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	<title>Pedagogia Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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	<title>Pedagogia Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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		<title>5 consigli su come riordinare le cose dei bambini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 11:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi ti spiego <b>come poter affrontare il riordino con semplicità ed armonia con i bambini</b>, grazie ad una semplice formula che ho inventato nelle mie esperienze scolastiche montessoriane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sempre più spesso incontro nel mio lavoro di Tata, <b>famiglie che non sanno come fare per tenere la casa in ordine, con genitori che finiscono per mettere a posto i giocattoli <i>al posto</i> dei figli. </b>Pupazzetti e costruzioni sotto al divano (<i>rifugio preferito dei “giocattoli sperduti” insieme a Peter Pan</i>), sedia della scrivania sommersa dai vestiti, giocattoli sparsi sul pavimento da non vedere più un centimetro, disegni e colori che appaiono nei meandri più assurdi dei cassetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Fatta questa premessa mi spiace deluderti ma <i>i tuoi figli non sono disordinati</i>. In realtà <b>i bambini sono</b> tutto l’opposto di ciò che credi: <b>amanti e ligi difensori dell’ordine e della pulizia</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Probabilmente starai pensando <i>“no, non è mio figlio!”</i>, <i>“Tata Ilaria è impazzita all’improvviso!”</i>. È un’attitudine naturale e anche per Maria Montessori vi è una fase precisa che i bambini manifestavano che chiamava <b><i>periodo sensitivo dell’ordine</i></b>. Tutto dipende da com’è l’ambiente in casa ovvero da come viviamo noi adulti l’ordine.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ricordati che <b>l’ordine esteriore aiuta a creare ordine interiore. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Andiamo allora a vedere quali possono essere i motivi.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sicuramente può dipendere dall’esempio. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quante volte ci capita di lasciare cose a metà? Quanti di noi mettono a posto un oggetto appena hanno finito di usarlo?</i> Ad esempio mentre cucini, magari hai sui fuochi una pentola e due padelle ed in ognuno devi versare tre cose in tre barattoli diversi. Li richiudi e li rimetti a posto appena finito uno alla volta o qualcuno ti resta aperto sul piano di lavoro?<b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il bambino assorbe tutto dall’ambiente che lo circonda. </b>Se lasci cose sul piano di lavoro, non stai concludendo una cosa appena finita rimettendola a posto.<b> </b>Così il messaggio che passiamo è di lasciare le cose a metà, che riordinare ci pesa ed è la cosa più noiosa del mondo! Magari poi finiamo anche per lamentarci che tocca a noi mettere a posto sempre i loro giocattoli, ma ti sei chiesto da dove lo ha visto?! <b>I bambini possono essere disordinati sia perché hanno genitori disordinati, sia per ribellarsi a genitori maniaci dell’ordine e della perfezione.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un altro motivo potrebbe essere che tu abbia <b>uno spazio non ben organizzato e stimolante per la sua età</b>. Se il bambino ha i giocattoli in quei contenitori di plastica giganti – <i>pratici solo per adulti e non per bambini che personalmente sconsiglio vivamente </i>&#8211; e vuole proprio quel giocattolo in fondo a tutta quella montagna, cosa credi che farà per comodità?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Lo rovescerà tutto, esatto!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Caos e apocalisse sul pavimento con battuta finale da film horror:<i>“io non metto a posto!”</i>! Chiunque andrebbe in frustrazione a rimettere a posto una montagna del genere e quindi si oppone!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Al suo posto come ti sentiresti?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>La soluzione è avere poche cose per tipo, giuste per la sua età, che riesce a rimettere a posto da solo!</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ai bambini occorre un ambiente semplice, accogliente, essenziale e soprattutto MINIMAL, non quegli ammassi di giocattoli accumulati e regalati serialmente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se sono</b> <b>bambini iperstimolati, carichi di energia a 1000, nervosi o distratti è molto difficile che mettano a posto</b>. Avendo molta energia, in realtà non sanno come incanalarla e la disperdono indirettamente, con il risultato che si riverserà direttamente sull’ordine della cameretta e delle loro cose. <b>Può dipendere dal loro bisogno di muoversi e scaricare l’energia in eccesso</b>, basta prevedere momenti della giornata dove possa farlo, andando a correre insieme nel verde. Per questo ti linko il mio <a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/bambini/la-gioia-di-un-bambino-che-corre-corri-con-lui/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>articolo sul correre insieme</b></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se non si sente visto, tuo figlio potrebbe tenere tutto in disordine, sapendo che al genitore dà fastidio, pur di avere attenzioni,</b> in quanto il genitore sarà preoccupato da altre priorità e non dal vedere la vera essenza del figlio. Il bambino ha sicuramente un disagio che esprime e manifesta come può, che corrisponde molto spesso con l’esempio che gli è stato dato. Ad esempio, se io genitore uso, anche inconsciamente la manipolazione, come ad esempio <i>“se vuoi bene a mamma, fai questo/quello”</i>, indirettamente sto facendo da modello su come relazionarsi nella vita. Anche il bambino imparerà ad utilizzare la manipolazione per ottenere ciò che vuole. Inconsciamente ed indirettamente passa il messaggio che va bene fare così, se lo fanno mamma e babbo. Occorre comprendere il disagio del bambino e lavorare su quello, non giudicarlo o fossilizzarsi sul “sintomo” che tiene tutto in disordine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Magari ti starai chiedendo <i>“e se di questi motivi io ce li avessi tutti o buona parte? Che devo fa’, Ilà?”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ecco alcuni consigli: </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">1- <b>Osserva i segnali che ti manda il tuo bambino</b> – l’osservazione ed il porsi delle domande è fondamentale. Osserva cosa fa, cosa prende, cosa sistema e cosa lascia in giro il tuo bambino. <i>Per quale motivo lo fa? Di cosa ha bisogno? Cosa mi sta dicendo/chiedendo?</i> Magari è interessato ad altro, ha troppi oggetti, ha un bisogno “nascosto tra le righe” e lo dice sporcando o mettendo in disordine? A me è capitato con un bambino a scuola che, all’inizio del mio percorso, rovesciava “volutamente” l’acqua della brocca a terra ed aveva colto il mio disagio nel bagnare o sporcare tutto e quindi attirava sia la mia attenzione sia indirettamente era una richiesta di aiuto per un suo bisogno. Non è stato facile per me! Quando ho iniziato a pormi delle domande e osservando la sua passione per l’acqua, ho capito cosa voleva dirmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li class="li3" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Respira, stai serena che il bagnato si asciuga e non muore nessuno.</i></b> Da lì ho creato un simpatico cartello per avvisare tutti che il pavimento fosse bagnato.</li>
<li class="li3" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Aveva bisogno di travasi, </i></b>esplorando un aspetto di sé stesso in rapporto con l’acqua, dal momento che nell’ambiente ancora non c’era qualcosa che glielo permettesse. Così ho inserito una struttura con due bacinelle e dei vassoi con travasi di acqua. Da lì non l’ha più rovesciata “volutamente” e con aria di sfida. Il suo bisogno era stato accolto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">2- <b>Sii d’esempio</b> – Con gioia e (se ti aiuta) anche cantando <i>“Basta un poco di zucchero e la pillola va giù!”</i> di May Poppins riordina senza rimandare e lasciare cose incompiute a metà. Metti in ordine, sparecchia, sistema ogni cosa quando la finisci, fai una cosa per volta – soprattutto! <b>Quando una cosa è terminata, si mette a posto.</b> Questo aiuterà a dare il buon esempio. Tuo figlio ti osserverà e lo aiuterà ad interiorizzare questo modus operandi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">3- <b>Usa il mio “magico mantra del riordino”</b> –<i>E se capita che fai già tutte queste cose, ma tuo figlio “se ne frega altamente” e lascia fare a te?</i> Probabilmente avrà compreso e appreso che c’è chi lo fa per lui, non c’è motivo per sforzarsi. Con i bambini ho inventato una formula che avevano talmente interiorizzato che quando poi capitava a me, senza accorgermene, erano loro a ricordarmi che toccava a me rimettere a posto quella cosa. Il mantra è <b>“Quello che ho preso io metto a posto io. Quello che hai preso tu, metti a posto tu!” </b>che ha sempre permesso una buona armonia e soprattutto senso di responsabilizzazione nei bambini. I bambini sono molto precisi e se tu rispetterai una regola molto chiara per il buon funzionamento della casa avrà anche più stima di te!