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	<title>Figli Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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	<title>Figli Archivi - Ilaria Cichetti</title>
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		<title>10 consigli per neomamme nei primi tre mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 15:03:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Dalla mia esperienza di Tata Montessori e dalle tante famiglie che ho conosciuto, voglio condividerti<b> 10 consigli per neomamme utili nei primi tre mesi</b>, al di là delle classiche raccomandazioni che immagino sappiate già.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sono 10 consigli per neomamme utili nei primi tre mesi che ogni donna e mamma ha bisogno di sentirsi dire in un momento così delicato della sua vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Diventare mamma, anche se sei alla tua seconda, terza o quarta esperienza <b>è sempre una novità</b>. È sempre una prima volta, anche dopo aver “sfornato” più figli perché <b>ogni bambino è una storia a sé.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>I figli non sono di nostra proprietà.</b> <i>Sono un dono e noi li curiamo e li accompagniamo per prepararli alla vita, senza aspettative e pretese. </i>Un atto di grande amore! Immagina due altipiani con un dirupo nel mezzo che il tuo bambino deve attraversare. È come se fossimo una grande mano-scala mobile invisibile che li accompagna traghettandoli con delicatezza da una sponda all’altra. Una volta che mettono il loro piede sull’altra sponda, la mano invisibile si ritrae e lascia che il bambino segua il suo corso. È veramente breve la nostra traversata insieme! Vivila intensamente, pur sapendo che è costellata di alti e bassi, preoccupazioni e gioie e che puoi farcela!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Fidati di ciò che senti. <b>Nessuno meglio di te conosce il tuo bambino!</b> Sei tu l’adulto e la guida, anche quando ti accorgerai di aver fatto degli errori, benedetti e sacrosanti che ti aiuteranno a ricalibrare il tiro, crescere e capire cosa fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>È il mestiere più difficile del mondo che si impara e si aggiusta strada facendo!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="p1" style="color: #393939;"><strong>Ecco i miei 10 consigli per neomamme utili nei primi tre mesi:</strong></h4>
<ol>
<li><b>Ricordati che è tutto normale!</b> Ripetiti il mantra <i>“Sono fantastica, ce la posso fare!”</i> più che puoi. Avrai alti e bassi, dove non sai dove sbattere la testa, ti viene da piangere, dubiterai di te all’inverosimile con il classico “piange perché ha fame o ha sonno? Come lo calmo?”. È tutto N-O-R-M-A-L-E! I tuoi ormoni sono sballati come se avessero fatto due giorni consecutivi di rave, con livelli di estrogeni che giocano un ruolo importante in questa partita della finale di coppa campioni. <i>Hai appena avuto un figlio!</i> È importante ricordarselo che come donne tendiamo a chiederci sempre di più, di più e di più! Il “dovrei” fare questo e quello, il passare molte ore da sola col tuo piccolo, questo strano e sconosciuto essere che piange (per motivi ignoti alla nostra mente) e dorme, porta spesso le mamme a sentirsi sole con la responsabilità di mandare avanti tutta la baracca da sole. In ogni cosa nuova possiamo aver bisogno di tre mesi per adattarci, datti tempo. Un po’ alla volta andrà sempre meglio. Respira, <b>se sei rilassata riesci a sapere cosa è bene per il tuo bambino.</b></li>
<li><b>Prenditi cura di te! </b>Dopo il parto dovete pensare solo al riposo. È stato impegnativo per entrambi. Una volta, la donna stava a letto, era coccolata ed aiutata da tutte le donne della famiglia per 40 giorni dopo il parto, il puerperio, con rispetto. Oggi la vita frenetica non lo permette molto e non ce lo concediamo. Rallenta e non badare a quello che dice la società che “dovrebbe essere così o cosà”, che quella mamma sta meglio prima di te ecc… Ognuno ha i suoi tempi. <i>Rispettali!</i> Se riesci, dormi quando dorme il tuo piccolo, anche se immagino che potrebbe non essere facile dormire a comando. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f601.png" alt="😁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Concediti dei momenti per te, accenditi una candela o un po’ di musica rilassante, fai un bel bagno caldo! Fai una bella passeggiata, stai all’aria aperta, anche da sola! Se non senti di uscire da sola, cerca un gruppo della tua zona di <a style="color: #f46438;" href="https://www.mammaf.it/elenco_location.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="s4"><b>MammaFit</b></span></a>, mamme che fanno passeggiate o ginnastica con i passeggini, così puoi condividere ciò che stai vivendo. È importante e ci aiuta a non sentirci sole.</li>
