazione dell’autonomia del figlio?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ad esempio nella scuola il <b>rubinetto </b>era molto duro da aprire per i bambini ed era un continuo <i>“Ilaia mi aiuti?”.</i> Ho capito che sarei diventata in breve la guardiana del rubinetto, senza potermi vivere in tranquillità, così mi sono inventata un supporto affinché potessero fare da soli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6818 size-full" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png" alt="" width="940" height="788" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png 940w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-300x251.png 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-768x644.png 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-600x503.png 600w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>progettazione</b>, il genitore-ingegnere progetta un determinato supporto per l’autonomia del bambino, in questo caso per aprire facilmente da solo un rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Ti occuperai della <b>raccolta dati</b>, capendo come fare e facendo una lista del materiale che ti occorre, tenendo presente i prezzi. Avevo bisogno di un <i>bastoncino circolare resistente</i> che facesse da leva e lo scotch da elettricista per fissarlo bene al rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>normativa</b>, dovrai attenerti alla <i>sicurezza</i> (che abbia gli angoli arrotondati), alla <b>leggerezza e maneggevolezza per il tuo bambino</b>. Al contempo assicurati che sia <i>in linea con i tuoi vincoli paesaggistici</i>, cioè con l’arredamento della tua casa. In base al colore del tuo bagno puoi scegliere se mettere uno scotch da elettricista bianco, nero o di altro colore, rispettando il design e i colori che hai pensato in origine per la tua casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Sentiti pronta a trovare <b>nuove soluzioni</b>, in caso sopravvenissero in fase di progettazione e costruzione o successivamente per usura. Ricorda che col tempo e l’acqua lo scotch potrebbe non avere più la stessa tenuta e quando si usura toglilo tutto e fodera di nuovo. È normale perché il tuo bambino lo toccherà con le mani bagnate e a volte ancora un po’ insaponate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; In caso di <b>perizie e consulenze</b>, una volta che avrai realizzato il tuo supporto per il rubinetto, sarai esperto e lo condividerai volentieri con altri genitori ed amici, che fino a quel momento disconoscevano l’esistenza di un supporto per il rubinetto. Anche gli errori nel costruirlo ti renderanno più esperta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come credi che ho potuto costruire mobiletti e materiali?</i> Solo facendo avanti e indietro tante volte in ferramenta e dal falegname e facendo tanti errori. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una dote che ho osservato nella forma mentis degli ingegneri è la loro</b> <b>profonda capacità analitica nello scomporre tutto in sequenze</b>. Ogni azione finale o obiettivo è l’insieme di movimenti parziali tutti interconnessi tra loro che hanno una struttura logica. <b>Ogni azione complessa è l’insieme di tante azioni singole.</b> Ad esempio, non ci siamo mai soffermati a consapevolizzare i movimenti parziali che compiamo nell’aprire o chiudere una porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se prestassimo attenzione, in primis, ascolteremmo di più il nostro corpo e come stiamo in quella determinata azione. È un buon esercizio pensare quali <b>azioni consapevoli</b> facciamo in ogni lavoro che facciamo, da poterlo riproporre con estrema chiarezza anche ad un bambino, solo facendo nel silenzio profondo, <b>evidenziando i movimenti parziali chiaramente con estrema lentezza,</b> che aiuta a focalizzare l’attenzione proprio su quel punto, come in ogni presentazione di un materiale montessoriano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>“Se si vogliono eseguire dei movimenti graziosi, non basta sorridere quando li si fanno. Nessun movimento ha l’aspetto armonico quando la sua sequenza logica è disturbata”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ci sono innumerevoli azioni che compiamo quotidianamente composte da tanti movimenti parziali, come versare l’acqua, vestirsi, pulire qualcosa, apparecchiare. La scomposizione di un movimento sintetico in tanti piccoli movimenti ben evidenziati suscita sempre l’interesse del bambino, focalizzando l’attenzione, e dà all’esecuzione una dimensione più consapevole, grazie anche a delle improvvise e profonde intuizioni che il bambino ha nell’osservazione attenta, come fosse uno scienziato. I bambini adorano questo tipo di presentazione perché è a <i>sua</i> misura e rispetta le <i>sue</i> reali capacità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b><i>Ricapitoliamo in due punti cosa fa un genitore-ingegnere Montessori:</i></b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Progetta e crea supporti per l’autonomia dei figli,</li>
