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5 frasi da evitare con i tuoi figli

 

Oggi voglio condividere una citazione sulla comunicazione con il bambino di Maria Montessori che trovo molto utile per ripensare la qualità delle relazioni odierne:

 

“Quel che l’adulto gli dice rimane inciso nella sua mente come se uno scalpello l’avesse impresso nel marmo. Pertanto l’adulto dovrebbe valutare e pesare tutte le parole che pronuncia davanti ai bambini, perché essi hanno sete d’imparare e di accumulare amore.”

 

Per una relazione autentica con gli altri è fondamentale ripensare la comunicazione. Il primo passaggio è riconoscere le proprie emozioni e saperle comunicare in modo efficace.

 

Se comunichiamo con giudizi, pretese e accusando l’altro, dall’altra parte possiamo trovare solo muri. Il secondo passaggio è comprendere che l’altro –adulto o bambino – abbia dei bisogni che possono essere soddisfatti o non soddisfatti.

 

Quello che ho notato è che ci sono alcune frasi che sentiamo o diciamo tutti i giorni che potrebbero effettivamente essere più dannose che buone.

 

Evita frasi come “Aspetta che tuo padre torni a casa”, “Che piangi a fare?”, “Se fai così, …”, “Ti porto in collegio” o “Vorrei che fossi più come tuo fratello/tua sorella” con i tuoi figli ma ne parleremo in dettaglio più avanti.

 

Oggi voglio invece soffermarmi su frasi molto comuni che sarebbe meglio evitare e cosa dire in modo efficace.

 


 

Frase numero 1: “Sbrigati dai!”

Tuo figlio ci mette tanto a vestirsi (questa è una cosa che mi dicono spesso), far colazione, insiste a legare le scarpe da ginnastica (magari non gli è stato spiegato bene), ed è in ritardo per andare a scuola (di nuovo). Viviamo in una società frenetica, del “non c’è mai tempo”, con poche ore di sonno e una montagna di cose da fare (lavoro, stirare, cucinare, giocare, stare con i figli, partner… e per noi stesse?).

Dire “sbrigati” finisce solo per creare ulteriore stress, nonostante l’intento positivo di spronarlo a fare più veloce. Il bambino si sentirà in colpa nel sentirci così agitati e finirà per arrabbiarsi nel vedere che non riesce. Ha bisogno del suo tempo per prepararsi. Quando senti che stai per agitarti e sei sul punto di perdere la pazienza, fai un paio di respiri profondi.

Ricordati che gestisci e organizzi il suo tempo. Se sai che impiega 15 minuti per vestirsi, avvisalo 20 minuti prima. Sgridarlo innesca un vortice di tensione e discussione che se lo cronometri (l’ho fatto diverse volte) dura di più della tua attesa, osservando ciò che fa, senza intervenire.

Pensi che sia difficile? Prova a verbalizzare nella testa ogni azione che fa il bambino, come ad esempio “sta sfilando la manica destra, ora sta sfilando la manica sinistra ecc…”, che ti permetterà di essere impegnata e concentrata in qualcosa e lasciare a lui il suo tempo. Il bambino sentirà calma e fiducia in questo modo.

Puoi dirgli anche: “vedo che hai bisogno di tempo e tranquillità. Al tempo stesso mi piace rispettare orari e impegni presi. Ti chiedo per favore di essere pronto per quando la lancetta arriva al numero…”.

 

Frase numero 2: “Non possiamo permettercelo.”

È facile usare questa risposta predefinita quando tuo figlio ti prega per quel giocattolo che vuole tanto, così facendo si finisce per mandare il messaggio che non hai il controllo delle tue finanze.

Scegli un modo alternativo per trasmettere la stessa idea, ad esempio “Non lo compreremo perché stiamo risparmiando i nostri soldi per cose più grandi (come la casa o una macchina o le vacanze)“.

Se insiste ulteriormente, può essere che ti chieda maggiori attenzioni. Provate a costruire assieme ciò che ti chiede con materiali di riciclo, dando sfogo alla fantasia e al colore. Se è più grande, hai una finestra aperta perfetta per spiegargli come viene pianificato e gestito il denaro in famiglia.

 

Frase numero 3: “Lascia stare, ti aiuto io”

Quando tuo figlio sta lottando per costruire una torre di lego o finire un puzzle, è normale che vorresti intervenire e dargli una mano.

E invece non farlo! Se fai il passo troppo presto, ciò può minare l’indipendenza di tuo figlio perché guarderà sempre agli altri per le risposte che cerca. Se vuoi veramente essere d’aiuto, fai domande guida per accompagnarlo a risolvere il problema, sparpagliando tutti i pezzi ben visibili: “Quale pezzo è il più grande tra questi? E il più grande tra questi altri? Proviamo a fare un tentativo.”

Se ci sostituiamo non gli permettiamo di sperimentare, sbagliare, crescere. Si sentiranno incapaci e sfiduciati sulle loro capacità. Attraverso l’errore potranno apprendere e la loro autostima accrescerà.

 

Frase numero 4: “Niente dolce se non finisci la cena.”

Il ricatto emotivo ha un effetto nocivo perché il bambino viene inutilmente sottoposto a stress, temendo di perdere l’amore e l’approvazione dei genitori e sentendosi in colpa. È importante che ogni bambino senta l’amore incondizionato che lo circonda nella sua famiglia.

Questa espressione sposta l’attenzione sul dolce diminuendo il piacere del pasto stessol’opposto di ciò che vorresti che succedesse, giusto? Modifica il messaggio in questo modo: “Prima mangiamo quello che è nel nostro piatto e poi abbiamo il dolce”. Un piccolo cambio di comunicazione ha un impatto molto positivo sul tuo bambino.

 

Frase numero 5: “Stai attento.”

Dicendo questo mentre il tuo bambino sta in bilico sul marciapiede, su un gioco, in realtà quello che stai facendo è rendere più probabile che cada perché lo metti sotto pressione. Le tue parole possono distrarlo da ciò che sta facendo, quindi perde la concentrazione.

Se ti senti ansiosa, stagli vicino, rimanendo il più silenziosa possibile. Affiancalo rimanendo presente e concentrata in qualcosa che stai facendo, come ad esempio il tuo respiro, ai tuoi movimenti e allo stesso tempo puoi verbalizzare col pensiero ogni azione che sta facendo. Tu sarai concentrata e lui avrà il suo tempo di sperimentare.

 


 

Se vuoi capire di più delle frasi e parole che sono utili per aiutare la crescita del tuo bambino scrivimi su info@ilariacichetti.com e sarò contenta di poterti aiutare.

 

Ci vediamo al prossimo articolo, un abbraccio e buon lavoro!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

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