<li><b>Mangia salutare e bevi tanto. </b>Preparati e fatti preparare delle belle insalatone proteiche, mangia frutta secca e tanto tanto cioccolato, che alza il tono dell’umore in modo naturale e contiene magnesio che migliora le funzioni neurologiche e muscolari. Per prevenire la disidratazione, il mal di denti, visione offuscata o mal di testa, è importante che bevi molta acqua e tisane.</li>
<li><b>Culla, allatta e osserva il tuo bambino. </b>La maternità con i suoi primi momenti è qualcosa di meraviglioso. Cullalo e state il più possibile a contatto pelle a pelle (<i>anche il papà!!!)</i>. Osserva il suo respiro, prova ad imitarlo entrando in relazione attraverso il respiro e dopo un po’ segui il ritmo del tuo respiro. Piano piano vi sintonizzerete assieme! Allatta il tuo bambino: è importante per la sua salute. Se hai problemi rivolgiti a qualche <b>consulente in allattamento</b>(elenco <a style="color: #f46438;" href="http://www.aicpam.org/soci-aicpam/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Aicpam</b></a>, elenco consulenti <a style="color: #f46438;" href="https://www.lllitalia.org/cerca-una-consulente-in-zona.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Leche League</b></a>, una <b>Doula</b> (elenco <a style="color: #f46438;" href="http://www.douleitalia.it/katia-negro/cerca-la-tua-doula/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Associazione Doula Italia</b></a>, elenco <a style="color: #f46438;" href="https://www.mondo-doula.it/trova_doula.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <b>Mondo Doula</b></a>), una<b> Peer Supporter Allattamento</b> (da consultare il sito <a style="color: #f46438;" href="https://www.mammole.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <b>Mammole</b></a>). Osserva come comunica col suo corpo: puoi arrivare da sola a comprendere e codificare ciò che ti sta dicendo.</li>
<li><b>Tutto è transitorio! </b>I momenti passano. Tutto passa! Se oggi è andata così così, domani andrà meglio. Sii paziente con te stessa! Non deve essere tutto perfetto al primo colpo! Avrai momenti di fiumi di lacrime, ed è normale! Anche se sei dentro a questo dolore e a mille emozioni altalenanti che sembrano non avere fine, ricordati che prima o poi tutto passa. Niente resta fermo così com’è, perché la vita è dinamica! <b>Cerca di non complicarti e rendi tutto più semplice, come ad esempio anche l’uso di tutine comode per il tuo bambino.</b> Per gli abiti dai mille bottoni e alla moda c’è sempre tempo!</li>
<li><b>Il diario delle neomamme.</b> Segna su un diario, quaderno o agenda del tuo bambino le conquiste, le cose che hai superato e le fatiche di questi momenti. Ti aiuterà a fare memoria ed essere fiduciosa di ciò che fai. Troppo spesso parliamo al negativo di cosa NON sappiamo fare o cosa manca. Annota tutti i ricordi, le tappe, i momenti importanti e se vuoi segna anche le poppate giornaliere (l’ora, la durata, la quantità…). Non possiamo ricordare tutto! Anche se inizialmente ti sembrerà di sì, col tempo che passa non è ricordare certe informazioni con esattezza. Ogni giorno concediti un premio per ciò che sei riuscita a fare come già il semplice grande fatto di esserti presa cura del tuo bambino. <b>Ogni fine mese segna 3 cose che sei riuscita a fare o a comprendere. </b>Ti darà molta più sicurezza in te stessa! Se non c’è chi te lo dice o ti dà la pacca sulla spalla, puoi farlo tu! È importante diventare genitori di sé stessi quando si diventa mamma o papà. Altri strumenti di memoria importante possono essere le foto da stampare e mettere su un album che sfoglierai con tuo figlio (i bambini adorano rivedere le proprie foto da piccoli) o fare dei video che riguarderai ogni volta che lo vorrai.</li>