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">4- <b>Riordinate insieme giocando</b> – Mettete in ordine insieme, soprattutto quando è piccolo, sin dai primi mesi, ad esempio collaborando in modo che uno passa i pezzi e l’altro li mette nel suo cestino, aspettando i tempi del bambino senza fretta. Piano piano arriverà a farlo da solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se è grandicello e ancora fa fatica, magari c’è da recuperare qualche tappa riguardo all’autonomia, tornando indietro e facilitando le cose, ad esempio con dei cartelli. <b>Provate ad inventare dei giochi per allietare questo momento, come dei ricercatori che scoprono tesori in giro</b>, delle principesse che devono sbrigarsi a risistemare la pista da ballo dove a breve si terrà il gran Galà, degli gnomi che riassettano la grande casa dell’albero per la festa delle foglie dell’anno e chi più ne ha più ne metta! <i>Divertimento e risultato assicurati!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">5- <b>Organizzate i giochi al meglio</b> – Disponi ripiani, cassetti e scaffali bassi e suddividi i giochi in dei cestini o piccole scatole, maneggevoli per un bambino. Sono ben accette le etichette per aiutarlo a orientarsi meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se hai bisogno di una consulenza personalizzata per riorganizzare gli spazi, invia una mail a <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a> e sarò ben lieta di accompagnarti in questo percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>5 consigli pratici su come educare alla gentilezza e all&#8217;empatia</title>
		<link>https://ilariacichetti.com/comunicazione-empatica/educare-alla-gentilezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 12:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
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		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti di <b>quanto sia importante educare i bambini alla gentilezza o meglio alla comunicazione empatica, di cui tanto si parla ma poco si applica.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se tutti crescessimo con questa consapevolezza e accortezza nel relazionarci avremmo sicuramente una società migliore. Siamo in un momento storico dove tutto è dato per scontato e si va sempre di fretta ma abbiamo il tempo di guardare Instagram e Facebook e mettere i like. Ci dimentichiamo, nel frattempo, di salutare con un “buongiorno” quando entriamo in un negozio o incontriamo un vicino, ringraziare dopo aver ricevuto un’informazione, chiedere il permesso ad un adulto (figuriamoci ad un bambino!), essere paziente in fila senza spingere per la fretta o superare qualcuno al supermercato, ascoltare chi parla ed aspettare il proprio turno di parola, mettere da parte il cellulare quando si è in una conversazione, alzarsi da tavola quando tutti hanno finito, saper chiedere scusa col cuore senza dare tutta la colpa all’esterno, riporre la sedia a posto quando si va via dal ristorante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Siamo considerati una generazione di <i>maleducati </i>(grandi e piccoli), perché disconosciamo le buone maniere e anche per fretta non ci prestiamo più la dovuta attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quante volte sento dire: <i>“Quant’era bella la nostra infanzia con un tempo più dilatato, dove si portava rispetto agli anziani e ci si aiutava con i vicini!”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi chiedi al cellulare e trovi un’applicazione che ti consegna in 7 minuti un uovo che ti manca in frigo, non di certo ad un vicino, che poi perdi tempo con i formalismi a chiedere come sta e finisce che ti attacca una pezza di due ore, quando a te serve solo un uovo per fare il ciambellotto per i tuoi bimbi, che non avevi controllato la mattina in frigo, sempre per la fretta! Siamo arrivati a queste assurde dinamiche in meno di un ventennio!</p>
<p><a href="https://amzn.to/35cMQq6!" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-6834 size-medium" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-300x298.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-150x150.jpg 150w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-100x100.jpg 100w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">So che è un’affermazione forte, ma sicuramente se nessuno mi spiega il motivo per cui dovrei cedere il posto sull’autobus anche se sono stanca, dovrei aspettare il mio turno di parola o chiedere il permesso, non saprò di certo farlo ed ignorerò l’esistenza di tali norme di comportamento. Ecco un libro carino di Annie Grove per bambini che spiega questi motivi e supporta i genitori nelle spiegazioni “<a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/35cMQq6!" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Leon e le buone maniere</b></a>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ti darò qualche consiglio pratico su come fare. Sicuramente la base sai già qual è, se mi segui da un p</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">o’! <b>IL TUO ESEMPIO</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://amzn.to/2APHMtS" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignright wp-image-6838 size-medium" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_-196x300.jpg 196w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_.jpg 326w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></a></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Innanzitutto è importante che <i>ti chiedi se credi nella gentilezza, se possaessere la chiave di svolta per un futuro migliore, se pensi possa contribuire a portare un cambiamento nella tua vita e nel mondo, se sei disposto a metterti in gioco per essere un esempio empatico e gentile</i>. Ecco un libro che potrebbe aiutarti a sondare questi quesiti <a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2APHMtS" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>La forza nascosta della gentilezza</b> (Sperling &amp; Kupfer, 2017)</a> di <b>Cristina Milani</b>, studiosa di psicologia cognitiva comportamentale e di comunicazione, per cui <b>il segreto è l’impegno di ciascuno di noi, scatenando un effetto domino con chi abbiamo attorno</b>. Le persone attorno a noi apprenderanno per osmosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Ti suggerisco altri tre libri:</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/35b03zP" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Genitori con il cuore</strong></a> di <b>Jan Hunt</b> sul Natural Parenting.</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2onZHoO" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Crescere i bambini con la Comunicazione</b> <b>Nonviolenta</b></a> di <b>Marshall Rosenberg</b> e</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2OAwhij" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Come parlare perché i bambini ti ascoltino &amp; come ascoltare perché ti parlino</b></a> di <b>Adele Faber ed Elaine Mazlish</b>.</li>
</ol>
<p><a href="https://amzn.to/35b03zP" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-6829 size-medium alignleft" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_-213x300.jpg 213w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_.jpg 355w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></p>
<p><a href="https://amzn.to/2onZHoO" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6828 size-medium alignleft" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_-186x300.jpg 186w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_.jpg 309w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></a></p>
<p><a href="https://amzn.to/2OAwhij" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6827 size-medium alignnone" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_-194x300.jpg 194w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_.jpg 323w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Essere gentili NON significa che dobbiamo dire sì a tutto e farci mettere i piedi in testa in nome della gentilezza. Essere gentili fa parte del nostro cuore, in modo spontaneo perché nasciamo che vogliamo la nostra felicità e quella dell’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Ecco dei consigli pratici per educare i figli alla gentilezza e all’empatia:</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Saper comunicare le tue emozioni ed i tuoi bisogni. </b>Se i bambini impareranno a farlo saranno in grado di prestare attenzione ai bisogni degli altri, rispettando sé stessi. Prova a dire “<i>sono stanca, ho bisogno di riposo</i>” invece di “basta, non ti sopporto più!”, “<i>ho paura che ti fai male, sono preoccupata</i>” invece di “scendi, altrimenti mi arrabbio, poi ti fai male e te le do sopra!”. Semplice ed efficace! Ti aiuta a chiarire le tue emozioni anche a te stessa, che per noi è un compito difficilissimo e ti prendi la responsabilità di ciò che senti, senza incolpare qualcun altro.Ricorda che la rabbia è lecita ed importante come tutte le emozioni. Prova a calmarti con respiri lunghi e profondi e aiuta tuo figlio a farlo quando è arrabbiato, passato il momento acuto ne potete parlare assieme.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sii grata per quello che hai e insegna ai tuoi figli il valore della gratitudine.