<li class="li5">Scompone in microsequenza ogni azione per poterla mostrare in silenzio con lentezza (dal mettere una giacca a fare il fiocco alle scarpe).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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		<title>Regole e bambini come nel gioco dell&#8217;oca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 14:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti di <b>come impostare delle regole<span class="Apple-converted-space">  </span>per i bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ai nostri occhi sembra tutto chiaro, ma tante volte per i bambini non è così! Finiamo per essere scocciati e dire <i>“mi sembra ovvio, no? Per fare questa cosa si fa così, così e così!”</i> o <i>“quante volte devo ripetertelo?”</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Di natura occorre ricordare che tendiamo ad essere abitudinari e ci piace sentirci sempre al sicuro. In questo concetto rientrano anche le regole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spesso ho scritto <b>“poche regole chiare”</b>, come lo trovi in molti siti montessoriani e di pedagogia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Ma cosa significa esattamente?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Mettere delle regole è uno tra i temi cruciali per i genitori ed educatori.</b> <b>Tutto dipende dalla</b> <b>modalità con cui noi le comunichiamo</b>.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se con il rimprovero non sortirà un buon effetto, <b>se è in una modalità rispettosa di sé e dei suoi bisogni, educando ad un senso di responsabilità, verrà invece accolta dal bambino.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">I rimproveri, le minacce velate o i ricatti morali servono solo all’adulto per manifestare il suo potere nei confronti di chi è più piccolo perché si confonde il rispetto con il timore e così abbiamo bambini ubbidienti che appena avranno l’occasione vorranno trasgredire e la nostra rabbia aumenterà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Bambini senza dei confini chiari e delle regole che riguardano il buon senso, crescono disarmonici, egocentrici e mal tolleranti verso la frustrazione.</b> Se le regole ti stanno strette, le mal tolleri, pensi siano una costrizione che non permette la tua libertà o quella di tuo figlio, sicuramente per la “teoria dello specchio” le vivrà come te: male! Non avendo confini chiari, i bambini faticano anche ad empatizzare e sintonizzarsi, perché i lobi frontali del cervello che producono cortisolo, ormone dello stress e dell’ansia sono accesi. Assistiamo per questo con sempre maggior frequenza a bambini iperattivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Bambini con delle regole chiare e semplici che riguardano la sicurezza, l’armonia e il buon funzionamento familiare crescono sereni e rispettosi.</b> <i>Per loro le regole saranno qualcosa di normale che fa parte della vita.</i> Se hanno un conflitto con le regole, e quindi con il concetto di autorità (intesa come una guida sana che ci accompagna nella vita), faranno più fatica ad accettarle, a tollerare la frustrazione e a relazionarsi (perché vogliono che tutto sia come dicono loro). Tutto questo è veicolato da come tu adulto vivi le regole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto è saper empatizzare con il bambino, conoscere le proprie emozioni e verbalizzarle per accompagnare tuo figlio a gestire la propria emotività.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se vede te che perdi la pazienza perché è tre volte che ti chiede la stessa cosa, come pensi che si porrà quando gli chiederai tre volte la stessa cosa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Vogliamo figli inquadrati, perfetti e che facciano ciò che diciamo noi! Peccato che siano umani e non robot!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ci dimentichiamo di dare loro amore e dimostrare il nostro affetto, di essere accoglienti con loro.