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Rispettiamo i neonati: Il cartello “guardare, ma non toccare” della Tata Montessori

 

Bentornata sul blog!

 

Oggi parliamo di una campagna di sensibilizzazione che vorrei lanciare nel rispetto dei neonati a tutti i neogenitori, neononni ed agli operatori vari della nascita d’Italia. Ho pensato di creare un cartello per neonati con su scritto “guardare, ma non toccare!”

 

La campagna di sensibilizzazione nel rispetto dei neonati con il cartello “guardare, ma non toccare!” nasce dalla mia esperienza ed osservazione, conoscenza di tante famiglie come Tata Montessori. Quando si diventa genitori, tiriamo fuori come leoni e leonesse un forte istinto protettivo verso i nostri piccoli. Quando sono appena nati, non ci piace molto che tutti li tocchino, li bacino e li sballottino a destra e a manca, ma finiamo poi per sentirci in difetto e non diciamo ad amici e parenti che preferiremmo che non lo facessero.

 

Già da tempo negli Stati Uniti ci sono dei cartelli da appendere alle carrozzine e passeggini per evitare in modo cortese che le persone che incontriamo in giro si sentano in diritto di toccare i nostri bambini, evitando situazioni imbarazzanti, di poco rispetto verso il bambino così piccolo che può essere contaminato da germi. Ti allego qui alcuni esempi ( www.universomamma.it ).

 

Così nasce la mia idea di fare una campagna di sensibilizzazione nel rispetto dei neonati con il cartello “guardare, ma non toccare!”. Ho deciso di condividere questo file scaricabile con tutti i neogenitori, nonni ed operatori vari della nascita d’Italia con una visione e accezione diversa da quella americana, bensì come augurio verso una sensibilizzazione del rispetto della natura del bambino che sicuramente diffonderai con i tuoi cari e amici. Puoi scaricarlo qui sotto o al link “ Il cartello “guardare ma non toccare”” Ti occorrono un paio di forbici grandi, un paio di forbici piccole o una formatrice, un nastrino e tanta fantasia! Nel file e nel video qui sotto troverai tutte le istruzioni per la realizzazione e ci sono due versioni. Puoi scegliere quella che più ti piace. Se vuoi che duri a lungo puoi plastificarlo.

 

SCARICA QUI IL MATERIALE: Il cartello “guardare ma non toccare”

 

 

Ci sono opinioni discordanti sul web su questo cartello, ovviamente. Qualcuno potrà dire “ma i bambini hanno bisogno dei germi per fortificarsi”, qualcun altro potrà dire “se lo allatti non c’è problema” o “ti crei inimicizie con parenti ed amici”, “sei iperprotettiva”, “non è mai morto nessuno”.

 

Sono d’accordo con:

 

  • il fatto che il bambino venga a contatto con i germi e do fiducia all’intelligenza del corpo che saprà adattarsi.
  • il giocare e sporcarsi anche col fango perché si fortifichi.
  • l’allattamento come migliore nutrimento per il bambino.

 

Ovviamente per quanto riguarda sporcarsi e la questione dei germi parliamo di un bambino più grandicello rispetto ad uno appena nato!

 

Con questo non ti chiedo di diventare iperprotettiva, tirare fuori le unghie e avere gli occhi iniettati di sangue se sfiorano il tuo bambino. Con la campagna di sensibilizzazione nel rispetto dei neonati con il cartello “guardare, ma non toccare!” semplicemente voglio far avere uno sguardo più consapevole sui neonati e fare luce su questa fase delicata del bambino.

 

Il mio cartello regalo “GUARDARE MA NON TOCCARE! Sono molto piccolo e adorabile. Non mi piace essere trattato come un bambolotto. Ho bisogno del contatto con la mia mamma e il mio papà. Grazie per la comprensione! Il bebè in questione” è per i più piccolini dove indubbiamente “i nostri germi sono troppo grandi per loro”, ma sono anche in piena formazione e vivono una condizione molto particolare che va rispettata. Troppo spesso ci avviciniamo con poca presenza, poca lentezza, poco rispetto, tanta frenesia o addirittura troppo contatto fisico “pucci pucci piccolino bello di casa!”.

 

E come dovremmo approcciarci allora?

 

Da diversi studi della psicologia pre e peri-natale, il bambino nei 9 mesi successivi alla sua nascita è come se fosse dentro l’utero della madre. È un periodo delicato e di adattamento. Non solo la madre, ma anche il bambino vive un grosso momento traumatico e forte alla nascita dove passa dal buio, liquido e calore, alla luce, rumori non più ovattati, aria bella fresca e niente liquido, come quando ti buttano addosso un secchio di acqua gelida o come quando esci dalla doccia calda e ti sparano addosso aria fredda o dormi al buio e improvvisamente ti accendono una torcia in faccia. Carino no?! Molti dei nostri traumi, problemi o disturbi, movimenti ripetitivi vengono determinati dal nostro tipo di nascita. Spesso lo ignoriamo perché nessuno ci ha mai detto o spiegato questo, ci si può tranquillamente lavorare anche da adulti.