</b> Prendete un momento al giorno per ringraziare le persone che si prendono cura di voi, il cibo che avete dalla terra e dal lavoro dei contadini ecc…. Nei ringraziamenti metti anche le cose, gli <i>ostacoli </i>o gli <i>impedimenti </i>che ci aiutano a crescere, facendo passare col tuo esempio diretto un buon approccio all’errore, che Maria Montessori definiva <i>amico</i>.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Mostra il tuo interesse verso tuo figlio, come sta, cosa pensa e verso gli altri </b>in modo che impari a prendere in considerazione le persone care e anche chi è al di fuori della sua cerchia. I bambini in modo naturale si preoccupano e aiutano gli altri, come puoi vedere in <a style="color: #f46438; margin-top: 10px;" href="https://www.youtube.com/watch?v=UspdXUNkBH8" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>questo video</b></a> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/UspdXUNkBH8" width="1300" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Accompagna sempre la riflessione su questioni etiche</b>, cose che vive nella quotidianità, su come si potrebbe sentire il bambino di quel paese di cui avete letto qualcosa.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Essere un modello e una guida significa che dobbiamo praticare la gentilezza e l’onestà verso noi stessi e per noi stessi.</b> Non significa essere perfetti, ma essere veri, anche nelle emozioni “negative” comunicandole e farà sì che si fideranno di noi perché sappiamo <i>riconoscere i nostri errori</i>. Rispetta ciò che pensa il tuo bambino e ascolta le sue opinioni, senza giudizio, dimostrandogli come vorresti che ascoltassero te, perché dai più piccoli possiamo imparare molto.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Non dimenticarti anche nella quotidianità di:</b></h5>
<ul class="ul1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">salutare con un “buongiorno” quando entriamo in un negozio o incontriamo un vicino,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">ringraziare dopo aver ricevuto un’informazione,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">dire “prego”,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">chiedere il permesso ad un adulto (figuriamoci ad un bambino),</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">essere paziente in fila senza spintonare per la fretta o superare qualcuno al supermercato,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">ascoltare chi parla ed aspettare il proprio turno di parola,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">mettere da parte il cellulare quando si è in una conversazione,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">alzarsi da tavola quando tutti hanno finito,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">saper chiedere scusa col cuore senza dare tutta la colpa all’esterno.</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">riporre la sedia a posto quando si va via dal ristorante.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Genitori, ingegneri dell&#8217;autonomia dei figli!</title>
		<link>https://ilariacichetti.com/principi-del-metodo-montessori/genitori-ingegneri-dellautonomia-dei-figli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 11:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi ti parlerò della mia visione tra l’essere genitore e l’ingegneria, abbinata al Montessori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Questa idea è nata <i>da un laboratorio che ho fatto con alcuni bambini.</i> Era una struttura quadrata fatta con quattro rami legati tra loro, a formare una specie di cornice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6810" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg" alt="" width="1009" height="723" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg 1009w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-300x215.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-768x550.jpg 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ogni bambino doveva attorcigliare dei fili di lana, per poi infilare dentro delle foglie, per farne un quadro-telaio. Se avessi sorretto la struttura con le mie mani, avrebbero potuto attorcigliare i fili di lana. <b>La domanda che mi sono fatta è:</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Come potevo fare con tanti bambini contemporaneamente?</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Così ho costruito con dei pezzi di legno e delle mollette un supporto per tenere il telaio sollevato per ogni bambino, in modo che potessero tranquillamente attorcigliare da soli senza il mio aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">La mia forma mentis da educatrice mi porta automaticamente a trovare delle soluzioni o chiavi d’accesso per <b>facilitare l’autonomia</b> delle persone. È la prima regola base per una buona educatrice!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Così è partita la mia ricerca sull’ingegneria.</i> Ha contribuito anche l’osservazione di diversi amici ingegneri: hanno alcune caratteristiche comuni che ti spiegherò e che rispecchiavano esattamente il concetto che volevo esprimere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Deriva dal latino <b>ingènium</b> (<i>capacità, ingegno, opera industria</i>), composto da IN participio di <i>appoggio</i> e GÈNIUM, che viene dalla stessa base di GIN-O o GIGN-O, <i>genero, produco</i>. Può essere inteso come <i>“natural potenza, d’intendere, d’inventare, di disporre, di operare, dello Spirito umano; Perspicacia, Talento, Mente.”</i> Ingegnere è anche “chi fa professione di trovare ingegni e macchine”. Come possiamo vedere è un campo di cui le competenze fondamentali non sono solo tecniche ma anche logiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><b><i>Si può applicare anche nel campo dell&#8217;educazione?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sì! Nella pedagogia montessoriana</b> <b>noi adulti possiamo fare gli ingegneri e trovare soluzioni per l’autonomia dei nostri bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">All’inizio ti potrà risulterà difficile ma poi ci prenderai gusto nell’inventare e costruire piccoli trucchi che facilitino l’autonomia dei più piccoli. Se tuo figlio è più autonomo, sarà più felice, di conseguenza avrai più tempo per te e anche tu sarai più felice. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto dell&#8217;autonomia di un bambino è rendere tutto accessibile, a sua portata.</b><i>Quando cucini dove tieni le pentole? Nell’armadio in alto in camera o in cucina a portata di mano per te?</i> La stessa cosa vale per il tuo bambino. Se le cose sono in alto, le opzioni sono due: o sarà un continuo “mamma mi prendi questo?” o si arrampicherà come una scimmietta mandandoti su tutte le furie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Chiediamoci: cosa fa l’ingegnere?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="ul1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Si occupa della progettazione di edifici, strutture o infrastrutture. Segue tutte le fasi, dalla progettazione all’esecuzione, fino alla manutenzione o ristrutturazione.</li>
<li class="li5">Osserva e raccoglie dati sull’ambiente su cui realizzerà la struttura e sui costi dei materiali di cui avrà bisogno.</li>
<li class="li5">Deve attenersi alla normativa del settore delle costruzioni e tener conto dell’impatto ambientale e dei vincoli paesaggistici.</li>
<li class="li5">Seguono i lavori di costruzioni e trovano costanti soluzioni efficaci nella risoluzione di problemi che fuoriescono in corso d’opera.</li>
<li class="li5">Si occupa della preparazione di documentazione per le gare d&#8217;appalto, perizie tecniche e consulenze.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come riportare queste mansioni per un genitore in chiave montessoriana nella facilitazione dell’autonomia del figlio?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ad esempio nella scuola il <b>rubinetto </b>era molto duro da aprire per i bambini ed era un continuo <i>“Ilaia mi aiuti?”.</i> Ho capito che sarei diventata in breve la guardiana del rubinetto, senza potermi vivere in tranquillità, così mi sono inventata un supporto affinché potessero fare da soli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6818 size-full" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png" alt="" width="940" height="788" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png 940w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-300x251.png 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-768x644.png 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-600x503.png 600w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>progettazione</b>, il genitore-ingegnere progetta un determinato supporto per l’autonomia del bambino, in questo caso per aprire facilmente da solo un rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Ti occuperai della <b>raccolta dati</b>, capendo come fare e facendo una lista del materiale che ti occorre, tenendo presente i prezzi. Avevo bisogno di un <i>bastoncino circolare resistente</i> che facesse da leva e lo scotch da elettricista per fissarlo bene al rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>normativa</b>, dovrai attenerti alla <i>sicurezza</i> (che abbia gli angoli arrotondati), alla <b>leggerezza e maneggevolezza per il tuo bambino</b>. Al contempo assicurati che sia <i>in linea con i tuoi vincoli paesaggistici</i>, cioè con l’arredamento della tua casa. In base al colore del tuo bagno puoi scegliere se mettere uno scotch da elettricista bianco, nero o di altro colore, rispettando il design e i colori che hai pensato in origine per la tua casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Sentiti pronta a trovare <b>nuove soluzioni</b>, in caso sopravvenissero in fase di progettazione e costruzione o successivamente per usura. Ricorda che col tempo e l’acqua lo scotch potrebbe non avere più la stessa tenuta e quando si usura toglilo tutto e fodera di nuovo. È normale perché il tuo bambino lo toccherà con le mani bagnate e a volte ancora un po’ insaponate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; In caso di <b>perizie e consulenze</b>, una volta che avrai realizzato il tuo supporto per il rubinetto, sarai esperto e lo condividerai volentieri con altri genitori ed amici, che fino a quel momento disconoscevano l’esistenza di un supporto per il rubinetto. Anche gli errori nel costruirlo ti renderanno più esperta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come credi che ho potuto costruire mobiletti e materiali?