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Cucù settete: se non c’è non si vede

 

Ciao a tutti!
Bentornato sul blog.

 

Eccomi di nuovo per raccontarti il mondo visto direttamente dagli occhi di un bambino. Questa volta vorrei parlarti di un episodio che mi è successo tempo fa con un bambino di tre anni. In una mattina soleggiata, eravamo seduti per terra vicino alla finestra che dava sul giardino, e avevamo un cartellone con scritto in corsivo “che tempo fa?” dove poteva attaccare il disegno del tempo che prima avevamo osservato fuori in natura. Improvvisamente cambia il tempo e il sole viene coperto dalle nuvole. Il bambino con grande stupore e poi con convinzione esclama: “Oh, il sole non c’è più!”.

 

Una situazione simile è accaduta anche nei giorni successivi con un oggetto che aveva visto e poi avevo riposto.

 

A questo punto mi sono fatta la domanda: “Come funziona la realtà per i bambini?”

 

Dietro l’affermazione “se non c’è, non si vede” si nasconde una logica perfetta. C’è=si vede; non c’è=non si vede! E dovevi vedere con che convinzione lo ha detto!

 

Perché succede?

 

I bambini sono completamente immersi nel presente. Spesso chiediamo loro di fare un elenco di cose. Immagino che ti sarà capitato di dire “metti la giacca, poi le scarpe, riordina e vai in giardino”.

 

Quello che per noi risulta semplice e banale a loro invece li manda in tilt. Finisce che ci guardano allibiti e noi perdiamo la pazienza perché non lo fanno o non ci sentiamo ascoltati. È importante dire una cosa alla volta. I bambini sono ciò che fanno e che vedono, non hanno la testa da qualche altra parte come spesso può succedere a noi adulti. Se qualcosa scompare dal loro sguardo non è più parte del loro presente. Hanno bisogno di molta concretezza da parte di noi adulti.

 

Un gioco educativo che in questo senso può aiutarli nell’elaborazione della realtà è proprio il “cucù settete!”, un must di ogni generazione. È molto divertente e vedrai quanto si scompisciano dalle risate!

 

Si può fare dai 3 mesi, ma è molto più indicato dai 5-6 mesi. In questo modo possono capire che le cose che non vedono, non sono scomparse ma riappariranno subito dopo alla loro vista. Li aiuta anche quando soffrono di “ansia da separazione” dai genitori tra i 7 e gli 8 mesi.

 

A tutti i bambini a cui ho proposto il gioco è piaciuto molto e me lo hanno chiesto diverse volte. La loro risata è un principio di consapevolezza del meccanismo “c’è ma non si vede”.

 

Con un po’ di tempo potrai provare con una pallina o il suo giocattolo preferito. Prova a dire: “Dove sarà finito? Oh! Eccolo!”. Un semplice gesto questo che lo aiuterà a comprendere la sua percezione visiva.

 

Il bambino attraversa una fase di animismo, in cui ogni l’oggetto reale o nel gioco prende vita. Lo aiuta a stare nel mondo e a conoscerlo.

 

Il fatto che gli oggetti abbiano vita, scompaiano per poi riapparire come per magia è una forma di controllo della realtà e della potenza del suo pensiero.

 

Abbiate fiducia anche quando dice cose molto originali perché i bambini sono precisi e generalmente non confondono il piano della realtà con la fantasia.

 

Buoni cucù settete a tutti! Un abbraccio! Al prossimo articolo!

Ilaria Cichetti – Tata Montessori

 



 

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