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Montessori a casa

Cos’è “Montessori a casa” per me?

 

Bentornata sul blog!

 

Oggi voglio spiegarti che cosa intendo con la mia attività di “Montessori a casa” che spiego nelle mie consulenze e nei miei corsi.

 

Molti di voi immagino sappiano che il materiale montessoriano della foto, che si chiama incastri solidi, non va rovesciato in questo modo secondo l’utilizzo che aveva studiato Maria Montessori per esso. Ogni incastro ha un pomello in cima e andrebbe preso dal pomello con la prensione delle tre dita (pollice-indice-medio) o prensione digitale, uno alla volta. Ho messo volutamente questa foto come paragone dell’invertire la credenza del genitore perfetto e su cosa intendo realmente per “Montessori a casa”.

 

Iniziamo a specificare cosa non è prima di spiegarti di cosa si tratta veramente. Non farò giri di parole per arrivarci! 😉

 

NON è ricreare una scuola-mausoleo in casa con tutti i materiali montessoriani per un costo di migliaia di euro al posto dei giocattoli! L’uso del materiale è compito dell’insegnante. In casa è consigliabile avere giocattoli, possibilmente in legno che stimolino l’ingegno e la fantasia dei bambini nel costruire e creare mille possibili soluzioni.

 

NON è essere genitori tuttologi che hanno letto 10 volte ogni libro di Maria Montessori, fino a saperlo a memoria. Non è riempirsi la testa di teorie pedagogiche, essere esperti di tutto ciò che traumatizza un bambino, sapere cosa fa bene e cosa fa male che ti porteranno a saper essere un buon educatore. Giocare con tuo figlio e divertirti come quando eri bambina, senza sentirti addosso il peso della responsabilità di dover essere perfetta. Tuo figlio ha bisogno di una mamma e di un papà felici che conoscano sé stessi, sanno ciò che vogliono e sanno comunicarlo.

 

NON trattarlo da più piccolo mettendogli il bavaglino, portandolo ancora col passeggino e facendogli usare giochi sonori da un anno a 4-5 anni. Un bambino è in grado di capire molte cose! Taglia quel cordone ombelicale e osserva cosa ti porta ad avere tante paure e preoccupazioni che tuo figlio non possa farcela da solo. Ha molte più risorse di quelle che credi! Osserva cosa ti chiede il tuo bambino. Per quanto stia comodo nel passeggino e nel ruolo di piccolo, ti ripeterà il mantra “faccio io”, vorrà provare e sperimentare. Magari ti dirà anche da solo “io sono grande”. Lì è ora di comprendere in quanto adulti che è giusto fargli spiccare il suo volo. Lascialo crescere ed esplorare!

 

NON è doverti inventare e costruire sempre nuove attività o materiali Montessori di ultima generazione, avanzando nella ricerca scientifica dei principi pedagogici montessoriani. È lavare e stendere i panni, lavare il pavimento, cucinare, fare l’orto assieme e tutte quelle attività domestiche e quotidiane che hanno in sé lo sviluppo di tante competenze intrinseche utili e propedeutiche alla concentrazione di tuo figlio. Fino ai 6 anni ha bisogno di fare, toccare ed esplorare il mondo, senza dover stare a riempire la loro testa di nozioni teoriche perché crediamo che siano dei piccoli Einstein, per farci belli agli occhi degli altri o riversare inconsapevolmente grosse aspettative su di loro. Mi spiace sfatare questo mito, ma il fatto che siano molto svegli e nativi digitali è frutto dell’evoluzione, come lo eravamo noi rispetto ai nostri genitori e alle tecnologie di allora, dal tamagochi alla play station.

 

NON è stare attaccata al tuo cellulare o appiopparglielo quando vuoi che stia buono. Stai con tuo figlio, parlaci, chiedigli come sta. Comunica le tue emozioni, in modo che di riflesso sappia farlo anche lui. Ricordarti che dai sempre l’esempio ad ogni tuo respiro. Già il fatto di ricordarlo è una gran conquista, anche se a volte non riuscirai.

 

Cos’è “Montessori a casa” allora?

 

“Montessori a casa” è avere pochi giocattoli stimolanti per l’età di tuo figlio, in modo che possa riordinare volentieri da solo. È importante favorire la sua autonomia nel riordino (per questo metti poche cose e fai ruotare i giocattoli, se vuoi saperne di più clicca qui) e la cura delle proprie cose. Non sei la colf con le braccia della dea Kali dei tuoi figli: non deve lanciare tutto per aria senza voler rimettere a posto perché “tanto c’è chi lo fa per lui” e corri dietro a raccattare e pulire ogni angolo per la mania dell’ordine e di dover essere sempre accogliente, per poi scoppiare in un urlo che sentirebbero anche i vicini di casa nostra. È importante affiancarlo e dare esempio nel riordino.

 

È aiutare tuo figlio ad essere autonomo e partecipe della vita domestica. È importante che abbia una sua tovaglietta e sue stoviglie per apparecchiare, una scopetta, uno spruzzino con una pezzetta, la merenda a portata di mano, senza dover star a chiederti ogni momento “mi prendi questo? Mi prendi quello?” perché è tutto in alto e facendoti perdere la pazienza. È lasciar fare ogni cosa in cui potrebbe riuscire da solo, permettendogli di crescere, senza fare doverti sostituire a lui. È rispettare i suoi tempi, senza mettere fretta. Fallo vestire da solo, già dai 18-20 mesi, facendogli esplorare questo aspetto dell’autonomia con calma e mostrando come fare con piccoli trucchi e poche parole.

 

È mantenere la pazienza, organizzargli il tempo avvisandolo prima, preparare l’ambiente affinché riesca a fare le cose da solo.

 

È riconoscere la dignità di persona al tuo bambino e non parlare per lui o come se non ci fosse. Sarà lui a rispondere e qualunque cosa dirà, anche la più originale e fantasiosa, va accolta senza giudizio, per favorire la sua autostima. Non giudicare, sminuire ciò che dice per paura di essere additata come “genitore con un figlio con le rotelle fuori posto”. I bambini hanno un altro modo di percepire il mondo e fanno moltissime e velocissime associazioni mentali, magari legati a dei dettagli che solo loro noterebbero e che hanno visto nei giorni precedenti.

 

È riconoscere il tuo ruolo di guida come genitore, non temere un bambino o sentirti in colpa perché non dai abbastanza, altrimenti trasmetterai e apprenderà questo. Assisto spesso a “bambini tiranni” e “genitori zerbino”. Si è confuso il concetto di accogliere il bisogno del bambino col dire sempre sì incondizionatamente, sentendosi pure in colpa di dover dire ancora di più sì. Riconosci che ci sono anche i tuoi bisogni, non solo i suoi e impara a comunicare efficacemente. Non riconoscerli ti crea frustrazione, portandoti a volte a perdere la pazienza e dalla vocina di fata arrivi ad avere la voce di un mostro demoniaco nel giro di tre secondi. Risultato? In questo modo tuo figlio non fa esperienza dei limiti e dei no.

 

Chiediti sempre: “col mio atteggiamento lo sto veramente aiutando?”.

Montessori significa lavorare su di te che sei il genitore! Hai il più grande compito di educazione e responsabilità del mondo! Complimenti! 😉
Puoi farcela, credimi. Se ti senti in difficoltà posso accompagnarti e sostenerti in questo percorso con la consulenza Casa Montessori!

 

Un abbraccio! Al prossimo articolo!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

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