</i> Solo facendo avanti e indietro tante volte in ferramenta e dal falegname e facendo tanti errori. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una dote che ho osservato nella forma mentis degli ingegneri è la loro</b> <b>profonda capacità analitica nello scomporre tutto in sequenze</b>. Ogni azione finale o obiettivo è l’insieme di movimenti parziali tutti interconnessi tra loro che hanno una struttura logica. <b>Ogni azione complessa è l’insieme di tante azioni singole.</b> Ad esempio, non ci siamo mai soffermati a consapevolizzare i movimenti parziali che compiamo nell’aprire o chiudere una porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se prestassimo attenzione, in primis, ascolteremmo di più il nostro corpo e come stiamo in quella determinata azione. È un buon esercizio pensare quali <b>azioni consapevoli</b> facciamo in ogni lavoro che facciamo, da poterlo riproporre con estrema chiarezza anche ad un bambino, solo facendo nel silenzio profondo, <b>evidenziando i movimenti parziali chiaramente con estrema lentezza,</b> che aiuta a focalizzare l’attenzione proprio su quel punto, come in ogni presentazione di un materiale montessoriano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>“Se si vogliono eseguire dei movimenti graziosi, non basta sorridere quando li si fanno. Nessun movimento ha l’aspetto armonico quando la sua sequenza logica è disturbata”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ci sono innumerevoli azioni che compiamo quotidianamente composte da tanti movimenti parziali, come versare l’acqua, vestirsi, pulire qualcosa, apparecchiare. La scomposizione di un movimento sintetico in tanti piccoli movimenti ben evidenziati suscita sempre l’interesse del bambino, focalizzando l’attenzione, e dà all’esecuzione una dimensione più consapevole, grazie anche a delle improvvise e profonde intuizioni che il bambino ha nell’osservazione attenta, come fosse uno scienziato. I bambini adorano questo tipo di presentazione perché è a <i>sua</i> misura e rispetta le <i>sue</i> reali capacità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b><i>Ricapitoliamo in due punti cosa fa un genitore-ingegnere Montessori:</i></b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Progetta e crea supporti per l’autonomia dei figli,</li>
<li class="li5">Scompone in microsequenza ogni azione per poterla mostrare in silenzio con lentezza (dal mettere una giacca a fare il fiocco alle scarpe).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Regole e bambini come nel gioco dell&#8217;oca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 14:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti di <b>come impostare delle regole<span class="Apple-converted-space">  </span>per i bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ai nostri occhi sembra tutto chiaro, ma tante volte per i bambini non è così! Finiamo per essere scocciati e dire <i>“mi sembra ovvio, no? Per fare questa cosa si fa così, così e così!”</i> o <i>“quante volte devo ripetertelo?”</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Di natura occorre ricordare che tendiamo ad essere abitudinari e ci piace sentirci sempre al sicuro. In questo concetto rientrano anche le regole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spesso ho scritto <b>“poche regole chiare”</b>, come lo trovi in molti siti montessoriani e di pedagogia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Ma cosa significa esattamente?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Mettere delle regole è uno tra i temi cruciali per i genitori ed educatori.</b> <b>Tutto dipende dalla</b> <b>modalità con cui noi le comunichiamo</b>.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se con il rimprovero non sortirà un buon effetto, <b>se è in una modalità rispettosa di sé e dei suoi bisogni, educando ad un senso di responsabilità, verrà invece accolta dal bambino.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">I rimproveri, le minacce velate o i ricatti morali servono solo all’adulto per manifestare il suo potere nei confronti di chi è più piccolo perché si confonde il rispetto con il timore e così abbiamo bambini ubbidienti che appena avranno l’occasione vorranno trasgredire e la nostra rabbia aumenterà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Bambini senza dei confini chiari e delle regole che riguardano il buon senso, crescono disarmonici, egocentrici e mal tolleranti verso la frustrazione.</b> Se le regole ti stanno strette, le mal tolleri, pensi siano una costrizione che non permette la tua libertà o quella di tuo figlio, sicuramente per la “teoria dello specchio” le vivrà come te: male! Non avendo confini chiari, i bambini faticano anche ad empatizzare e sintonizzarsi, perché i lobi frontali del cervello che producono cortisolo, ormone dello stress e dell’ansia sono accesi. Assistiamo per questo con sempre maggior frequenza a bambini iperattivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Bambini con delle regole chiare e semplici che riguardano la sicurezza, l’armonia e il buon funzionamento familiare crescono sereni e rispettosi.</b> <i>Per loro le regole saranno qualcosa di normale che fa parte della vita.</i> Se hanno un conflitto con le regole, e quindi con il concetto di autorità (intesa come una guida sana che ci accompagna nella vita), faranno più fatica ad accettarle, a tollerare la frustrazione e a relazionarsi (perché vogliono che tutto sia come dicono loro). Tutto questo è veicolato da come tu adulto vivi le regole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto è saper empatizzare con il bambino, conoscere le proprie emozioni e verbalizzarle per accompagnare tuo figlio a gestire la propria emotività.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se vede te che perdi la pazienza perché è tre volte che ti chiede la stessa cosa, come pensi che si porrà quando gli chiederai tre volte la stessa cosa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Vogliamo figli inquadrati, perfetti e che facciano ciò che diciamo noi! Peccato che siano umani e non robot!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ci dimentichiamo di dare loro amore e dimostrare il nostro affetto, di essere accoglienti con loro.</b> Temiamo che questo significhi “viziare”, “fare da zerbino”, “cedere troppo ai capricci”. Quindi con facilità passiamo alla sponda “uno schiaffo non ha mai fatto male”, “piangere fa fare i polmoni” e chi più ne ha di modalità che fanno crescere duri e forti più ne metta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Quelli che indichiamo come <i>capricci</i> in realtà sono dei bisogni non accolti, non espressi. </b>Sta a noi adulti accompagnare il bambino a tirarli fuori, aiutarlo a risolverli e ad a esprimerli in modo sano in primis per sé stesso, senza arrivare a fare chissà che tuffi a terra e che urli da tenore per ottenere ciò di cui hanno bisogno o sentirsi rispettati. <b>La chiave è entrare in sintonia con i suoi veri bisogni.</b> Dire per esempio <i>“Hai proprio ragione ad essere arrabbiato!”</i> porterà a sentirsi compreso e accolto, piano piano capirà che si può fidare di te, avrà stima di te, e seguirà volentieri le regole richieste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Per natura i bambini sono collaborativi e vogliono imparare le regole.</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Vogliono imitare l’adulto che stimano e sentono come un modello di riferimento, quindi riordinare, collaborare e fare da solo.</b> Vogliono ascoltarci a patto che rispettiamo e ascoltiamo e accogliamo i loro bisogni. Il nostro compito è accogliere le loro emozioni e i loro veri bisogni, mostrando come prendere le situazioni della vita come occasioni di crescita (<i>non di lamentele!</i>) e accompagnandoli a trovare la soluzione migliore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Sì, Ilà, ma cosa c’entra il gioco dell’oca?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Come ho scritto all’inizio dell’articolo <i>“poche regole chiare”</i>, abbiamo visto l’importanza delle regole e che siano poche. Come vedi, altro elemento fondamentale e non ultimo per importanza è <i>la chiarezza nel dire qualcosa, spiegare, dare delle regole per un buon funzionamento.