d

Alienum phaedrum torquatos
nec eu, vis detraxit periculis ex,
nihil expetendis in mei.

contact
neva@office.com
+456933336454
2606 Saints Alley
Tampa, FL 33602
Follow Us

Iniziare la scuola a settembre: un dramma preannunciato!

 

Bentornata sul blog!

 

Tra poco ricomincia la scuola!!! L’inserimento al nido, alla scuola dell’infanzia e alla primaria mette in crisi ogni genitore. Come saranno le maestre? Si troverà bene con loro? E con i compagni? Tanti dubbi affiorano la tua mente!
.

 

Così in questo articolo voglio parlarti della differenza tra inserimento e ambientamento. L’inserimento implica l’adeguarsi di un bambino al contesto esistente, l’ambientamento invece si riferisce all’ambiente che accoglie il bambino nella sua unicità, con rispetto e modellandosi alle sue esigenze. Se si accompagna il bambino in questo processo e si instaura una sinergia tra casa e scuola, si favorirà una separazione attiva, che avverrà in modo spontaneo, momento in cui il bambino è protagonista delle sue conquiste e del suo percorso di crescita.

 

Tuo figlio si troverà per la prima volta in un contesto diverso da quello familiare e potrebbe provare emozioni come la curiosità, la gioia e la paura. Dal momento che si separerà dalla sua figura di riferimento che è la sua base sicura, è fondamentale che il processo dell’ambientamento venga fatto in modo sicuro.

 

Il principio base che ho adottato nella mia esperienza scolastica e che porta ad un buon ambientamento del bambino è il rispetto dei tempi di ogni singolo bambino. Arriverà da solo a capire che quello è un ambiente per lui, i suoi amici e l’insegnante, dicendo “ciao mamma, ora puoi andare”. Allo stesso modo anche per te questo processo può creare ansia e preoccupazione. Il tempo varia da bambino a bambino, partendo da un minimo di due settimane, non in soli 2-3 giorni. So che non renderà felici educatrici ed insegnanti avere genitori in classe per diversi giorni ma il vero ambientamento del bambino richiede tempo. Per evitare mamme e papà che si sentono inadeguati e bambini in lacrime, il segreto è che venga fatto in modo rispettoso dei suoi tempi.

 

In questa fase molto importante e delicata, l’atteggiamento che avrai influenzerà in modo determinante il modo in cui tuo figlio affronterà l’ambientamento.

 

Sono naturalmente propensi ad esplorare il mondo e l’ambiente che li circonda, a socializzare e a fidarsi. C’è chi arriva prima e chi arriva dopo. L’importante è aspettare che spicchi il volo da solo. Tutti lo fanno, occorre aver pazienza e non forzare le cose o fare paragoni. Sicuramente vuoi per tuo figlio il suo bene: che venga all’asilo contento e sereno.

 

Come genitore non dimenticare di rilassarti e di respirare profondamente. Hai la grande possibilità di alleggerire il tuo senso di responsabilità ed essere lì ad osservare tuo figlio. Come si muove nello spazio? Come interagisce con gli altri? Ha modalità comunicative che ho io? Cosa preferisce esplorare in un posto nuovo?

 

Scoprirai cose e gusti dei tuoi figli che ti stupiranno. Sedetevi comodi, godetevi una bella tisana, un buon libro e se volete appuntate ciò che osservate. Ecco alcuni consigli per genitori ed insegnanti che nella mia esperienza ho trovato utili per un ambientamento sereno e che voglio condividere con te.

 

Consigli ai GENITORI per un ambientamento sereno al nido e all’infanzia:

 

1. È importante prevedere una postazione con sedie (non a misura di bambino) confortevoli per gli adulti, possibilmente in una stanza o zona dove il bambino passa la maggior parte del tempo, informandolo della tua postazione. È più che dimostrato che qualunque variabile esterna nelle dinamiche di gruppo altera gli equilibri. Tu, come insegnante puoi accogliere i genitori preparando per loro una tisana e proponendo dei libri perché si intrattengano. Una volta ho preparato insieme con i bambini le tisane per le mamme e le abbiamo servite con il carrello.

 

2. È consigliabile che entri nell’ambiente scolastico con un atteggiamento di profondo rispetto. Sarà il “tempio sacro dell’apprendimento, della scoperta e della crescita di tuo figlio”. Chiedi il permesso per prendere o fare qualcosa. Non toccare ogni cosa come fosse tua, con poca presenza. Qualunque cosa farai sarà da modello per tuo figlio nell’approcciarsi alla scuola. Sarà un’occasione introspettiva anche per te.

 

3. Quando tuo figlio non saluta, ci possono essere tanti motivi. Dai fiducia ai suoi tempi, che arriverà a salutare da solo, senza forzature. Non significa che non hai educato tuo figlio e non sei una brava mamma (o un bravo papà) e che lui è un orso eremita, semplicemente ha bisogno dei suoi tempi.