</b> Temiamo che questo significhi “viziare”, “fare da zerbino”, “cedere troppo ai capricci”. Quindi con facilità passiamo alla sponda “uno schiaffo non ha mai fatto male”, “piangere fa fare i polmoni” e chi più ne ha di modalità che fanno crescere duri e forti più ne metta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Quelli che indichiamo come <i>capricci</i> in realtà sono dei bisogni non accolti, non espressi. </b>Sta a noi adulti accompagnare il bambino a tirarli fuori, aiutarlo a risolverli e ad a esprimerli in modo sano in primis per sé stesso, senza arrivare a fare chissà che tuffi a terra e che urli da tenore per ottenere ciò di cui hanno bisogno o sentirsi rispettati. <b>La chiave è entrare in sintonia con i suoi veri bisogni.</b> Dire per esempio <i>“Hai proprio ragione ad essere arrabbiato!”</i> porterà a sentirsi compreso e accolto, piano piano capirà che si può fidare di te, avrà stima di te, e seguirà volentieri le regole richieste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Per natura i bambini sono collaborativi e vogliono imparare le regole.</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Vogliono imitare l’adulto che stimano e sentono come un modello di riferimento, quindi riordinare, collaborare e fare da solo.</b> Vogliono ascoltarci a patto che rispettiamo e ascoltiamo e accogliamo i loro bisogni. Il nostro compito è accogliere le loro emozioni e i loro veri bisogni, mostrando come prendere le situazioni della vita come occasioni di crescita (<i>non di lamentele!</i>) e accompagnandoli a trovare la soluzione migliore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Sì, Ilà, ma cosa c’entra il gioco dell’oca?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Come ho scritto all’inizio dell’articolo <i>“poche regole chiare”</i>, abbiamo visto l’importanza delle regole e che siano poche. Come vedi, altro elemento fondamentale e non ultimo per importanza è <i>la chiarezza nel dire qualcosa, spiegare, dare delle regole per un buon funzionamento.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella mia esperienza con bambini e con adulti ho potuto constatare che <b>essere chiari sin dal principio, favorisce una buona relazione, evita malintesi e dà rassicurazione</b>. Essere efficaci nella comunicazione, parlare in modo semplice e comprensibile a tutti è l’obiettivo della comunicazione. <i>«Come posso spiegarmi affinché chi ho davanti comprenda?»</i>. Parlare chiaro è un processo di organizzazione del pensiero a cui tutti possiamo allenarci. Ovviamente <b>la differenza la fa <i>come</i> diciamo le cose</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Quindi, Ilà, cosa devo tenere in considerazione per spiegarmi al meglio?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Tante volte con i bambini ci capita di perdere la pazienza ed esordire con frasi come “dai, non è difficile!”, “mi sembra chiaro, no?”, “può essere che non capisci?” e compagnia bella. Non c’entra il bambino in questione (che deve prendersi anche queste parole!). Proviamo ad invertire il punto di vista! <i>E se fossi stato tu a non essere chiaro o come spesso accade a dare per sottinteso 1357 passaggi che erano ovvi nella tua testa? </i>Il bambino funziona diversamente da te, adulto. Spesso ce ne dimentichiamo, purtroppo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Nel dire una regola o spiegare cosa è importante spiegare ogni passaggio, come se il tuo interlocutore non sapesse nulla.</b> Anche se la persona con cui parli dovesse sapere qualcosa, è sempre bene ripetere e spiegare ogni passaggio nel dettaglio perché rassicura e crea fiducia. <i>Questo vale sia per i bambini, che per gli adulti</i> (lo vedo molto nelle mie formazioni, quanto fa sentire a proprio agio spiegare prima di ogni attività cosa andremo a fare)!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Proprio come nel <b>gioco dell’oca</b> (o qualunque altro gioco da tavolo preferisci o ricordi meglio!), prima di iniziare a giocare si spiegano tutte le regole in ordine: tutte le cose che si fanno una alla volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una volta che il bambino conosce le regole, sa come giocare ed entro quali limiti muoversi. </b>Il bambino sarà più tranquillo e più predisposto a collaborare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Tener presente questa metafora ti ricorda l’importanza di essere chiari, coerenti e rispettosi della natura dell’altro e del bambino</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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		<title>Come togliere il pannolino rispettando la natura del bambino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Aug 2019 16:13:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spannolinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio chiarire alcuni punti sul tanto atteso <strong><em>spannolinamento</em></strong> che crea tanta ansia ai genitori quando devono <strong>togliere il pannolino</strong> al proprio bimbo.