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella mia esperienza con bambini e con adulti ho potuto constatare che <b>essere chiari sin dal principio, favorisce una buona relazione, evita malintesi e dà rassicurazione</b>. Essere efficaci nella comunicazione, parlare in modo semplice e comprensibile a tutti è l’obiettivo della comunicazione. <i>«Come posso spiegarmi affinché chi ho davanti comprenda?»</i>. Parlare chiaro è un processo di organizzazione del pensiero a cui tutti possiamo allenarci. Ovviamente <b>la differenza la fa <i>come</i> diciamo le cose</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong><i>Quindi, Ilà, cosa devo tenere in considerazione per spiegarmi al meglio?</i></strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Tante volte con i bambini ci capita di perdere la pazienza ed esordire con frasi come “dai, non è difficile!”, “mi sembra chiaro, no?”, “può essere che non capisci?” e compagnia bella. Non c’entra il bambino in questione (che deve prendersi anche queste parole!). Proviamo ad invertire il punto di vista! <i>E se fossi stato tu a non essere chiaro o come spesso accade a dare per sottinteso 1357 passaggi che erano ovvi nella tua testa? </i>Il bambino funziona diversamente da te, adulto. Spesso ce ne dimentichiamo, purtroppo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Nel dire una regola o spiegare cosa è importante spiegare ogni passaggio, come se il tuo interlocutore non sapesse nulla.</b> Anche se la persona con cui parli dovesse sapere qualcosa, è sempre bene ripetere e spiegare ogni passaggio nel dettaglio perché rassicura e crea fiducia. <i>Questo vale sia per i bambini, che per gli adulti</i> (lo vedo molto nelle mie formazioni, quanto fa sentire a proprio agio spiegare prima di ogni attività cosa andremo a fare)!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Proprio come nel <b>gioco dell’oca</b> (o qualunque altro gioco da tavolo preferisci o ricordi meglio!), prima di iniziare a giocare si spiegano tutte le regole in ordine: tutte le cose che si fanno una alla volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una volta che il bambino conosce le regole, sa come giocare ed entro quali limiti muoversi. </b>Il bambino sarà più tranquillo e più predisposto a collaborare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Tener presente questa metafora ti ricorda l’importanza di essere chiari, coerenti e rispettosi della natura dell’altro e del bambino</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Cosa succede quando i bambini non fanno esperienza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 11:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Tata Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi parliamo di <b>cosa succede quando i bambini non fanno esperienza</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Si parla sempre di come stimolarli ma poi li vediamo al telefono o al tablet per delle ore e talvolta ci dimentichiamo che dei bambini pigri e svogliati non possono diventare degli adulti proattivi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><i><b>Come faccio a saperlo?</b></i></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da quando ho iniziato a fare Montessori ho avuto modo di osservare sia molti bambini che adulti, riscontrando caratteristiche comuni nei loro vissuti legati all’aver avuto <i>genitori apprensivi</i> o <i>screditanti</i> che non permettevano loro di fare esperienza. Ho potuto <i>rianalizzare quello che è stato il mio vissuto</i> e posso dire di essere la prova vivente di cosa porta un certo approccio e cosa ne porta uno totalmente opposto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il Montessori, seppur da adulta, mi ha permesso di</b> <b>riappropriarmi e di integrare concetti</b>, <b>soprattutto matematici che per me erano incomprensibili</b>, come le frazioni per esempio.<b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-6793 size-full" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/09/167-216.jpg" alt="" width="400" height="267" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/09/167-216.jpg 400w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/09/167-216-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />Non puoi immaginare la gioia che ho provato nello scoprire ed esplorare da sola il <a style="color: #f46438;" href="https://www.materiale-montessori.it/materiali-montessori/matematica/incastri-delle-frazioni_167_1129" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>materiale delle frazioni</strong></a>, arrivando a comprenderle da sola, semplicemente toccando o per tentativi ed errori! Impagabile! Era una scoperta e una conquista dietro l’altra con logica deduttiva. Ad ogni passo i miei occhi si illuminavano sempre più, finalmente avevo capito le frazioni che nella mia carriera scolastica erano sempre state motivo di voti molto scarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Lo stesso è valso allenarmi ad essere concentrata e presente nelle presentazioni dei vari materiali, soprattutto quelli di vita pratica – <i>i travasi </i>in particolare –, permettendomi di <b>affinare i miei movimenti</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se è stato possibile per me che sono adulta, cosa potrebbe essere per un bambino che è una spugna che assorbe il mondo che lo circonda?</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il mio lavoro come Tata mi porta a conoscere molte famiglie ed ho potuto constatare che c’è molto <b>“un’ansia del vaso da riempire”</b> – passami il termine – per cui <i>si è molto preoccupati nel dover far fare ai figli diversi sport, laboratori di ogni sorta, assistere ad eventi di chissà che matrice culturale, leggere il libro migliore, viaggiare appena nato, andare sempre al cinema, aver assaggiato di tutto</i> (meglio se bio), fatto le cose più assurde e complesse, il tutto condito dal dare tante spiegazioni teoriche in modo che sappia il più possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Peccato che resti tutto ad un livello mentale, nozionistico e spesso i bimbi non sono accompagnati da noi adulti ad elaborare, metabolizzare e parlare di ciò che hanno fatto o vissuto, facendo perdere di valore l’esperienza stessa! </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quindi, Ilà, che bisogna fare? Non dobbiamo far fare esperienza e stare ad aspettare sull’amaca che passi il treno?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>È importante</b> <b>far fare esperienza per apprendere, soprattutto toccando e facendo fino ai sei anni, non solo a livello mentale e mnemonico. </b>Non serve che a tre anni spiegate tutte le proprietà di una pianta, senza farla vedere. È meglio se la vede, la tocca, la annusa e semplicemente dite il nome, senza riempire di nozionismo che non può esperire. Come fa a fare esperienza che quella pianta cura quella determinata malattia o disturbo? Avete gli strumenti per farlo e dimostrarlo in quel preciso momento?! Quindi non serve!!!.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se vedete che è molto interessato ed è fissato sulle piante, potete spiegarlo tranquillamente: sarà tra le cose che gli resteranno maggiormente perché partiva da lui ed era motivato. </b>Se poi a tre anni non saprà tutte le piante e le proprietà ce ne faremo una ragione. Magari qualche anno dopo tornerà ad appassionarsi dell’argomento e a studiarlo da solo o magari non ne vorrà più sapere. Il tempo ce lo dirà!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Imparare facendo o “learning by doing”</b> è il biglietto da visita dell’attivismo pedagogico di <a style="color: #f46438;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Dewey" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>John Dewey</b></a>, che permette una vera comprensione. Attraverso il fare, le semplici azioni vengono da noi immagazzinate come azioni meccaniche più complesse. Successivamente grazie ad una riflessione sull’operato e sull’esperienza che avviene <i>in modo spontaneo e a volte per libere associazioni nei bambini,</i> assistiamo ad un’interiorizzazione e maggiore consapevolezza dell’esperienza. <b>Non basta solo fare esperienza o toccare, ma occorre anche rifletterci e discuterne con sé stessi o con altri. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Rizzolatti" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Giacomo Rizzolatti</b></a> e il suo team che ha scoperto i neuroni specchio sostiene ciò che sosteneva anni fa Maria Montessori <i>“…il cervello che agisce è anche e innanzitutto un cervello che comprende”</i>. Il movimento è quindi direttamente collegato all’intelligenza, lo confermano diversi studi tra cui spicca <a style="color: #f46438;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Wolpert" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Daniel Wolpert</b></a>, medico neuroscienzato che spiega <a style="color: #f46438;" href="https://www.ted.com/talks/daniel_wolpert_the_real_reason_for_brains?language=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>in questo video al TED</b></a> che il cervello si evolve per controllare il movimento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="max-width: 854px;">
