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	<title>Principi del metodo Montessori Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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	<title>Principi del metodo Montessori Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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		<title>Genitori, ingegneri dell&#8217;autonomia dei figli!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 11:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi ti parlerò della mia visione tra l’essere genitore e l’ingegneria, abbinata al Montessori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Questa idea è nata <i>da un laboratorio che ho fatto con alcuni bambini.</i> Era una struttura quadrata fatta con quattro rami legati tra loro, a formare una specie di cornice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6810" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg" alt="" width="1009" height="723" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg 1009w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-300x215.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-768x550.jpg 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ogni bambino doveva attorcigliare dei fili di lana, per poi infilare dentro delle foglie, per farne un quadro-telaio. Se avessi sorretto la struttura con le mie mani, avrebbero potuto attorcigliare i fili di lana. <b>La domanda che mi sono fatta è:</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Come potevo fare con tanti bambini contemporaneamente?</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Così ho costruito con dei pezzi di legno e delle mollette un supporto per tenere il telaio sollevato per ogni bambino, in modo che potessero tranquillamente attorcigliare da soli senza il mio aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">La mia forma mentis da educatrice mi porta automaticamente a trovare delle soluzioni o chiavi d’accesso per <b>facilitare l’autonomia</b> delle persone. È la prima regola base per una buona educatrice!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Così è partita la mia ricerca sull’ingegneria.</i> Ha contribuito anche l’osservazione di diversi amici ingegneri: hanno alcune caratteristiche comuni che ti spiegherò e che rispecchiavano esattamente il concetto che volevo esprimere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Deriva dal latino <b>ingènium</b> (<i>capacità, ingegno, opera industria</i>), composto da IN participio di <i>appoggio</i> e GÈNIUM, che viene dalla stessa base di GIN-O o GIGN-O, <i>genero, produco</i>. Può essere inteso come <i>“natural potenza, d’intendere, d’inventare, di disporre, di operare, dello Spirito umano; Perspicacia, Talento, Mente.”</i> Ingegnere è anche “chi fa professione di trovare ingegni e macchine”. Come possiamo vedere è un campo di cui le competenze fondamentali non sono solo tecniche ma anche logiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><b><i>Si può applicare anche nel campo dell&#8217;educazione?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sì! Nella pedagogia montessoriana</b> <b>noi adulti possiamo fare gli ingegneri e trovare soluzioni per l’autonomia dei nostri bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">All’inizio ti potrà risulterà difficile ma poi ci prenderai gusto nell’inventare e costruire piccoli trucchi che facilitino l’autonomia dei più piccoli. Se tuo figlio è più autonomo, sarà più felice, di conseguenza avrai più tempo per te e anche tu sarai più felice. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto dell&#8217;autonomia di un bambino è rendere tutto accessibile, a sua portata.</b><i>Quando cucini dove tieni le pentole? Nell’armadio in alto in camera o in cucina a portata di mano per te?</i> La stessa cosa vale per il tuo bambino. Se le cose sono in alto, le opzioni sono due: o sarà un continuo “mamma mi prendi questo?” o si arrampicherà come una scimmietta mandandoti su tutte le furie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Chiediamoci: cosa fa l’ingegnere?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="ul1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Si occupa della progettazione di edifici, strutture o infrastrutture. Segue tutte le fasi, dalla progettazione all’esecuzione, fino alla manutenzione o ristrutturazione.</li>
<li class="li5">Osserva e raccoglie dati sull’ambiente su cui realizzerà la struttura e sui costi dei materiali di cui avrà bisogno.</li>
<li class="li5">Deve attenersi alla normativa del settore delle costruzioni e tener conto dell’impatto ambientale e dei vincoli paesaggistici.</li>
<li class="li5">Seguono i lavori di costruzioni e trovano costanti soluzioni efficaci nella risoluzione di problemi che fuoriescono in corso d’opera.</li>