<li><b>Sappi chiedere e accettare aiuto.</b> Come donne tendiamo con una facilità impressionante, anche per secoli di storia alle spalle che non sto qui ad elencare, a caricarci di tutto, a non delegare, a dover essere perfette con pretese di tornare a lavoro dopo due giorni, a dover capire e saper fare tutto al primo colpo, ad avere la sindrome dell’aiutante in modo innato. Hai appena avuto un figlio! <b>Lascia spazio al papà, prenditi un momento per te.</b> Chiedi aiuto al tuo partner, a parenti di cui ti fidi o ad amici. Ovviamente è importante che rispetti i tuoi tempi: ti senti pronta o non ti senti pronta a dare tuo figlio in braccio a qualcun altro? Non c’è una risposta giusta o sbagliata! Sappi chiedere e accettare aiuto che ti arriva per fare due chiacchiere, prendere una tisana o semplicemente farti una doccia.</li>
<li><b>Limita con cortesia le visite.</b> Avete bisogno di riprendervi entrambi. Chiedi cortesemente a parenti, amici e imbucati alla festa di aspettare un po’ di tempo. Sarebbe troppo forte per entrambi! <b>Dai tu degli orari e delle disponibilità per le visite, senza sovraccaricarti.</b> Piano piano verranno tutti a trovarti! Non preoccuparti se sei in pigiama o in tuta! Non deve essere tutto perfetto! È un momento delicato! Se durante la visita inizi a sentire la stanchezza, sentiti libera di dirlo e di ritirarti in camera, senza pensare che “sia scortese”.</li>
<li><b>Tornerai a dormire. </b>So che è difficile crederci quando sei nel tunnel senza fine e non vedi la luce, ma è possibile. Lascia stare i paragoni con altre mamme e bambini: ogni bambino è una storia a sé. È del tutto normale non sopportare le poppate notturne che interrompono il sonno e vorresti soltanto sparire col primo biglietto sola andata su una spiaggia caraibica dove c’è un’amaca tutta per te ad aspettarti per dormire i prossimi 18 anni della tua vita <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f601.png" alt="😁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Se sei stanca, annebbiata e solo ti alterni tra letto e cibo, sappi che anche questo è normale. L’allattamento è un gran lavoro! Organizzatevi e fatti aiutare nelle altre cose il più possibile. <b>Hai solo bisogno di riposo e coccole </b>(per ora solo coccole, cari papà. Escono entrambi da un parto e vi state adattando tutti, gli uni agli altri. Con un po’ di pazienza riprenderete la vostra importante intimità di coppia!)</li>
<li><b>No alla ricerca ossessiva di stimoli corretti per il tuo bambino!</b> Sta già facendo un lavoro grandissimo nell’entrare in relazione con te e nel fare ciò che fa quotidianamente. Piano piano inizierà a muoversi e scoprire il suo corpo in tranquillità sarà il suo lavoro principale. Potrai mettere qualche nastrino appeso, ma poca roba! Lascialo sperimentare col suo corpo senza anticipare alcun tipo di postura, con i suoi tempi può arrivare tranquillamente a girarsi, gattonare e anche camminare.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Spero che i miei 10 consigli per neomamme utili nei primi tre mesi ti siano stati d’aiuto. Buona scoperta mamma e papà con il vostro bimbo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio!<br />
Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
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<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Diventare genitori: I primi giorni a casa con il neonato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 12:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti della meraviglia, delle difficoltà iniziali e dell’organizzazione nei primi giorni nel <b>diventare genitori</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Innanzitutto voglio complimentarmi con te perché <b>diventare genitori significa aver voluto intraprendere questa avventura, aver concepito insieme con tanto amore un figlio e aver dato alla luce una creatura stupenda con il supporto fondamentale del tuo partner</b>. Già il semplice fatto di aver dato alla luce questo <i>meraviglioso essere umano in miniatura</i> – come spesso si sente dire ed è verissimo, perché ha molte più capacità e facoltà di ciò che crediamo, in quanto riconosce suoni, odori e sente perfettamente i tuoi stati d’animo – ti dà già dei superpoteri per passare al livello successivo del videogioco. Non sarà facile e ti richiederà molto tempo per prenderci confidenza e imparare a conoscere il bambino!