<div style="position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;"><iframe style="position: absolute; left: 0; top: 0; width: 100%; height: 100%;" src="https://embed.ted.com/talks/lang/it/daniel_wolpert_the_real_reason_for_brains" width="854" height="480" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Nel metodo Montessori possiamo inoltre notare che il movimento non è mai fine a sé stesso, le attività sono svolte con uno scopo ben preciso che impegnano la persona in modo costruttivo. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Non sovraccaricare tuo figlio o per lo meno <b>supportarlo nel periodo successivo nell’elaborazione e far decantare l’esperienza</b>, prima di rifarne subito un’altra, chiedendo cosa è piaciuto e cosa no, mettere in relazione, fare paragoni e associazioni, cosa ha capito, dal momento che siamo nell’era in cui le uova sono quelle della gallina -a livello mentale- e realmente del supermercato -a livello di esperienza pratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Hai la possibilità ogni giorno di far fare tante esperienze al tuo bambino senza dover fare, inventare o costruire chissà che o andando chissà dove!</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un altro cardine montessoriano, strettamente collegato, è <b>il “non-intervento” dell’adulto</b>. <i>Quale principio più difficile da applicare come genitori, nonni o insegnanti?!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quante volte ti sarà capitato di dire al tuo bambino il mantra genitoriale “fermati, attento, non correre che sudi, fai così che è meglio, non fare questo, non fare quello, si dice così…”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Va bene se fai fare dei laboratori dove tuo figlio fa esperienza del mondo che lo circonda, senza manifestare troppe apprensioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;">Basta porsi <b>le tre domande magiche:</b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>1- Sta arrecando danni a sé stesso in ciò che sta facendo?</b></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>2- Sta arrecando danni ad altri in ciò che sta facendo? </b></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>3- Sta arrecando danni all’ambiente in ciò che sta facendo?</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se la risposta è <b>no</b>, prima che parta il tuo giudizio automatico, <b>fai un respiro profondo e lascialo fare, provare e anche sporcarsi</b> (<i>tanto c’è la lavatrice e ti ricordo che esistono vestiti che possono non essere stirati</i>). Tutte queste esperienze saranno fondamentali nella sua vita, più di mille laboratori, eventi culturali, cinema del mondo, perché avrai lasciato la libertà di seguire il suo intuito e indirettamente imparerà ad avere fiducia in sé stesso, attraverso l’esperienza pratica e diretta che avrà permesso un apprendimento che resterà come un sigillo per sempre. A distanza di tempo ti ringrazierà, anche solo dicendoti <i>“mamma ti ricordi quando abbiamo visto la coccinella nel prato quel giorno?”</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;">Riepiloghiamo:</h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="ul1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li2"><b>Lascia fare l’esperienza di vestirsi da solo</b> (in <a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/tata-montessori/9-principi-montessori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>questo articolo</b></a> ti spiego meglio) senza sostituirti anche fino ai 7-8 anni solo perché fai prima. Nel farlo tu, potrà avere problemi di coordinazione nel vestirsi e nel movimento. Dopo non stupiamoci se “è un po’ goffo!”. Grazie al Montessori ho trovato dei trucchi per accompagnare i bambini nella vestizione autonoma che hanno aiutato <i>anche me</i> a riappropriarmi di questo tassello mancante della mia esperienza di bambina. Basta che sono concentrata e che ricordo i trucchi o le formulette magiche che uso con i bambini e anche per me il gioco è fatto!</li>
<li class="li2"><b>Lascia costruire, smontare ed inventare, purché sia nella sicurezza</b> (rispondendo alle tre magiche domande di prima). Ogni qualvolta interverrai con un altro tipico giudizio genitoriale <i>“lascia stare, non sai fare, faccio io”</i>, sappi che stai togliendo la possibilità di fare un’esperienza, affinare i suoi movimenti e minando alla sua autostima. Ma se non mi lasci provare? – penserà giustamente il tuo bambino. So che lo fai in buona fede. Tante volte mi sono sentita dire queste parole e questo ti porta ad essere poco pratico da adulto, anche nella manualità un po’ goffa con cui rimetti una lampadina perché soltanto l’hai visto fare e non hai provato, e a non credere in te stessa e nelle tue capacità.</li>
<li class="li2"><b>Fai fare attività di vita pratica</b>, come travasi, pulizie, vestirsi da solo e cucina che allenano al problem-solving e affinano la manualità fine, altrimenti si troveranno da adulti che nel travasare acqua da una bottiglia all’altra senza imbuto, la metà la faranno uscire fuori. Parola di Tata Montessori per la sua esperienza! <i>Impiegherai minor tempo a mostrare come fare e ne sarai ripagato di monete d’oro d’affetto per tutta la vita, rispetto a dire i soliti rimproveri genitoriali. </i></li>
<li class="li2"><b>Chiedi a lui “come possiamo fare”. </b>Per migliorare la capacità del problem solving, chiedi a tuo figlio “<i>come possiamo fare?”,</i> lo stai allenando sempre più a trovare soluzioni con il minor numero di passaggi possibili, quello che verrebbe detto in un termine montessoriano “economia dei movimenti” (minimo sforzo – massima resa), solo ciò che serve senza disperdere energie inutili.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ecco in cosa mi ha aiutato il Montessori da adulta e come vedo che condividere la mia esperienza e ciò che ho imparato con i bambini può aiutare anche te genitore!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Come far ambientare bene un bambino a scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 16:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pedagogia Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Tata Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi scrivo a te, cara maestra, che hai già ricominciato a lavorare con ancora un piede nella beata vacanza e l’altro dentro quel cancello, dove a giorni suonerà l’assordante campanella e ci saranno ondate di bambini urlanti. Quest’anno probabilmente avrai dei nuovi bambini e ti chiederai <b>qual è il modo migliore per accogliere al meglio i nuovi alunni e i genitori.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da tempo siamo abituati a parlare di “<i>inserimento</i>” e magari non ci è mai venuto neanche in mente di riflettere sul vero significato! Come ti spiegavo nel mio precedente <strong><a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/tata-montessori/iniziare-la-scuola-a-settembre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articolo,</a></strong> prevede che sia il bambino ad adeguarsi ad un ambiente, subendo in modo passivo le circostanze, deciso da un adulto che crede troppo spesso di sapere cosa è bene per lui. Occorre parlare di <b>“ambientamento”</b> per cambiare il proprio punto di vista sull’infanzia ed è quasi una rivoluzione a livello pedagogico ed umano. In questo caso si lascia il tempo al bambino di acclimatarsi e familiarizzare con l’ambiente, divenendo quindi soggetto attivo nel suo percorso di crescita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>È l’ambiente che accoglie il bambino ed è a sua misura.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Partendo già da questa nuova prospettiva, andiamo a vedere quant’è importante e delicato il tuo ruolo, cara maestra!</i> &lt;3</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ogni inizio lascia un segno indelebile in ognuno di noi, dal primo giorno di scuola al nuovo lavoro! </b><i>Te lo ricordi? Come stavi?</i> Io ancora ricordo la borsetta di Bugs Bunny con manico dell’asilo che aveva un particolare odore (direi un misto di plastica e vaniglia) quando l’aprivo e la paura di andare in un posto così grande ai miei occhi. Sono stata una di quelle bambine dal pianto inconsolabile per diverso tempo. Lavorare con i bambini a scuola mi ha permesso di lavorare su questo evento del mio passato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quale bambini immaginate che mi capitassero all’inizio? </i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ovviamente quelli dal pianto inconsolabile! Riflettendo sul mio passato, mi sono chiesta <i>“cosa avrei voluto che facesse la maestra?”</i> ed in modo chiaro mi è arrivata la risposta: “<i>abbracciarmi</i>”. Abbracciavo e accoglievo il bambino in lacrime dicendogli “<i>hai proprio ragione. Devi avere molta paura!</i>”, e questa <b>empatia</b> li spiazzava e smettevano di piangere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>L’insegnante o educatore ha un ruolo fondamentale all’inizio della scuola, </b>cerca di ricordare di avere un atteggiamento rispettoso dei tempi e delle modalità, senza giudicare, ed essere sempre disponibile e accogliente, affinché si crei in modo naturale la fiducia necessaria con il bambino. <b>Occorre sviluppare empatia, ascolto attivo, voglia di mettersi in gioco e in discussione con te stessa, sospendere il giudizio.