<li class="li5">Si occupa della preparazione di documentazione per le gare d&#8217;appalto, perizie tecniche e consulenze.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come riportare queste mansioni per un genitore in chiave montessoriana nella facilitazione dell’autonomia del figlio?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ad esempio nella scuola il <b>rubinetto </b>era molto duro da aprire per i bambini ed era un continuo <i>“Ilaia mi aiuti?”.</i> Ho capito che sarei diventata in breve la guardiana del rubinetto, senza potermi vivere in tranquillità, così mi sono inventata un supporto affinché potessero fare da soli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-6818 size-full" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png" alt="" width="940" height="788" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png 940w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-300x251.png 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-768x644.png 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-600x503.png 600w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>progettazione</b>, il genitore-ingegnere progetta un determinato supporto per l’autonomia del bambino, in questo caso per aprire facilmente da solo un rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Ti occuperai della <b>raccolta dati</b>, capendo come fare e facendo una lista del materiale che ti occorre, tenendo presente i prezzi. Avevo bisogno di un <i>bastoncino circolare resistente</i> che facesse da leva e lo scotch da elettricista per fissarlo bene al rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>normativa</b>, dovrai attenerti alla <i>sicurezza</i> (che abbia gli angoli arrotondati), alla <b>leggerezza e maneggevolezza per il tuo bambino</b>. Al contempo assicurati che sia <i>in linea con i tuoi vincoli paesaggistici</i>, cioè con l’arredamento della tua casa. In base al colore del tuo bagno puoi scegliere se mettere uno scotch da elettricista bianco, nero o di altro colore, rispettando il design e i colori che hai pensato in origine per la tua casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Sentiti pronta a trovare <b>nuove soluzioni</b>, in caso sopravvenissero in fase di progettazione e costruzione o successivamente per usura. Ricorda che col tempo e l’acqua lo scotch potrebbe non avere più la stessa tenuta e quando si usura toglilo tutto e fodera di nuovo. È normale perché il tuo bambino lo toccherà con le mani bagnate e a volte ancora un po’ insaponate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; In caso di <b>perizie e consulenze</b>, una volta che avrai realizzato il tuo supporto per il rubinetto, sarai esperto e lo condividerai volentieri con altri genitori ed amici, che fino a quel momento disconoscevano l’esistenza di un supporto per il rubinetto. Anche gli errori nel costruirlo ti renderanno più esperta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come credi che ho potuto costruire mobiletti e materiali?</i> Solo facendo avanti e indietro tante volte in ferramenta e dal falegname e facendo tanti errori. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una dote che ho osservato nella forma mentis degli ingegneri è la loro</b> <b>profonda capacità analitica nello scomporre tutto in sequenze</b>. Ogni azione finale o obiettivo è l’insieme di movimenti parziali tutti interconnessi tra loro che hanno una struttura logica. <b>Ogni azione complessa è l’insieme di tante azioni singole.</b> Ad esempio, non ci siamo mai soffermati a consapevolizzare i movimenti parziali che compiamo nell’aprire o chiudere una porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se prestassimo attenzione, in primis, ascolteremmo di più il nostro corpo e come stiamo in quella determinata azione. È un buon esercizio pensare quali <b>azioni consapevoli</b> facciamo in ogni lavoro che facciamo, da poterlo riproporre con estrema chiarezza anche ad un bambino, solo facendo nel silenzio profondo, <b>evidenziando i movimenti parziali chiaramente con estrema lentezza,</b> che aiuta a focalizzare l’attenzione proprio su quel punto, come in ogni presentazione di un materiale montessoriano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>“Se si vogliono eseguire dei movimenti graziosi, non basta sorridere quando li si fanno. Nessun movimento ha l’aspetto armonico quando la sua sequenza logica è disturbata”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ci sono innumerevoli azioni che compiamo quotidianamente composte da tanti movimenti parziali, come versare l’acqua, vestirsi, pulire qualcosa, apparecchiare. La scomposizione di un movimento sintetico in tanti piccoli movimenti ben evidenziati suscita sempre l’interesse del bambino, focalizzando l’attenzione, e dà all’esecuzione una dimensione più consapevole, grazie anche a delle improvvise e profonde intuizioni che il bambino ha nell’osservazione attenta, come fosse uno scienziato. I bambini adorano questo tipo di presentazione perché è a <i>sua</i> misura e rispetta le <i>sue</i> reali capacità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b><i>Ricapitoliamo in due punti cosa fa un genitore-ingegnere Montessori:</i></b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Progetta e crea supporti per l’autonomia dei figli,</li>
<li class="li5">Scompone in microsequenza ogni azione per poterla mostrare in silenzio con lentezza (dal mettere una giacca a fare il fiocco alle scarpe).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Regole e bambini come nel gioco dell&#8217;oca</title>
