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Come togliere il pannolino rispettando la natura del bambino

 

Bentornata sul blog!

 

Oggi voglio chiarire alcuni punti sul tanto atteso spannolinamento che crea tanta ansia ai genitori quando devono togliere il pannolino al proprio bimbo.

 

Da secoli si cerca di studiare, spiegare e categorizzare l’infanzia, ma spesso dimentichiamo che il punto di vista da cui si guarda è quello dell’adulto, che crede di sapere tutto dall’alto della sua conoscenza. In questa visione il bambino è qualcosa di vuoto da riempire ancora oggi. Lo sento spesso da specialisti e studiosi del settore, come anche in tante affermazioni che sento dai genitori. Bisogna superare queste visioni “dei tempi di Carlo Cotica (o Codega per i bergamaschi)” e fare luce sulla natura del bambino, guardando le cose dal suo punto di vista.

 

Gli studi sull’infanzia hanno portato i genitori di oggi a leggere, studiare e informarsi, in quanto si sono alimentate false credenze sul fatto che il genitore non sia all’altezza e non sappia abbastanza. Probabilmente questa insicurezza di base viene dal non conoscere alcuni passaggi fondamentali sulla natura del bambino e un’infanzia non accompagnata adeguatamente a credere in sé stessi, a prendersi la responsabilità e ad avere pazienza e comprensione di sé. In realtà un genitore ha già tutte le risposte dentro di sé. Credo che con alcune piccole indicazioni sulla natura infantile, possano tornare a prendere in mano con serenità il loro ruolo genitoriale.

 

Ilà cosa c’entra tutto questo?

 

Lo spiego perché le tante teorie sul togliere il pannolino tra “il momento giusto”, “non vuole lasciarlo andare”, “simboleggia non so cosa”, aspettative, ansie, giudizi e le più svariate teorie, hanno portato a crederci che i bambini debbano imparare a fare la pipì nel water da noi. Quale credenza più sbagliata! Il bambino arriva da solo in modo naturale a controllare gli sfinteri, ad avere voglia di fare sia la cacca che la pipì e a tenerla fino ad arrivare al water. Non c’è nulla da insegnare, come può arrivare da solo a bere dal bicchiere, camminare o trovare il suo ritmo nel sonno! Diamo fiducia ai bambini!

 

Spesso mi chiedono “ma c’è un momento migliore?”

 

Sì, potrebbe. Indicativamente è tra i 18 e i 30 mesi, con una leggera differenza tra maschi e femmine, ma in generale può variare per storie personali, vissuti e tanti altri fattori. Quando si avvicina la scuola materna tutti pensano che l’estate, in particolare giugno, sia un buon momento, ma poi inevitabilmente ci si lascia prendere dal panico e dalle ansie perché settembre è vicino. Sarebbe meglio iniziare dall’inverno a far sperimentare al bambino la nuova sensazione dello stare nudo o con la mutandina (non pannolino mutanda!) o con i vestiti. Che stupore e meraviglia saranno per lui! Abbiate tanta pazienza se se la farà addosso, senza dare giudizi o incolparlo, ma pulendolo e ricordandosi che per lui è una nuova conquista. È sconsigliabile farlo in un periodo dove state vivendo dei particolari cambiamenti o qualunque cosa che sia diversa dalla routine (dall’arrivo del fratellino o della sorellina ad un trasloco in una casa nuova, da un lutto, dal cambio di lavoro di uno dei genitori al rientro al lavoro dopo la nascita del bambino, una nuova figura educativa di riferimento – babysitter o tata o insegnante –, ecc…)

 

Ognuno ha i suoi tempi. Sta imparando. Non è una gara! Quindi evitate giudizi e paragoni con la sorella o il fratello o il cugino! Se lo giudichi peggiorerà la situazione, se sei accogliente, si sentirà amato e avrà più fiducia nel potersi sperimentare.