</b> Posso assicurarti che non è facile quando sei lì per accogliere i bambini e avere gli occhi scrutanti di mamme felici, ma preoccupate. Più o meno consciamente ci si aspetta che la maestra sia perfetta in questo periodo storico, ma la realtà è ben diversa. Respira e lascia andare ogni tipo di pensiero o giudizio. Ti richiederà molte energie e presenza, ma poi ne raccoglierai i frutti in una relazione di qualità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il bambino e la sua mamma sono un tutt’uno, un universo emotivo costellato di tante sfumature, dalla profondità e amore alle preoccupazioni ed insicurezze, da tenere sempre presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>La nostra attenzione va troppo spesso in automatico sul bambino, il “piccolo ed indifeso, bisognoso di attenzioni”, dimenticandoci della madre che sta per vivere un forte momento di separazione dal suo bambino, che fino a quel momento è stato il suo mondo!</b> La mamma conosce meglio di chiunque altro il suo bambino, lo ha portato in grembo 9 mesi, lo ha allattato, accolto e tranquillizzato nelle lunghe notti interminabili senza sonno. <i>La mamma può vivere sentimenti, sensazioni e pensieri contraddittori</i>, volendo da un lato che il bambino sia felice e faccia esperienza, dall’altro che qualcuno abbia le sue stesse cure e accortezze nel comprendere il bambino, oppure di essere sostituita in quanto l’educatrice diventerà una figura di riferimento che potrà assistere ad alcune delle prime conquiste del bambino, portandola a sentirsi in colpa per non esserci stata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Per un ambientamento armonico del bambino è importante tenere presente sia l’universo di emozioni e preoccupazioni delle mamme, sia quelle del bambino, dal momento che è il filtro maggiore verso il mondo esterno per la costruzione dell’identità del bambino stesso, del suo sviluppo emotivo e cognitivo. Osservare il legame madre-bambino ci permetterà come educatori di focalizzare al meglio il nostro intervento da trasmettere sicurezza al bambino attraverso routines, la cura e l’accortezza nel farlo sentire come a casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>La madre (o la figura di riferimento) è la <i>chiave d’accesso</i> per un buon ambientamento del bambino: più sarà tranquilla e si sentirà accolta, più lo sarà il bambino.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quindi, Ilà, come bisogna fare questo ambientamento?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>L’ambientamento ha una durata massima di tre settimane. </b><i>Cosa?!? Tre settimane?</i> <span class="s1"><i>No no, ciao, ciaone! Io resto felicemente con il mio bell’inserimento, starai pensando!</i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se seguirai questa modalità e indicazione avrai mamma e bambini sereni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella <b><i>prima settimana</i></b>, pur chiedendo sempre all’educatrice, sarà la mamma ad aiutare il bambino nelle autonomie di base per rassicurare nella fase iniziale. Nella <b><i>seconda settimana</i></b> sarà l’educatrice insieme alla mamma e <b><i>dalla terza</i></b> sarà l’educatrice ad occuparsi del bambino. So che è molto tempo per mamme che lavorano o per le educatrici che hanno in aula per tante settimane le mamme, ma è il modo per affrontarlo con serenità e permettere al bambino di ambientarsi con calma. Se opterai per un ambientamento frettoloso e poco rispettoso, potrai trovarti in situazioni spiacevoli, come pianti inconsolabili di cui ti parlavo prima, paure di abbandono, e dover riproporre l’ambientamento dall’inizio. <b>La gradualità è fondamentale per una separazione attiva.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Ti do alcuni suggerimenti che sono stati efficaci e vincenti nella mia esperienza scolastica! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È importante <b>rendere l’ambiente più accogliente e confortevole</b> possibile, da far sembrare come se ci si sentisse a casa. Potete mettere candele, vasi e anche le foto delle varie famiglie dei bambini, attraverso un’attività, per rendere il luogo più ospitale. <b>Predisponi una postazione</b> <b>con sedie </b>(non a misura di bambino) <b>confortevoli per gli adulti</b>, possibilmente in una stanza o zona dove il bambino passa la maggior parte del tempo, avvisando il bambino che la mamma sarà li per leggere (libri che metterai a disposizione, su come educare i figli piacciono molto) o per scrivere ciò che osservano nel proprio bambino durante la mattinata. L’importante è che lei si tenga occupata e non stia con ansia, preoccupazione che il bambino inevitabilmente sentirà, nonostante la mamma non abbia detto una parola. Chiedi di stare con atteggiamento rispettoso e non invadente. Tu, come insegnante puoi accogliere i genitori preparando per loro una tisana, come una coccola che doni loro per alleviare il momento difficile di separazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Una volta ho preparato insieme ai bambini le tisane per le mamme e le abbiamo servite con il carrello. È stato un momento emozionante per entrambi! Dovevi vedere come si dilettavano e tenevano a prendersi cura delle proprie mamme che ovviamente erano commosse, trattenendo a volte a stento l’emozione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ricorda al genitore presente nell’ambientamento di <b>non intervenire</b> mentre il bambino è in fase di scoperta ed esplorazione dell’ambiente e di <b>non interagire con altri bambini</b> perché potrebbe suscitare gelosia ed essere destabilizzante a livello emotivo, ai fini del suo ambientamento. Ovviamente richiedi di <i>non usare e non far usare cellulari, tablets</i> e dispositivi vari che tendono a distrarre entrambi, portando il bambino a richiedere maggiori attenzioni. Trasmetti al genitore la grande opportunità che ha di assistere a questo importante passaggio del figlio insieme a te.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ricorda loro di chiedere il permesso a te per prendere o fare qualcosa. </b>In questo modo saranno da modello e aiuteranno a far comprendere al bambino la tua figura di riferimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se il genitore non è presente perché preso da impegni e cellulare, il bambino si sentirà solo e farà fatica ad affidarsi.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Mi raccomando, ricorda a te stessa e ai genitori che se il bambino non saluta, ci possono essere tanti motivi. Saluta tu per prima abbassandoti alla sua altezza il più possibile e guardandolo negli occhi e a forza di farlo, vedrai che quando si sentirà pronto lo farà. Dai fiducia ai suoi tempi, <b>il bambino</b> <b>arriverà a</b> <b>salutare da solo, senza forzature</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È una fase di passaggio delicata, cerca sempre di comprendere qual è il vero bisogno della madre o del bambino in questione. Ogni loro preoccupazione è legittima e non è un diretto attacco o affronto alla tua persona. <b>In caso abbiano dei dubbi, prendetevi uno spazio per parlarne in tranquillità, non in presenza dei bambini. </b>Chiedi di non intervenire e appuntare ciò che non condividono o non hanno compreso e ne parlerete appena possibile in orario extra-scolastico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Lascia che il bambino possa esplorare e giocare liberamente. </b>Sii presente per lui ogni volta ti chieda di guardarlo e <i>valorizza in positivo</i> ogni cosa che riesce a fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Prevedi alcune <i>attività creative mamma-bambino</i>, ma soprattutto passate molto tempo a giocare all’aperto.</b> Quando avranno scaricato la loro energia, saranno pronti per piccole attività laboratoriali propedeutiche ai vassoi dei materiali che metterai nell’ambiente per favorire la concentrazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ricorda sempre che se il bambino piange è normalissimo</b>, sta per vivere un grosso cambiamento. Sta a te accogliere la sua emozione e valutare come sta andando l’ambientamento, comunicando tempestivamente al genitore come porsi nella situazione specifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ricorda sempre al genitore di non andarsene di nascosto e di salutare sempre prima il figlio</b> dicendogli: <i>&#8220;Ora Mamma/papà va via&#8230; ma torna presto!&#8221;</i>. Gestisci l’allontanamento con gradualità per entrambi (5-10/15-30 minuti…), chiedendo di rispettare esattamente quell’orario, sia per una questione di fiducia sia per fare in modo che il bambino indirettamente acquisisca il concetto di tempo dall’esperienza diretta. Se va a fare spesa, ricorda per la sua credibilità di portare con sé la spesa al ritorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spero di esserti stata d’aiuto e se hai bisogno di una supervisione per un ambientamento rispettoso scrivimi una mail a <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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		<title>Iniziare la scuola a settembre: un dramma preannunciato!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 15:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Tata Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Tra poco ricomincia la scuola!!! L’inserimento al nido, alla scuola dell’infanzia e alla primaria mette in crisi ogni genitore. <em>Come saranno le maestre? Si troverà bene con loro?</em> E con i compagni? Tanti dubbi affiorano la tua mente!<br />