		<link>https://ilariacichetti.com/principi-del-metodo-montessori/regole-e-bambini-come-nel-gioco-delloca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 14:57:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti di <b>come impostare delle regole<span class="Apple-converted-space">  </span>per i bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ai nostri occhi sembra tutto chiaro, ma tante volte per i bambini non è così! Finiamo per essere scocciati e dire <i>“mi sembra ovvio, no? Per fare questa cosa si fa così, così e così!”</i> o <i>“quante volte devo ripetertelo?”</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Di natura occorre ricordare che tendiamo ad essere abitudinari e ci piace sentirci sempre al sicuro. In questo concetto rientrano anche le regole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spesso ho scritto <b>“poche regole chiare”</b>, come lo trovi in molti siti montessoriani e di pedagogia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Ma cosa significa esattamente?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Mettere delle regole è uno tra i temi cruciali per i genitori ed educatori.</b> <b>Tutto dipende dalla</b> <b>modalità con cui noi le comunichiamo</b>.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se con il rimprovero non sortirà un buon effetto, <b>se è in una modalità rispettosa di sé e dei suoi bisogni, educando ad un senso di responsabilità, verrà invece accolta dal bambino.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">I rimproveri, le minacce velate o i ricatti morali servono solo all’adulto per manifestare il suo potere nei confronti di chi è più piccolo perché si confonde il rispetto con il timore e così abbiamo bambini ubbidienti che appena avranno l’occasione vorranno trasgredire e la nostra rabbia aumenterà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Bambini senza dei confini chiari e delle regole che riguardano il buon senso, crescono disarmonici, egocentrici e mal tolleranti verso la frustrazione.</b> Se le regole ti stanno strette, le mal tolleri, pensi siano una costrizione che non permette la tua libertà o quella di tuo figlio, sicuramente per la “teoria dello specchio” le vivrà come te: male! Non avendo confini chiari, i bambini faticano anche ad empatizzare e sintonizzarsi, perché i lobi frontali del cervello che producono cortisolo, ormone dello stress e dell’ansia sono accesi. Assistiamo per questo con sempre maggior frequenza a bambini iperattivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Bambini con delle regole chiare e semplici che riguardano la sicurezza, l’armonia e il buon funzionamento familiare crescono sereni e rispettosi.</b> <i>Per loro le regole saranno qualcosa di normale che fa parte della vita.</i> Se hanno un conflitto con le regole, e quindi con il concetto di autorità (intesa come una guida sana che ci accompagna nella vita), faranno più fatica ad accettarle, a tollerare la frustrazione e a relazionarsi (perché vogliono che tutto sia come dicono loro). Tutto questo è veicolato da come tu adulto vivi le regole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto è saper empatizzare con il bambino, conoscere le proprie emozioni e verbalizzarle per accompagnare tuo figlio a gestire la propria emotività.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se vede te che perdi la pazienza perché è tre volte che ti chiede la stessa cosa, come pensi che si porrà quando gli chiederai tre volte la stessa cosa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Vogliamo figli inquadrati, perfetti e che facciano ciò che diciamo noi! Peccato che siano umani e non robot!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ci dimentichiamo di dare loro amore e dimostrare il nostro affetto, di essere accoglienti con loro.</b> Temiamo che questo significhi “viziare”, “fare da zerbino”, “cedere troppo ai capricci”. Quindi con facilità passiamo alla sponda “uno schiaffo non ha mai fatto male”, “piangere fa fare i polmoni” e chi più ne ha di modalità che fanno crescere duri e forti più ne metta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Quelli che indichiamo come <i>capricci</i> in realtà sono dei bisogni non accolti, non espressi. </b>Sta a noi adulti accompagnare il bambino a tirarli fuori, aiutarlo a risolverli e ad a esprimerli in modo sano in primis per sé stesso, senza arrivare a fare chissà che tuffi a terra e che urli da tenore per ottenere ciò di cui hanno bisogno o sentirsi rispettati. <b>La chiave è entrare in sintonia con i suoi veri bisogni.</b> Dire per esempio <i>“Hai proprio ragione ad essere arrabbiato!”</i> porterà a sentirsi compreso e accolto, piano piano capirà che si può fidare di te, avrà stima di te, e seguirà volentieri le regole richieste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Per natura i bambini sono collaborativi e vogliono imparare le regole.</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Vogliono imitare l’adulto che stimano e sentono come un modello di riferimento, quindi riordinare, collaborare e fare da solo.</b> Vogliono ascoltarci a patto che rispettiamo e ascoltiamo e accogliamo i loro bisogni. Il nostro compito è accogliere le loro emozioni e i loro veri bisogni, mostrando come prendere le situazioni della vita come occasioni di crescita (<i>non di lamentele!</i>) e accompagnandoli a trovare la soluzione migliore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Sì, Ilà, ma cosa c’entra il gioco dell’oca?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Come ho scritto all’inizio dell’articolo <i>“poche regole chiare”</i>, abbiamo visto l’importanza delle regole e che siano poche. Come vedi, altro elemento fondamentale e non ultimo per importanza è <i>la chiarezza nel dire qualcosa, spiegare, dare delle regole per un buon funzionamento.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella mia esperienza con bambini e con adulti ho potuto constatare che <b>essere chiari sin dal principio, favorisce una buona relazione, evita malintesi e dà rassicurazione</b>. Essere efficaci nella comunicazione, parlare in modo semplice e comprensibile a tutti è l’obiettivo della comunicazione. <i>«Come posso spiegarmi affinché chi ho davanti comprenda?»