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Non c’è un evento nella vita di adulti più bello e al tempo stesso più spiazzante di quello di diventare genitori. C’è un momento in cui per tutti arriva il must della genitorialità <b><i>“Oh, #$!&amp;%&#8230;! E adesso che cosa facciamo?” </i></b>, già da quando si è in ospedale, di ritorno verso casa o nei giorni successivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È un passaggio NORMALE, che ci aiuta a realizzare che siamo diventati genitori e non è più quello che fantasticavamo durante la gravidanza! <b>Dal mondo fantasticato alla realtà potrebbe esserci un atterraggio un po’ brusco con diverse difficoltà, ma è anche questo il bello e fa parte del percorso!</b> Sul momento sembreranno grosse catastrofi e problemi insormontabili che col tempo guarderai indietro con un sorriso accogliente verso la persona che eri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ci sono emozioni forti e a volte contrastanti</b>, il momento tanto atteso nel guardare tuo figlio per la prima volta, immaginarsi la poesia e l’idillio e trovare una faccina provata dal grande sforzo di nascere che ci porta anche se solo per un istante a pensare <i>“ammazza che brutto aho!”</i>. Dal non sapere come montare la carrozzina per la prima volta che sembra un’opera di ingegneria aerospaziale, al non sapere se stai mettendo bene il pannolino con conseguenti “frane, smottamenti e nubifragi” epici, ai problemi di allattamento, dal non aver preparato bene tutto l’occorrente per il bambino e non esserti organizzato al meglio, a tensioni nella vostra coppia, al dedicarsi completamente al bambino e poco a sé stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Per quanto ti abbiano spiegato, raccontato, hai intervistato 300.000 persone, spulciato tutti i siti possibili in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo – visto che eri in maternità e non sapevi come passare il tempo –, letto tutti i libri possibili e immaginabili, <i>ci sarà sempre quel momento in cui sbatteremo il muso con la realtà e ci verrà da piangere all’inverosimile, sentendoci sole, non sapendo cosa fare, provando una frustrazione pazzesca!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><b>È proprio lì che la magia accade!</b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Trovi una forza dentro di te che non avresti mai detto</b> (<i>perché in fondo diciamocelo, da genitori scopri di avere i superpoteri e riesci a fare cose che mai avresti immaginato</i>) dall’incontro del tuo sguardo con quella creatura meravigliosa! Contatto pelle a pelle, una scintilla nel cuore, la magia e tutto cambia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>I figli sono un dono ma ricordiamoci che cresciamo anche noi CON i figli!</b> Accogliere dentro di noi questo grande assunto del mettersi da parte, avere fiducia nella vita e nel bambino che è arrivato significa fare i conti quotidianamente con noi stessi e con la nostra infanzia, guardarsi dentro e accogliendo ogni nostra parte. <span class="s2">Diventare genitori è rinascere, come trovi in questo mio articolo &#8220;<a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/genitori/genitori-im-perfetti-come-rinascere-in-4-passi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>genitori imperfetti come rinascere in 4 passi&#8221;, </strong></a>come avere una seconda possibilità di rivivere la nostra infanzia con le cose belle e le ferite, risistemando i vari tasselli!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Prendersi cura di un bambino ci può fare mettere in atto delle dinamiche che continueranno a farci soffrire e a far soffrire anche lui stesso, cercando magari di dimostrare che saremo più bravi dei nostri genitori, finendo a volte per ripetere le stesse cose che facevano e non ci piacevano. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ci vorrà del tempo e tanta pazienza per elaborare i vissuti della tua vita, essere il genitore che vorresti e prendere confidenza con questa nuova fase. Ti consiglio questo mio altro <a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/genitori/genitori-im-perfetti-come-rinascere-in-4-passi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>articolo,</b></a> dove troverai 6 azioni che ti possono aiutare ad essere un genitore migliore da tenere sempre a mente e cercare di praticare il più possibile negli anni a venire. Capiteranno le volte che inciamperai in vecchi schemi, dinamiche e credenze e poi ti rialzerai. A volte saranno più le cadute, ma piano piano arriverai a sentire tua questa nuova modalità, pur avendo qualche “caduta di stile” ogni tanto e sapendo gestire meglio quelli che sono i tuoi punti deboli dove costantemente sai di inciampare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Torniamo al momento in cui arrivate a casa e non sapete cosa fare.</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Panico!</i> <i>Ti auguri che arrivi per magia il manuale delle istruzioni d’oro, ma purtroppo non accade.</i> Diventare genitori è la cosa più sconvolgente che possa capitare nella vita di ognuno di noi e non occorre nessun manuale: <b>puoi farcela con le tue forze!</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>La prima cosa che consiglio di solito è di calmarsi, fai un respiro profondo!</i><b> </b>Ci vogliono tempo, pazienza, tranquillità, rispetto, disciplina, sensibilità, accoglienza, responsabilità, attenta ed acuta osservazione, per imparare a conoscervi. Sia la mamma che il bambino vengono da un grande sforzo e possono essere molto stanchi e affaticati. Consiglio sempre di limitare le visite durante i primi giorni che sono fondamentali per l’assestamento mamma–papà–bambino, a meno che non siate voi genitori a chiedere aiuto. Il bambino arriva in questo mondo che è diverso dalla condizione che conosceva, passando dall’ospedale (per chi partorirà lì) al viaggio di ritorno a scoprire la sua casa con odori, rumori e soprattutto questi due esseri che ha sempre sentito parlare che sono mamma e papà. <i>Tanta roba eh!</i> <b>È importante rispettare la volontà e gli spazi dei neogenitori</b>, senza passare avanti e far vedere come fare, che li manderà soltanto in frustrazione. Da parte dei genitori <b>è importante avere anche il coraggio di saper chiedere aiuto</b>, quando se ne ha bisogno e sentirsi pronti che quel bambino venga preso da braccia che non sono le vostre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Organizzare l’ambiente di casa che vi accoglierà al ritorno vi aiuterà a vivere meglio questo passaggio</b>, senza dover arrivare a casa con lo shock dell’ &#8220;<i>adesso che faccio!&#8221;</i>, un pugno di mosche e tutto da spacchettare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Ecco alcune indicazioni pratiche da fare prima del parto, in modo che le troviate pronte al vostro rientro, decidendo di comune accordo la disposizione degli oggetti:</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Preparate insieme già tutti i vestitini del bambino nei cassetti, togliendo gli imballaggi, ad una altezza che non vi affatichi troppo nel prenderli;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Preparate insieme il fasciatoio con tutto l’occorrente (salviette, pezze di cotone, pannolini, cremine e quanto altro ritenete utile);</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se usate la culla, il lettino, il cesto preparate già le lenzuola e la copertina;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Prevedete un angolo-nido per l’allattamento, con cuscini o una semplice sedia a dondolo per il vostro momento di nutrimento e intimità, senza cellulare;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se usate la carrozzina o l’ovetto, fate prove tecniche di montaggio e smontaggio, per evitare di trovarvi nella situazione spiacevole in cui dovete montarla, non sapete come fare, avete il bambino e 300 cose in braccio e inizia il pianto disperato;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Fate scorte di cibi pronti (anche preparati da voi) in freezer per le prime due settimane. So che qualcuno potrebbe essere contrario, ma può aiutare per poter vivere in relax la fase di conoscenza iniziale e riprendervi.</li>
</ul>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4 style="color: #393939;"><b>Al rientro, invece:</b></h4>
