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Come crescere figli senza ciuccio!

 

Eccomi caro lettore!
Parliamo ancora di ciucci con la seconda parte dell’articolo: “Ciucci si, ciucci no?”.
Dopo le rivelazioni storiche e psicologiche che ti ho elencato nella prima parte dell’articolo CIUCCIO SI, CIUCCIO NO! LE ORIGINI, oggi approfondiamo come affrontarlo.

 

Esiste un momento preciso per togliere il ciuccio?

 

Quello che succede spesso è posticipare perché non abbiamo voglia di pensarci, ci diciamo “poi ci penso” e intanto glielo lasciamo, così siamo tutti più tranquilli.

 

E se ti dicessi che non funziona?

 

Non risolverai infatti la situazione, anzi si complicherà quando arriverà il momento di toglierlo. A questo punto, solitamente entriamo in crisi perché non sappiamo nemmeno da dove iniziare.

 

In molti casi questo passaggio porta i genitori a utilizzare tutta la creatività che hanno per inventare storie per dire addio al ciuccio. Mi meraviglio sempre nel sentire le storie più svariate e le situazioni più creative che si inventano per spiegare al bambino come dare addio al ciuccio. Da “voli di ciucci” a personaggi inventati”, ho sentito veramente di tutto.

 

Ti racconto la mia esperienza personale.

 

I miei genitori sono stati molto creativi, oggi al pensarci mi fa sorridere e ricordare la storiella -“della cacca dell’uccellino”- (ho scoperto che in realtà erano fichi secchi). So che l’hanno fatto con tutto il cuore ma non sanno che ogni giorno mi domandavo come avevano fatto quegli uccellini “impertinenti” ad andare a fare la cacca sopra il mio ciuccio, dentro il cassetto poi! Un mistero!!! 😀

 

I bambini sono intelligenti e qualunque cosa ti inventi non basterà. Ti potranno dire “vabbè comprane un altro” o vorranno comprarlo loro stessi direttamente da Amazon. ;D

 

Quindi, per aiutarti a rendere questo “addio” il più immediato possibile ti do un consiglio: se puoi non comprarlo per niente!

 

Pensaci bene, in fondo lo usiamo quando piange e sta esprimendo un suo disagio, soprattutto quando è molto piccolo. In molti di questi casi la soluzione potrebbe essere un abbraccio o semplicemente un po’ di attenzione da parte tua che te ne prendi cura.

 

Prima iniziano a scoprire i propri sentimenti e le loro emozioni, più velocemente saranno in grado di riconoscere e manifestare chiaramente i propri bisogni.

 

Usare il ciuccio per zittire i loro bisogni non è utile alla loro crescita anzi può veramente creare una dipendenza. Come adulti, in quanto loro guida, se abbiamo scelto di usarlo saremo noi a dover dare uno stop.

 

Per aiutarti in questo passaggio ti lascio una piccola dritta: prima di tutto, se hai deciso di togliergli il ciuccio, preparalo psicologicamente. Sarà veramente sradicare una loro abitudine e lo so, è una doppia fatica ma ho fiducia che ce la farai!

 

Da dove iniziare?

 

Prima di tutto convinciti che puoi sostituire il ciuccio con la tua presenza, che saprai accogliere la frustrazione, la tristezza, la rabbia, la sonnolenza e il bisogno di consolazione di tuo figlio. Prova gradualmente a essere più presente quando vive un disagio prima di togliere definitivamente quest’abitudine. Guardalo di più negli occhi, parlaci di più, accoglilo e ascolta le sue emozioni, abbraccialo.

 

Fagli capire che ci sei, che lo capisci e che sei lì per trovare una delle 100 soluzioni ai suoi problemi (in un altro articolo le spiegherò ;)). Le tue buone intenzioni arriveranno al bambino.

 

Quando inizierete ad abituarvi entrambi a questa modalità, nascerà automaticamente un nuovo tipo di relazione tra di voi. Piano piano non sentirà più la mancanza del ciuccio. Non spaventarti se all’inizio è faticoso, è del tutto normale.

 

SÌ, è possibile crescere i propri figli senza ciuccio! Richiede come sempre un grande lavoro su di sé ma in fondo i bambini ci aiutano proprio a crescere e risolvere i nostri vissuti. In bocca al lupo, so che puoi farcela!

 

Al prossimo articolo! Un abbraccio!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

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