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da secoli si cerca di studiare, spiegare e categorizzare l’infanzia, ma spesso dimentichiamo che il punto di vista da cui si guarda è quello dell’adulto, che crede di sapere tutto dall’alto della sua conoscenza. In questa visione <em>il bambino è qualcosa di vuoto da riempire</em> ancora oggi. Lo sento spesso da specialisti e studiosi del settore, come anche in tante affermazioni che sento dai genitori. Bisogna superare queste visioni “dei tempi di Carlo Cotica (o Codega per i bergamaschi)” e <strong>fare luce sulla natura del bambino</strong>, guardando le cose dal suo punto di vista.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Gli studi sull’infanzia hanno portato i genitori di oggi a leggere, studiare e informarsi, in quanto si sono alimentate false credenze sul fatto che il genitore non sia all’altezza e non sappia abbastanza. Probabilmente questa insicurezza di base viene dal non conoscere alcuni passaggi fondamentali sulla natura del bambino e un’infanzia non accompagnata adeguatamente a credere in sé stessi, a prendersi la responsabilità e ad avere pazienza e comprensione di sé. <strong>In realtà un genitore ha già tutte le risposte dentro di sé.</strong> Credo che con alcune piccole indicazioni sulla natura infantile, possano tornare a prendere in mano con serenità il loro ruolo genitoriale.</p>
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<h4><em>Ilà cosa c’entra tutto questo?</em></h4>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Lo spiego perché le tante teorie sul togliere il pannolino tra “il momento giusto”, “non vuole lasciarlo andare”, “simboleggia non so cosa”, aspettative, ansie, giudizi e le più svariate teorie, <strong>hanno portato a crederci che i bambini debbano imparare a fare la pipì nel water da noi.</strong><em> Quale credenza più sbagliata!</em> <strong>Il bambino arriva da solo in modo naturale a controllare gli sfinteri, ad avere voglia di fare sia la cacca che la pipì e a tenerla fino ad arrivare al water.</strong> Non c’è nulla da insegnare, come può arrivare da solo a bere dal bicchiere, camminare o trovare il suo ritmo nel sonno! Diamo fiducia ai bambini!</p>
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<h6 style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Spesso mi chiedono “ma c’è un momento migliore?”</em></h6>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sì, potrebbe. Indicativamente è <strong>tra i 18 e i 30 mesi</strong>, con una leggera differenza tra maschi e femmine, ma in generale può variare per storie personali, vissuti e tanti altri fattori. Quando si avvicina la scuola materna tutti pensano che l’estate, in particolare giugno, sia un buon momento, ma poi inevitabilmente ci si lascia prendere dal panico e dalle ansie perché settembre è vicino. Sarebbe meglio <strong>iniziare dall’inverno a far sperimentare al bambino la nuova sensazione dello stare nudo o con la mutandina </strong><em>(non pannolino mutanda!)</em> o con i vestiti. <em>Che stupore e meraviglia saranno per lui!</em> Abbiate tanta pazienza se se la farà addosso, senza dare giudizi o incolparlo, ma pulendolo e ricordandosi che per lui è una nuova conquista. È sconsigliabile farlo in un periodo dove state vivendo dei particolari cambiamenti o qualunque cosa che sia diversa dalla routine (dall’arrivo del fratellino o della sorellina ad un trasloco in una casa nuova, da un lutto, dal cambio di lavoro di uno dei genitori al rientro al lavoro dopo la nascita del bambino, una nuova figura educativa di riferimento – babysitter o tata o insegnante –, ecc…)</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ognuno ha i suoi tempi. Sta imparando. Non è una gara! Quindi <strong>evitate giudizi e paragoni con la sorella o il fratello o il cugino!</strong> Se lo giudichi peggiorerà la situazione, se sei accogliente, si sentirà amato e avrà più fiducia nel potersi sperimentare.