</i>. Parlare chiaro è un processo di organizzazione del pensiero a cui tutti possiamo allenarci. Ovviamente <b>la differenza la fa <i>come</i> diciamo le cose</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Quindi, Ilà, cosa devo tenere in considerazione per spiegarmi al meglio?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Tante volte con i bambini ci capita di perdere la pazienza ed esordire con frasi come “dai, non è difficile!”, “mi sembra chiaro, no?”, “può essere che non capisci?” e compagnia bella. Non c’entra il bambino in questione (che deve prendersi anche queste parole!). Proviamo ad invertire il punto di vista! <i>E se fossi stato tu a non essere chiaro o come spesso accade a dare per sottinteso 1357 passaggi che erano ovvi nella tua testa? </i>Il bambino funziona diversamente da te, adulto. Spesso ce ne dimentichiamo, purtroppo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Nel dire una regola o spiegare cosa è importante spiegare ogni passaggio, come se il tuo interlocutore non sapesse nulla.</b> Anche se la persona con cui parli dovesse sapere qualcosa, è sempre bene ripetere e spiegare ogni passaggio nel dettaglio perché rassicura e crea fiducia. <i>Questo vale sia per i bambini, che per gli adulti</i> (lo vedo molto nelle mie formazioni, quanto fa sentire a proprio agio spiegare prima di ogni attività cosa andremo a fare)!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Proprio come nel <b>gioco dell’oca</b> (o qualunque altro gioco da tavolo preferisci o ricordi meglio!), prima di iniziare a giocare si spiegano tutte le regole in ordine: tutte le cose che si fanno una alla volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una volta che il bambino conosce le regole, sa come giocare ed entro quali limiti muoversi. </b>Il bambino sarà più tranquillo e più predisposto a collaborare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Tener presente questa metafora ti ricorda l’importanza di essere chiari, coerenti e rispettosi della natura dell’altro e del bambino</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Cosa succede quando i bambini non fanno esperienza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 11:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Tata Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi parliamo di <b>cosa succede quando i bambini non fanno esperienza</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Si parla sempre di come stimolarli ma poi li vediamo al telefono o al tablet per delle ore e talvolta ci dimentichiamo che dei bambini pigri e svogliati non possono diventare degli adulti proattivi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><i><b>Come faccio a saperlo?</b></i></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da quando ho iniziato a fare Montessori ho avuto modo di osservare sia molti bambini che adulti, riscontrando caratteristiche comuni nei loro vissuti legati all’aver avuto <i>genitori apprensivi</i> o <i>screditanti</i> che non permettevano loro di fare esperienza. Ho potuto <i>rianalizzare quello che è stato il mio vissuto</i> e posso dire di essere la prova vivente di cosa porta un certo approccio e cosa ne porta uno totalmente opposto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il Montessori, seppur da adulta, mi ha permesso di</b> <b>riappropriarmi e di integrare concetti</b>, <b>soprattutto matematici che per me erano incomprensibili</b>, come le frazioni per esempio.<b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><img decoding="async" class="alignright wp-image-6793 size-full" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/09/167-216.jpg" alt="" width="400" height="267" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/09/167-216.jpg 400w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/09/167-216-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />Non puoi immaginare la gioia che ho provato nello scoprire ed esplorare da sola il <a style="color: #f46438;" href="https://www.materiale-montessori.it/materiali-montessori/matematica/incastri-delle-frazioni_167_1129" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>materiale delle frazioni</strong></a>, arrivando a comprenderle da sola, semplicemente toccando o per tentativi ed errori! Impagabile! Era una scoperta e una conquista dietro l’altra con logica deduttiva. Ad ogni passo i miei occhi si illuminavano sempre più, finalmente avevo capito le frazioni che nella mia carriera scolastica erano sempre state motivo di voti molto scarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Lo stesso è valso allenarmi ad essere concentrata e presente nelle presentazioni dei vari materiali, soprattutto quelli di vita pratica – <i>i travasi </i>in particolare –, permettendomi di <b>affinare i miei movimenti</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se è stato possibile per me che sono adulta, cosa potrebbe essere per un bambino che è una spugna che assorbe il mondo che lo circonda?