 

4. Spegni il cellulare. Tutta la tua attenzione deve essere per lui. Dedicati esclusivamente a questo. Puoi osservare, scriverti un diario di bordo, meditare e leggere, cose che spesso immagino non hai tempo di fare.

 

5. Potrai apprezzare il valore del silenzio e dell’osservazione. Se hai bisogno di scambiare due chiacchiere con gli altri genitori, puoi farlo fuori in uno spazio neutro, avvisando il tuo bambino che stai per uscire. Hanno bisogno di tranquillità e concentrazione per esplorare. Sei lì per osservare e sostenere tuo figlio. A fine mattinata, all’uscita potrai confrontarti con gli altri genitori.

 

6. Puoi affidarti all’insegnante che accompagnerà tuo figlio alla scoperta del suo potenziale. Ti aiuterà e sosterrà in questa importante fase di passaggio.

 

7. Rispetta il lavoro educativo che viene fatto anche quando non lo capisci, se hai qualche dubbio o qualcosa che non ti è piaciuta puoi chiedere a fine mattinata ma non in presenza del bambino. Piuttosto che intervenire aspetta, respira e osserva. Intervenire e contraddire l’agire educativo dell’insegnante non faciliterà un buon ambientamento.

 

8. Se durante la mattinata, il bambino ti chiede di svestirlo, andare in bagno o aiutarlo in qualunque altra cosa, digli “chiediamo alla maestra…”, essendo la Casa dei Bambini e dell’insegnante: uno spazio tutto per loro. Nel caso l’insegnante lo reputerà ti chiederà di intervenire, fallo solo in quel caso!

 

9. Lascialo esplorare e giocare, senza incoraggiare a farlo. Non giocare con lui perché sei lì per osservare e leggere. Saranno previste attività creative mamma-bambino. Lì potrai interagire, seguendo le indicazioni pedagogiche che ti verranno date.

 

10. Se più volte chiede di essere accompagnato anche da te, assecondalo. Quando vedrai che è più tranquillo e seguirà l’insegnante, a quel punto sta a te indietreggiare, fermarti e tornare al tuo posto. Lasciando spazio, felicità, fiducia e gioia per questo suo passo coraggioso.

 

11. Se il bambino piange è normalissimo, sta per vivere una nuova grande emozione come quando sei al tuo primo giorno di lavoro o un colloquio importante di fronte all’edificio colossale della nuova compagnia. Come ti sentiresti? Il pianto è comunicazione ed espressione delle sue emozioni e bisogni. Rabbia, frustrazione, angoscia sono sane espressioni liberatorie del suo stato emotivo legato all’approcciarsi a qualcosa di nuovo. È importante accogliere la sua emozione anche solo con un abbraccio, senza troppe parole.

 

12. Non andartene di nascosto, saluta tuo figlio dicendogli: “Ora Mamma/papà va via, ma torna presto!”. Se vedi che sta bene, prova ad allontanarti, per esempio con la scusa di una telefonata ma sempre avvisandolo prima. Torna dopo 5 minuti ed ogni volta dilata sempre più i tempi. Se dici, per esempio che vai a comprare il pane, è bene che torni con esso. Una questione di fiducia. Organizzati se la scuola è decentrata portandoti per esempio il pane in macchina. Quando torni comunica che sei arrivato/a. È importante che sappia che può fidarsi di te e impari che se gli dici che torni, poi torni davvero. Se dici 5 minuti, torna dopo 5 minuti esatti di orologio, in modo che indirettamente apprende quanti sono effettivamente i 5 minuti che hai detto.

 

13. Parla sempre al tuo bambino della scuola con entusiasmo, ricordagli tutte le cose belle che potrà fare.

Spero di essere stata d’aiuto per te insegnante e per te genitore. Resto a disposizione per eventuali supervisioni per un ambientamento rispettoso. Se ti senti in difficoltà posso accompagnarti e sostenerti in questo percorso, mandando una mail a info@ilariacichetti.com.

 

Un abbraccio! Al prossimo articolo!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

Vuoi ricevere la mia newsletter mensile? ISCRIVITI QUI!

Avrai subito i miei due regali per te: l’ebook “LA TUA CASA È A MISURA DI BAMBINO?” che ti farà riflettere sulla tua casa ambiente per ambiente e il pdf per realizzare il cartello “GUARDARE MA NON TOCCARE” per sensibilizzare ad una cultura nel rispetto dei neonati, e riceverai informazioni, consigli, spunti, link ai post del mese nel mio blog e offerte speciali.

Vuoi una consulenza per una casa a misura di bambino? Portare il Montessori a casa tua? Organizzare la cameretta? O addirittura prepararti alla nascita con un approccio montessoriano? Scopri i miei servizi Casa Montessori e Montessori dalla pancia. Per cominciare, prenota la tua CONSULENZA GRATUITA mandando una mail a info@ilariacichetti.com.