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Noi adulti <strong>siamo chiamati a osservare senza giudicare</strong>, senza stare a tirare fuori dal cappello magico chissà quale teoria pedagogica di turno, dare chissà quale sentenza. Hai mai goduto nell’osservarlo mentre è assorto a fare qualcosa e con quale gioia ci riesce? Hai mai gioito nel vedere con quanta spontaneità e tenerezza spiega le cose al suo bambolotto? Tu, meglio di chiunque altro <strong>sai osservare i segnali di tuo figlio quando ha bisogno di evacuare sin da quando è piccolo.</strong> Noterai che lo farà contorcendosi, diventando rosso in faccia o facendo altre cose. Sono segnali che ti dà sin da piccolo e ti accompagneranno anche quando dovrai togliergli il pannolino. Puoi chiedere senza pressione ed aspettative <em>“magari vuoi fare la pipì…proviamo?”</em>. Tutto deve essere un momento gioioso per un naturale passaggio della sua vita e non un tragico e terribile processo da cui non ne usciremo vivi!</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Fino a quando non sarà autonomo può <strong>andare in bagno con un genitore</strong> (sia mamma che papà) e vedere come fa ogni singolo passaggio (dal tirare giù i pantaloni, al sedersi e pulirsi) perché in modo naturale i bambini amano imitare gli adulti. <em>So che stai pensando “ma Ilà, manco al bagno ho un momento in santa pace?”?</em> Successivamente tornerà, magari con un rituale del cartello libero e occupato sulla porta. In questo momento ha bisogno di esperire l’aspetto del bagno sotto ogni forma.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Puoi giocare con lui e metterlo sul water verbalizzando ogni azione che fa, facendo finta</strong>, <em>“adesso tiro giù i tuoi pantaloni…senti, come fa la pipì questo bimbo shhhhh..poi ti vesto di nuovo”</em>. Adorano questo gioco e te lo chiederanno molte volte. Assecondalo in questa richiesta. Personalmente preferisco l’uso del water, così si abitua direttamente lì, con il vasino dovrà fare la fatica di abituarsi e disabituarsi per passare al water, tanto vale che vada già lì! Come sempre, però, non c’è una regola! Se preferisce il vasino, puoi usarlo tranquillamente e può essere una buona occasione per fare lavori di pulizia con l’acqua. Inizialmente lo aiuterai tu a sciacquare il vasino nel bidet, poi arriverà a farlo da solo. È sua responsabilità, usandolo lui. Ti consiglio di far buttare la carta igienica con cui si pulisce nel water o in un cestino con coperchio per la spazzatura, in modo da evitare che otturi il bidet nel risciacquo. Ricordati sempre che <strong>per il bambino la cacca e la pipì sono un segno che riesce a farcela da solo senza il tuo aiuto.</strong> Evita di fargli passare il concetto di schifo, puzza, disgusto.</p>
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<h6 style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Ilà, ma prima dicevi che era troppo in alto il water, come facciamo?</em></h6>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Semplice! Basta <strong>allestire la postazione water</strong> con una scaletta e un riduttore da tenere sempre fissi sul water. Come sempre fissi? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f631.png" alt="😱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Certo! Sta scoprendo questo nuovo aspetto del suo corpo e non riuscirebbe in poco tempo a svestirsi, posizionare la scaletta, mettere il riduttore sul water, salire e fare la pipì, rischiando di farsela addosso, con conseguente vostra ira! Sei tu l’adulto! Quando vai in bagno, appoggi il riduttore sul bidet e puoi o salire sulla scaletta o allargare le gambe e sederti direttamente sul water comodamente. <em>Una volta terminato, posiziona di nuovo il riduttore sul water, in modo che la postazione sia sempre pronta per il tuo bambino.</em></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ultimo momento importante è quello del <em>“saluto”</em> alla cacca a e alla pipì. Puoi salutare e dire che il mulinello la porterà via in un lungo viaggio di tubi e arrivare dove ti suggerisce la tua fantasia, purché restino tratti e caratteristiche simili alla realtà nel tuo racconto <em>(intendo una versione fantasiosa della discarica e non un pianeta fantascientifico, in modo che quando scoprirà come funzionano le fognature non resterà deluso dalla versione che gli avete dato anni addietro)</em>.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Queste sono alcune indicazioni per togliere il pannolino in modo rispettoso al tuo bambino.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
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