</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il mio lavoro come Tata mi porta a conoscere molte famiglie ed ho potuto constatare che c’è molto <b>“un’ansia del vaso da riempire”</b> – passami il termine – per cui <i>si è molto preoccupati nel dover far fare ai figli diversi sport, laboratori di ogni sorta, assistere ad eventi di chissà che matrice culturale, leggere il libro migliore, viaggiare appena nato, andare sempre al cinema, aver assaggiato di tutto</i> (meglio se bio), fatto le cose più assurde e complesse, il tutto condito dal dare tante spiegazioni teoriche in modo che sappia il più possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Peccato che resti tutto ad un livello mentale, nozionistico e spesso i bimbi non sono accompagnati da noi adulti ad elaborare, metabolizzare e parlare di ciò che hanno fatto o vissuto, facendo perdere di valore l’esperienza stessa! </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quindi, Ilà, che bisogna fare? Non dobbiamo far fare esperienza e stare ad aspettare sull’amaca che passi il treno?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>È importante</b> <b>far fare esperienza per apprendere, soprattutto toccando e facendo fino ai sei anni, non solo a livello mentale e mnemonico. </b>Non serve che a tre anni spiegate tutte le proprietà di una pianta, senza farla vedere. È meglio se la vede, la tocca, la annusa e semplicemente dite il nome, senza riempire di nozionismo che non può esperire. Come fa a fare esperienza che quella pianta cura quella determinata malattia o disturbo? Avete gli strumenti per farlo e dimostrarlo in quel preciso momento?! Quindi non serve!!!.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se vedete che è molto interessato ed è fissato sulle piante, potete spiegarlo tranquillamente: sarà tra le cose che gli resteranno maggiormente perché partiva da lui ed era motivato. </b>Se poi a tre anni non saprà tutte le piante e le proprietà ce ne faremo una ragione. Magari qualche anno dopo tornerà ad appassionarsi dell’argomento e a studiarlo da solo o magari non ne vorrà più sapere. Il tempo ce lo dirà!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Imparare facendo o “learning by doing”</b> è il biglietto da visita dell’attivismo pedagogico di <a style="color: #f46438;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Dewey" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>John Dewey</b></a>, che permette una vera comprensione. Attraverso il fare, le semplici azioni vengono da noi immagazzinate come azioni meccaniche più complesse. Successivamente grazie ad una riflessione sull’operato e sull’esperienza che avviene <i>in modo spontaneo e a volte per libere associazioni nei bambini,</i> assistiamo ad un’interiorizzazione e maggiore consapevolezza dell’esperienza. <b>Non basta solo fare esperienza o toccare, ma occorre anche rifletterci e discuterne con sé stessi o con altri. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Rizzolatti" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Giacomo Rizzolatti</b></a> e il suo team che ha scoperto i neuroni specchio sostiene ciò che sosteneva anni fa Maria Montessori <i>“…il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende”</i>. Il movimento è quindi direttamente collegato all’intelligenza, lo confermano diversi studi tra cui spicca <a style="color: #f46438;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Wolpert" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Daniel Wolpert</b></a>, medico neuroscienzato che spiega <a style="color: #f46438;" href="https://www.ted.com/talks/daniel_wolpert_the_real_reason_for_brains?language=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>in questo video al TED</b></a> che il cervello si evolve per controllare il movimento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="max-width: 854px;">
<div style="position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;"><iframe style="position: absolute; left: 0; top: 0; width: 100%; height: 100%;" src="https://embed.ted.com/talks/lang/it/daniel_wolpert_the_real_reason_for_brains" width="854" height="480" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Nel metodo Montessori possiamo inoltre notare che il movimento non è mai fine a sé stesso, le attività sono svolte con uno scopo ben preciso che impegnano la persona in modo costruttivo. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Non sovraccaricare tuo figlio o per lo meno <b>supportarlo nel periodo successivo nell’elaborazione e far decantare l’esperienza</b>, prima di rifarne subito un’altra, chiedendo cosa è piaciuto e cosa no, mettere in relazione, fare paragoni e associazioni, cosa ha capito, dal momento che siamo nell’era in cui le uova sono quelle della gallina -a livello mentale- e realmente del supermercato -a livello di esperienza pratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Hai la possibilità ogni giorno di far fare tante esperienze al tuo bambino senza dover fare, inventare o costruire chissà che o andando chissà dove!</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un altro cardine montessoriano, strettamente collegato, è <b>il “non-intervento” dell’adulto</b>. <i>Quale principio più difficile da applicare come genitori, nonni o insegnanti?!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quante volte ti sarà capitato di dire al tuo bambino il mantra genitoriale “fermati, attento, non correre che sudi, fai così che è meglio, non fare questo, non fare quello, si dice così…”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Va bene se fai fare dei laboratori dove tuo figlio fa esperienza del mondo che lo circonda, senza manifestare troppe apprensioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;">Basta porsi <b>le tre domande magiche:</b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>1- Sta arrecando danni a sé stesso in ciò che sta facendo?