 

Il più possibile nei primi 9 mesi il bambino deve vivere in una situazione tranquilla a contatto (più possibile pelle a pelle) con mamma e papà. È molto importante il contatto con i nonni. Semplicemente quello che vi chiedo è di approcciarvi con massimo rispetto ed in punta di piedi perché hanno bisogno di tempo per adattarsi a questo mondo, chiedendo sempre il permesso al genitore, anche se è vostro figlio. Non possiamo sapere in che stato d’animo è in quel momento e sa ha voglia di affidare il bambino ad altre braccia.

 

Siamo l’unico mammifero che dipende per molto tempo dalla mamma. Negli animali nel giro di poche ore diventano autonomi. Per noi umani non è così!

 

Un tempo la madre era completamente a riposo, le donne della famiglia facevano tutto per lei perché doveva recuperare le forze e dedicarsi ad instaurare un buon legame con il piccolo. Pensate che oggi con i ritmi che abbiamo, assistiamo a situazioni con nonni lontani, da subito mamme all’opera con i punti di sutura fastidiosi e dopo pochi mesi il “fantastico e tanto atteso” ritorno a lavoro.

 

È un tempo sacro che va rispettato per la madre e per il bambino, per riprendersi dalla nascita.

 

Usa un tono di voce basso e tocca il bimbo con delicatezza, soprattutto per i primi 40 giorni.

 

Chiedi sempre il permesso alla madre per prenderlo in braccio, se proprio non resisti. Se è la madre a chiedertelo, non esitare, senza paura!

 

Prendilo con delicatezza e senza troppe parole vivi il magico momento, sintonizzandoti con il suo respiro.

 

Lava sempre le mani per bene, rispettando le indicazioni dell’OMS. Strofina bene il sapone da un palmo all’altro e soprattutto appoggia il palmo destro sul dorso sinistro, incrociando le dita e viceversa. Intreccia anche le dita palmo a palmo.

 

Mai riempire di baci un bambino in punti del suo corpo che potrebbe mettere in bocca. Se vuoi baciarlo ed hai il permesso dei genitori (da chiedere precedentemente), puoi farlo sulla testa che non porterà di certo alla bocca.

 

Per non parlare di come ci avviciniamo alla sua faccia per parlare, che per quanto abbiamo lavato i denti tre volte, comunque al bambino arriva una fiamella forte e bestiale!

 

Parla CON lui e non di lui. Non rivolgerti al bambino come se non ci fosse, parlando in terza persona. Il bambino comprende l’intenzionalità di ciò che comunichi. Parla come se stessi parlando ad un adulto presente. Con un adulto lì vicino a te, parleresti di lui in terza persona?

 

Per questo ho voluto creare una campagna di sensibilizzazione nel rispetto dei neonati con il cartello “guardare, ma non toccare!”. Piccole riflessioni e condivisioni su cui non ci soffermiamo spesso per ricordare che il bambino deve adattarsi al mondo e recuperare energie, una grande fatica per lui che è così piccolo.

 

Quindi, ti chiedo di ricordarti che il bambino non è un bambolotto da sballottare. Chi lo dice che un bambolotto si può sballottare? Se lo tratti con rispetto come ogni oggetto della tua casa che ti permette di fare ciò che fai, dal cucinare al pulire al divertirti vedrai che anche tuo figlio tratterà gli oggetti con rispetto. Per il bambino in modo naturale ogni cosa è viva ed è parte di lui nella fase dell’animismo. Naturalmente tende a trattare tutto con cura, anche un bambolotto. Poi col nostro esempio che sballottiamo bambolotti ed oggetti lo farà anche lui, per poi stupirci e chiederci: “Non me lo spiego, io non gliel’ho mai insegnato! Gli dico sempre di fare piano!”.

 

Ora che lo sai allenati più che puoi e quanto prima a maneggiare con cura gli oggetti e anche il povero bambolotto che si è fatto una sballottante nomea.

 

Così il neonato va trattato con cura e delicatezza perché ha bisogno di calma, cura, mamma e papà. Così con il cartello “guardare, ma non toccare!” ho voluto dare voce in breve a ciò che sente e vive un bambino che è appena uscito dal suo caldo magico mondo dell’utero per venire al mondo.

 

Mirko Badiale “Bisognerebbe apporre un cartello sopra ogni bambino con su scritto: Maneggiare con cura contiene sogni.”.

 

Spero che il cartello “guardare ma non toccare” Sono molto piccolo e adorabile. Non mi piace essere trattato come un bambolotto. Ho bisogno del contatto con la mia mamma e il mio papà. Grazie per la comprensione! Il bebè in questione vi piaccia cari futuri mamme e papà!

 

Un abbraccio!
Al prossimo articolo!

 

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

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