 

Noi adulti siamo chiamati a osservare senza giudicare, senza stare a tirare fuori dal cappello magico chissà quale teoria pedagogica di turno, dare chissà quale sentenza. Hai mai goduto nell’osservarlo mentre è assorto a fare qualcosa e con quale gioia ci riesce? Hai mai gioito nel vedere con quanta spontaneità e tenerezza spiega le cose al suo bambolotto? Tu, meglio di chiunque altro sai osservare i segnali di tuo figlio quando ha bisogno di evacuare sin da quando è piccolo. Noterai che lo farà contorcendosi, diventando rosso in faccia o facendo altre cose. Sono segnali che ti dà sin da piccolo e ti accompagneranno anche quando dovrai togliergli il pannolino. Puoi chiedere senza pressione ed aspettative “magari vuoi fare la pipì…proviamo?”. Tutto deve essere un momento gioioso per un naturale passaggio della sua vita e non un tragico e terribile processo da cui non ne usciremo vivi!

 

Fino a quando non sarà autonomo può andare in bagno con un genitore (sia mamma che papà) e vedere come fa ogni singolo passaggio (dal tirare giù i pantaloni, al sedersi e pulirsi) perché in modo naturale i bambini amano imitare gli adulti. So che stai pensando “ma Ilà, manco al bagno ho un momento in santa pace?”? Successivamente tornerà, magari con un rituale del cartello libero e occupato sulla porta. In questo momento ha bisogno di esperire l’aspetto del bagno sotto ogni forma.

 

Puoi giocare con lui e metterlo sul water verbalizzando ogni azione che fa, facendo finta, “adesso tiro giù i tuoi pantaloni…senti, come fa la pipì questo bimbo shhhhh..poi ti vesto di nuovo”. Adorano questo gioco e te lo chiederanno molte volte. Assecondalo in questa richiesta. Personalmente preferisco l’uso del water, così si abitua direttamente lì, con il vasino dovrà fare la fatica di abituarsi e disabituarsi per passare al water, tanto vale che vada già lì! Come sempre, però, non c’è una regola! Se preferisce il vasino, puoi usarlo tranquillamente e può essere una buona occasione per fare lavori di pulizia con l’acqua. Inizialmente lo aiuterai tu a sciacquare il vasino nel bidet, poi arriverà a farlo da solo. È sua responsabilità, usandolo lui. Ti consiglio di far buttare la carta igienica con cui si pulisce nel water o in un cestino con coperchio per la spazzatura, in modo da evitare che otturi il bidet nel risciacquo. Ricordati sempre che per il bambino la cacca e la pipì sono un segno che riesce a farcela da solo senza il tuo aiuto. Evita di fargli passare il concetto di schifo, puzza, disgusto.

 

Ilà, ma prima dicevi che era troppo in alto il water, come facciamo?

Semplice! Basta allestire la postazione water con una scaletta e un riduttore da tenere sempre fissi sul water. Come sempre fissi? 😱 Certo! Sta scoprendo questo nuovo aspetto del suo corpo e non riuscirebbe in poco tempo a svestirsi, posizionare la scaletta, mettere il riduttore sul water, salire e fare la pipì, rischiando di farsela addosso, con conseguente vostra ira! Sei tu l’adulto! Quando vai in bagno, appoggi il riduttore sul bidet e puoi o salire sulla scaletta o allargare le gambe e sederti direttamente sul water comodamente. Una volta terminato, posiziona di nuovo il riduttore sul water, in modo che la postazione sia sempre pronta per il tuo bambino.

 

Ultimo momento importante è quello del “saluto” alla cacca a e alla pipì. Puoi salutare e dire che il mulinello la porterà via in un lungo viaggio di tubi e arrivare dove ti suggerisce la tua fantasia, purché restino tratti e caratteristiche simili alla realtà nel tuo racconto (intendo una versione fantasiosa della discarica e non un pianeta fantascientifico, in modo che quando scoprirà come funzionano le fognature non resterà deluso dalla versione che gli avete dato anni addietro).

 

Queste sono alcune indicazioni per togliere il pannolino in modo rispettoso al tuo bambino.

 

Un abbraccio! Al prossimo articolo!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

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