</b></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>2- Sta arrecando danni ad altri in ciò che sta facendo? </b></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>3- Sta arrecando danni all’ambiente in ciò che sta facendo?</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se la risposta è <b>no</b>, prima che parta il tuo giudizio automatico, <b>fai un respiro profondo e lascialo fare, provare e anche sporcarsi</b> (<i>tanto c’è la lavatrice e ti ricordo che esistono vestiti che possono non essere stirati</i>). Tutte queste esperienze saranno fondamentali nella sua vita, più di mille laboratori, eventi culturali, cinema del mondo, perché avrai lasciato la libertà di seguire il suo intuito e indirettamente imparerà ad avere fiducia in sé stesso, attraverso l’esperienza pratica e diretta che avrà permesso un apprendimento che resterà come un sigillo per sempre. A distanza di tempo ti ringrazierà, anche solo dicendoti <i>“mamma ti ricordi quando abbiamo visto la coccinella nel prato quel giorno?”</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;">Riepiloghiamo:</h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="ul1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li2"><b>Lascia fare l’esperienza di vestirsi da solo</b> (in <a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/tata-montessori/9-principi-montessori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>questo articolo</b></a> ti spiego meglio) senza sostituirti anche fino ai 7-8 anni solo perché fai prima. Nel farlo tu, potrà avere problemi di coordinazione nel vestirsi e nel movimento. Dopo non stupiamoci se “è un po’ goffo!”. Grazie al Montessori ho trovato dei trucchi per accompagnare i bambini nella vestizione autonoma che hanno aiutato <i>anche me</i> a riappropriarmi di questo tassello mancante della mia esperienza di bambina. Basta che sono concentrata e che ricordo i trucchi o le formulette magiche che uso con i bambini e anche per me il gioco è fatto!</li>
<li class="li2"><b>Lascia costruire, smontare ed inventare, purché sia nella sicurezza</b> (rispondendo alle tre magiche domande di prima). Ogni qualvolta interverrai con un altro tipico giudizio genitoriale <i>“lascia stare, non sai fare, faccio io”</i>, sappi che stai togliendo la possibilità di fare un’esperienza, affinare i suoi movimenti e minando alla sua autostima. Ma se non mi lasci provare? – penserà giustamente il tuo bambino. So che lo fai in buona fede. Tante volte mi sono sentita dire queste parole e questo ti porta ad essere poco pratico da adulto, anche nella manualità un po’ goffa con cui rimetti una lampadina perché soltanto l’hai visto fare e non hai provato, e a non credere in te stessa e nelle tue capacità.</li>
<li class="li2"><b>Fai fare attività di vita pratica</b>, come travasi, pulizie, vestirsi da solo e cucina che allenano al problem-solving e affinano la manualità fine, altrimenti si troveranno da adulti che nel travasare acqua da una bottiglia all’altra senza imbuto, la metà la faranno uscire fuori. Parola di Tata Montessori per la sua esperienza! <i>Impiegherai minor tempo a mostrare come fare e ne sarai ripagato di monete d’oro d’affetto per tutta la vita, rispetto a dire i soliti rimproveri genitoriali. </i></li>
<li class="li2"><b>Chiedi a lui “come possiamo fare”. </b>Per migliorare la capacità del problem solving, chiedi a tuo figlio “<i>come possiamo fare?”,</i> lo stai allenando sempre più a trovare soluzioni con il minor numero di passaggi possibili, quello che verrebbe detto in un termine montessoriano “economia dei movimenti” (minimo sforzo – massima resa), solo ciò che serve senza disperdere energie inutili.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ecco in cosa mi ha aiutato il Montessori da adulta e come vedo che condividere la mia esperienza e ciò che ho imparato con i bambini può aiutare anche te genitore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Come far ambientare bene un bambino a scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 16:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Tata Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi scrivo a te, cara maestra, che hai già ricominciato a lavorare con ancora un piede nella beata vacanza e l’altro dentro quel cancello, dove a giorni suonerà l’assordante campanella e ci saranno ondate di bambini urlanti. Quest’anno probabilmente avrai dei nuovi bambini e ti chiederai <b>qual è il modo migliore per accogliere al meglio i nuovi alunni e i genitori.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da tempo siamo abituati a parlare di “<i>inserimento</i>” e magari non ci è mai venuto neanche in mente di riflettere sul vero significato! Come ti spiegavo nel mio precedente <strong><a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/tata-montessori/iniziare-la-scuola-a-settembre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo,</a></strong> prevede che sia il bambino ad adeguarsi ad un ambiente, subendo in modo passivo le circostanze, deciso da un adulto che crede troppo spesso di sapere cosa è bene per lui. Occorre parlare di <b>“ambientamento”</b> per cambiare il proprio punto di vista sull’infanzia ed è quasi una rivoluzione a livello pedagogico ed umano. In questo caso si lascia il tempo al bambino di acclimatarsi e familiarizzare con l’ambiente, divenendo quindi soggetto attivo nel suo percorso di crescita.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>È l’ambiente che accoglie il bambino ed è a sua misura.