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Così in questo articolo voglio parlarti della <strong>differenza tra inserimento e ambientamento.</strong> L’<em><u>inserimento</u></em> implica l’adeguarsi di un bambino al contesto esistente, l’<em><u>ambientamento</u></em> invece si riferisce all’ambiente che accoglie il bambino nella sua unicità, con rispetto e modellandosi alle sue esigenze. Se si accompagna il bambino in questo processo e si instaura una sinergia tra casa e scuola, si favorirà una <em>separazione attiva</em>, che avverrà in modo spontaneo, momento in cui il bambino è protagonista delle sue conquiste e del suo percorso di crescita.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Tuo figlio si troverà per la prima volta in un contesto diverso da quello familiare e potrebbe provare <strong>emozioni come la curiosità, la gioia e la paura.</strong> Dal momento che si separerà dalla sua figura di riferimento che è la sua base sicura, è fondamentale che il processo dell’ambientamento venga fatto in modo sicuro.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il principio base che ho adottato nella mia esperienza scolastica e che porta ad un buon ambientamento del bambino è il <strong>rispetto dei tempi di ogni singolo bambino</strong>. Arriverà da solo a capire che quello è un ambiente per lui, i suoi amici e l’insegnante, dicendo “ciao mamma, ora puoi andare”. Allo stesso modo anche per te questo processo può creare ansia e preoccupazione. <strong>Il tempo varia da bambino a bambino, partendo da un minimo di due settimane, non in soli 2-3 giorni. So che non renderà felici educatrici ed insegnanti avere genitori in classe per diversi giorni ma il vero ambientamento del bambino richiede tempo.</strong> Per evitare mamme e papà che si sentono inadeguati e bambini in lacrime, il segreto è che venga fatto in modo rispettoso dei suoi tempi.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">In questa fase molto importante e delicata, <strong>l&#8217;atteggiamento che avrai influenzerà in modo determinante il modo in cui tuo figlio affronterà l&#8217;ambientamento.</strong></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sono naturalmente propensi ad esplorare il mondo e l’ambiente che li circonda, a socializzare e a fidarsi. C’è chi arriva prima e chi arriva dopo. <strong>L’importante è aspettare che spicchi il volo da solo.</strong> Tutti lo fanno, occorre aver pazienza e non forzare le cose o fare paragoni. Sicuramente vuoi per tuo figlio il suo bene: che venga all’asilo contento e sereno.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Come genitore non dimenticare di rilassarti e di respirare profondamente. Hai la grande possibilità di alleggerire il tuo senso di responsabilità ed essere lì ad osservare tuo figlio. <em>Come si muove nello spazio? Come interagisce con gli altri? Ha modalità comunicative che ho io? Cosa preferisce esplorare in un posto nuovo?</em></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Scoprirai cose e gusti dei tuoi figli che ti stupiranno. Sedetevi comodi, godetevi una bella tisana, un buon libro e se volete appuntate ciò che osservate. Ecco alcuni consigli per genitori ed insegnanti che nella mia esperienza ho trovato utili per un ambientamento sereno e che voglio condividere con te.</p>
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<h4>Consigli ai <b>GENITORI</b> per un ambientamento sereno al nido e all’infanzia:</h4>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>1. </strong>È importante <strong>prevedere una postazione con sedie</strong> (non a misura di bambino) <strong>confortevoli per gli adulti</strong>, possibilmente in una stanza o zona dove il bambino passa la maggior parte del tempo, informandolo della tua postazione. È più che dimostrato che qualunque variabile esterna nelle dinamiche di gruppo altera gli equilibri. Tu, come insegnante puoi accogliere i genitori preparando per loro una tisana e proponendo dei libri perché si intrattengano. Una volta ho preparato insieme con i bambini le tisane per le mamme e le abbiamo servite con il carrello.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>2. </strong> È consigliabile che entri nell’ambiente scolastico con un <strong>atteggiamento di profondo rispetto.</strong> Sarà il <em>“tempio sacro dell’apprendimento, della scoperta e della crescita di tuo figlio”.</em> <strong>Chiedi il permesso per prendere o fare qualcosa.</strong> Non toccare ogni cosa come fosse tua, con poca presenza. <em><u>Qualunque cosa farai sarà da modello per tuo figlio nell’approcciarsi alla scuola.</u></em> Sarà un’occasione introspettiva anche per te.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>3. </strong>Quando <strong>tuo figlio</strong> non saluta, ci possono essere tanti motivi. Dai fiducia ai suoi tempi, che <strong>arriverà a salutare da solo, senza forzature.</strong> Non significa che non hai educato tuo figlio e non sei una brava mamma (o un bravo papà) e che lui è un orso eremita, semplicemente ha bisogno dei suoi tempi.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>4. </strong><strong>Spegni il cellulare.</strong> Tutta la tua <em>attenzione deve essere per lui.</em> Dedicati esclusivamente a questo. Puoi osservare, scriverti un diario di bordo, meditare e leggere, cose che spesso immagino non hai tempo di fare.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>5. </strong><strong>Potrai apprezzare il valore del silenzio e dell’osservazione.</strong> Se hai bisogno di scambiare due chiacchiere con gli altri genitori, puoi farlo fuori in uno spazio neutro, avvisando il tuo bambino che stai per uscire. <em>Hanno bisogno di tranquillità e concentrazione per esplorare.</em> Sei lì per osservare e sostenere tuo figlio. <strong>A fine mattinata, all’uscita potrai confrontarti con gli altri genitori.</strong></p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>6. </strong><strong>Puoi affidarti all’insegnante</strong> che accompagnerà tuo figlio alla scoperta del suo potenziale. Ti aiuterà e sosterrà in questa importante fase di passaggio.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>7. </strong><strong>Rispetta il lavoro educativo che viene fatto anche quando non lo capisci</strong>, se hai qualche dubbio o qualcosa che non ti è piaciuta puoi chiedere a fine mattinata ma non in presenza del bambino. Piuttosto che intervenire aspetta, respira e osserva. Intervenire e contraddire l’agire educativo dell’insegnante non faciliterà un buon ambientamento.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>8. </strong>Se durante la mattinata, il bambino ti chiede di svestirlo, andare in bagno o aiutarlo in qualunque altra cosa, digli <strong>“chiediamo alla maestra…”</strong>, essendo la Casa dei Bambini e dell’insegnante: uno spazio tutto per loro. Nel caso l’insegnante lo reputerà ti chiederà di intervenire, fallo solo in quel caso!</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>9. Lascialo esplorare e giocare, senza incoraggiare a farlo.</strong> Non giocare con lui perché sei lì per osservare e leggere. Saranno previste <em>attività creative mamma-bambino</em>. Lì potrai interagire, seguendo le indicazioni pedagogiche che ti verranno date.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>10. Se più volte chiede di essere accompagnato anche da te, assecondalo.</strong> Quando vedrai che è più tranquillo e seguirà l’insegnante, a quel punto <em>sta a te indietreggiare</em>, fermarti e tornare al tuo posto. Lasciando spazio, felicità, fiducia e gioia per questo suo passo coraggioso.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>11. Se il bambino piange è normalissimo,</strong> sta per vivere una nuova grande emozione come quando sei al tuo primo giorno di lavoro o un colloquio importante di fronte all’edificio colossale della nuova compagnia. Come ti sentiresti? Il pianto è comunicazione ed espressione delle sue emozioni e bisogni. Rabbia, frustrazione, angoscia sono sane espressioni liberatorie del suo stato emotivo legato all’approcciarsi a qualcosa di nuovo. È importante accogliere la sua emozione anche solo con un abbraccio, senza troppe parole.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>12. Non andartene di nascosto, saluta tuo figlio</strong> dicendogli: <em>&#8220;Ora Mamma/papà va via, ma torna presto!&#8221;</em>. Se vedi che sta bene, prova ad allontanarti, per esempio con la scusa di una telefonata ma sempre avvisandolo prima. Torna dopo 5 minuti ed ogni volta dilata sempre più i tempi. Se dici, per esempio che vai a comprare il <em>pane</em>, è bene che torni con esso.<em> Una questione di fiducia.</em> Organizzati se la scuola è decentrata portandoti per esempio il pane in macchina. Quando torni comunica che sei arrivato/a. È importante che sappia che può <u>fidarsi</u> di te e impari che se gli dici che torni, poi torni davvero. Se dici 5 minuti, torna dopo 5 minuti esatti di orologio, in modo che indirettamente apprende quanti sono effettivamente i 5 minuti che hai detto.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>13. Parla sempre al tuo bambino della scuola con entusiasmo</strong>, ricordagli tutte le cose belle che potrà fare.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spero di essere stata d’aiuto per te insegnante e per te genitore. Resto a disposizione per eventuali supervisioni per un ambientamento rispettoso. Se ti senti in difficoltà posso accompagnarti e sostenerti in questo percorso, mandando una mail a <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a>.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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