</b></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Partendo già da questa nuova prospettiva, andiamo a vedere quant’è importante e delicato il tuo ruolo, cara maestra!</i> &lt;3</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ogni inizio lascia un segno indelebile in ognuno di noi, dal primo giorno di scuola al nuovo lavoro! </b><i>Te lo ricordi? Come stavi?</i> Io ancora ricordo la borsetta di Bugs Bunny con manico dell’asilo che aveva un particolare odore (direi un misto di plastica e vaniglia) quando l’aprivo e la paura di andare in un posto così grande ai miei occhi. Sono stata una di quelle bambine dal pianto inconsolabile per diverso tempo. Lavorare con i bambini a scuola mi ha permesso di lavorare su questo evento del mio passato.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quale bambini immaginate che mi capitassero all’inizio? </i></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ovviamente quelli dal pianto inconsolabile! Riflettendo sul mio passato, mi sono chiesta <i>“cosa avrei voluto che facesse la maestra?”</i> ed in modo chiaro mi è arrivata la risposta: “<i>abbracciarmi</i>”. Abbracciavo e accoglievo il bambino in lacrime dicendogli “<i>hai proprio ragione. Devi avere molta paura!</i>”, e questa <b>empatia</b> li spiazzava e smettevano di piangere.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>L’insegnante o educatore ha un ruolo fondamentale all’inizio della scuola, </b>cerca di ricordare di avere un atteggiamento rispettoso dei tempi e delle modalità, senza giudicare, ed essere sempre disponibile e accogliente, affinché si crei in modo naturale la fiducia necessaria con il bambino. <b>Occorre sviluppare empatia, ascolto attivo, voglia di mettersi in gioco e in discussione con te stessa, sospendere il giudizio.</b> Posso assicurarti che non è facile quando sei lì per accogliere i bambini e avere gli occhi scrutanti di mamme felici, ma preoccupate. Più o meno consciamente ci si aspetta che la maestra sia perfetta in questo periodo storico, ma la realtà è ben diversa. Respira e lascia andare ogni tipo di pensiero o giudizio. Ti richiederà molte energie e presenza, ma poi ne raccoglierai i frutti in una relazione di qualità.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il bambino e la sua mamma sono un tutt’uno, un universo emotivo costellato di tante sfumature, dalla profondità e amore alle preoccupazioni ed insicurezze, da tenere sempre presente.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>La nostra attenzione va troppo spesso in automatico sul bambino, il “piccolo ed indifeso, bisognoso di attenzioni”, dimenticandoci della madre che sta per vivere un forte momento di separazione dal suo bambino, che fino a quel momento è stato il suo mondo!</b> La mamma conosce meglio di chiunque altro il suo bambino, lo ha portato in grembo 9 mesi, lo ha allattato, accolto e tranquillizzato nelle lunghe notti interminabili senza sonno. <i>La mamma può vivere sentimenti, sensazioni e pensieri contraddittori</i>, volendo da un lato che il bambino sia felice e faccia esperienza, dall’altro che qualcuno abbia le sue stesse cure e accortezze nel comprendere il bambino, oppure di essere sostituita in quanto l’educatrice diventerà una figura di riferimento che potrà assistere ad alcune delle prime conquiste del bambino, portandola a sentirsi in colpa per non esserci stata.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Per un ambientamento armonico del bambino è importante tenere presente sia l’universo di emozioni e preoccupazioni delle mamme, sia quelle del bambino, dal momento che è il filtro maggiore verso il mondo esterno per la costruzione dell’identità del bambino stesso, del suo sviluppo emotivo e cognitivo. Osservare il legame madre-bambino ci permetterà come educatori di focalizzare al meglio il nostro intervento da trasmettere sicurezza al bambino attraverso routines, la cura e l’accortezza nel farlo sentire come a casa.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>La madre (o la figura di riferimento) è la <i>chiave d’accesso</i> per un buon ambientamento del bambino: più sarà tranquilla e si sentirà accolta, più lo sarà il bambino.</b></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quindi, Ilà, come bisogna fare questo ambientamento?</i></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>L’ambientamento ha una durata massima di tre settimane. </b><i>Cosa?!? Tre settimane?</i> <span class="s1"><i>No no, ciao, ciaone! Io resto felicemente con il mio bell’inserimento, starai pensando!</i></span></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se seguirai questa modalità e indicazione avrai mamma e bambini sereni.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella <b><i>prima settimana</i></b>, pur chiedendo sempre all’educatrice, sarà la mamma ad aiutare il bambino nelle autonomie di base per rassicurare nella fase iniziale. Nella <b><i>seconda settimana</i></b> sarà l’educatrice insieme alla mamma e <b><i>dalla terza</i></b> sarà l’educatrice ad occuparsi del bambino. So che è molto tempo per mamme che lavorano o per le educatrici che hanno in aula per tante settimane le mamme, ma è il modo per affrontarlo con serenità e permettere al bambino di ambientarsi con calma. Se opterai per un ambientamento frettoloso e poco rispettoso, potrai trovarti in situazioni spiacevoli, come pianti inconsolabili di cui ti parlavo prima, paure di abbandono, e dover riproporre l’ambientamento dall’inizio. <b>La gradualità è fondamentale per una separazione attiva.</b></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Ti do alcuni suggerimenti che sono stati efficaci e vincenti nella mia esperienza scolastica! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></i></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È importante <b>rendere l’ambiente più accogliente e confortevole</b> possibile, da far sembrare come se ci si sentisse a casa. Potete mettere candele, vasi e anche le foto delle varie famiglie dei bambini, attraverso un’attività, per rendere il luogo più ospitale. <b>Predisponi una postazione</b> <b>con sedie </b>(non a misura di bambino) <b>confortevoli per gli adulti</b>, possibilmente in una stanza o zona dove il bambino passa la maggior parte del tempo, avvisando il bambino che la mamma sarà li per leggere (libri che metterai a disposizione, su come educare i figli piacciono molto) o per scrivere ciò che osservano nel proprio bambino durante la mattinata. L’importante è che lei si tenga occupata e non stia con ansia, preoccupazione che il bambino inevitabilmente sentirà, nonostante la mamma non abbia detto una parola. Chiedi di stare con atteggiamento rispettoso e non invadente. Tu, come insegnante puoi accogliere i genitori preparando per loro una tisana, come una coccola che doni loro per alleviare il momento difficile di separazione.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Una volta ho preparato insieme ai bambini le tisane per le mamme e le abbiamo servite con il carrello. È stato un momento emozionante per entrambi! Dovevi vedere come si dilettavano e tenevano a prendersi cura delle proprie mamme che ovviamente erano commosse, trattenendo a volte a stento l’emozione.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ricorda al genitore presente nell’ambientamento di <b>non intervenire</b> mentre il bambino è in fase di scoperta ed esplorazione dell’ambiente e di <b>non interagire con altri bambini</b> perché potrebbe suscitare gelosia ed essere destabilizzante a livello emotivo, ai fini del suo ambientamento. Ovviamente richiedi di <i>non usare e non far usare cellulari, tablets</i> e dispositivi vari che tendono a distrarre entrambi, portando il bambino a richiedere maggiori attenzioni. Trasmetti al genitore la grande opportunità che ha di assistere a questo importante passaggio del figlio insieme a te.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ricorda loro di chiedere il permesso a te per prendere o fare qualcosa. </b>In questo modo saranno da modello e aiuteranno a far comprendere al bambino la tua figura di riferimento.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se il genitore non è presente perché preso da impegni e cellulare, il bambino si sentirà solo e farà fatica ad affidarsi.</b></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Mi raccomando, ricorda a te stessa e ai genitori che se il bambino non saluta, ci possono essere tanti motivi. Saluta tu per prima abbassandoti alla sua altezza il più possibile e guardandolo negli occhi e a forza di farlo, vedrai che quando si sentirà pronto lo farà. Dai fiducia ai suoi tempi, <b>il bambino</b> <b>arriverà a</b> <b>salutare da solo, senza forzature</b>.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È una fase di passaggio delicata, cerca sempre di comprendere qual è il vero bisogno della madre o del bambino in questione. Ogni loro preoccupazione è legittima e non è un diretto attacco o affronto alla tua persona. <b>In caso abbiano dei dubbi, prendetevi uno spazio per parlarne in tranquillità, non in presenza dei bambini. </b>Chiedi di non intervenire e appuntare ciò che non condividono o non hanno compreso e ne parlerete appena possibile in orario extra-scolastico.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Lascia che il bambino possa esplorare e giocare liberamente. </b>Sii presente per lui ogni volta ti chieda di guardarlo e <i>valorizza in positivo</i> ogni cosa che riesce a fare.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Prevedi alcune <i>attività creative mamma-bambino</i>, ma soprattutto passate molto tempo a giocare all’aperto.</b> Quando avranno scaricato la loro energia, saranno pronti per piccole attività laboratoriali propedeutiche ai vassoi dei materiali che metterai nell’ambiente per favorire la concentrazione.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ricorda sempre che se il bambino piange è normalissimo</b>, sta per vivere un grosso cambiamento. Sta a te accogliere la sua emozione e valutare come sta andando l’ambientamento, comunicando tempestivamente al genitore come porsi nella situazione specifica.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ricorda sempre al genitore di non andarsene di nascosto e di salutare sempre prima il figlio</b> dicendogli: <i>&#8220;Ora Mamma/papà va via&#8230; ma torna presto!&#8221;</i>. Gestisci l’allontanamento con gradualità per entrambi (5-10/15-30 minuti…), chiedendo di rispettare esattamente quell’orario, sia per una questione di fiducia sia per fare in modo che il bambino indirettamente acquisisca il concetto di tempo dall’esperienza diretta. Se va a fare spesa, ricorda per la sua credibilità di portare con sé la spesa al ritorno.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spero di esserti stata d’aiuto e se hai bisogno di una supervisione per un ambientamento rispettoso scrivimi una mail a <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a>.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
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