<ul>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">parlate entrambi al vostro bambino spiegando bene che quella è la sua nuova casa e mostrando ogni singolo spazio, chiamandolo per nome, facendolo sentire incluso e rispettato;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">mantenete delle luci molto soffuse;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">usate un tono di voce basso e gentile;</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">rispettate il bisogno di riposo di mamma e bambino.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il papà ha un ruolo fondamentale nel far sentire la mamma accolta, accudita e a casa con piccoli gesti, come ad esempio la sua tisana o il suo dolcino preferiti e lasciarle momenti di riposo e spazio per lei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Diventare genitori</b><b> è fare i conti con tutte queste difficoltà e scoprire che in fondo se ascolti il tuo cuore sai già farlo e non hai bisogno di nessuna istruzione!</b> Abbi fiducia che andrà tutto bene e saprai farlo alla perfezione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio!<br />
Al prossimo articolo!</p>
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<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>5 consigli su come riordinare le cose dei bambini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 11:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi ti spiego <b>come poter affrontare il riordino con semplicità ed armonia con i bambini</b>, grazie ad una semplice formula che ho inventato nelle mie esperienze scolastiche montessoriane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sempre più spesso incontro nel mio lavoro di Tata, <b>famiglie che non sanno come fare per tenere la casa in ordine, con genitori che finiscono per mettere a posto i giocattoli <i>al posto</i> dei figli. </b>Pupazzetti e costruzioni sotto al divano (<i>rifugio preferito dei “giocattoli sperduti” insieme a Peter Pan</i>), sedia della scrivania sommersa dai vestiti, giocattoli sparsi sul pavimento da non vedere più un centimetro, disegni e colori che appaiono nei meandri più assurdi dei cassetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Fatta questa premessa mi spiace deluderti ma <i>i tuoi figli non sono disordinati</i>. In realtà <b>i bambini sono</b> tutto l’opposto di ciò che credi: <b>amanti e ligi difensori dell’ordine e della pulizia</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Probabilmente starai pensando <i>“no, non è mio figlio!”</i>, <i>“Tata Ilaria è impazzita all’improvviso!”</i>. È un’attitudine naturale e anche per Maria Montessori vi è una fase precisa che i bambini manifestavano che chiamava <b><i>periodo sensitivo dell’ordine</i></b>. Tutto dipende da com’è l’ambiente in casa ovvero da come viviamo noi adulti l’ordine.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ricordati che <b>l’ordine esteriore aiuta a creare ordine interiore. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Andiamo allora a vedere quali possono essere i motivi.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sicuramente può dipendere dall’esempio. </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Quante volte ci capita di lasciare cose a metà? Quanti di noi mettono a posto un oggetto appena hanno finito di usarlo?</i> Ad esempio mentre cucini, magari hai sui fuochi una pentola e due padelle ed in ognuno devi versare tre cose in tre barattoli diversi. Li richiudi e li rimetti a posto appena finito uno alla volta o qualcuno ti resta aperto sul piano di lavoro?<b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il bambino assorbe tutto dall’ambiente che lo circonda. </b>Se lasci cose sul piano di lavoro, non stai concludendo una cosa appena finita rimettendola a posto.<b> </b>Così il messaggio che passiamo è di lasciare le cose a metà, che riordinare ci pesa ed è la cosa più noiosa del mondo! Magari poi finiamo anche per lamentarci che tocca a noi mettere a posto sempre i loro giocattoli, ma ti sei chiesto da dove lo ha visto?! <b>I bambini possono essere disordinati sia perché hanno genitori disordinati, sia per ribellarsi a genitori maniaci dell’ordine e della perfezione.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un altro motivo potrebbe essere che tu abbia <b>uno spazio non ben organizzato e stimolante per la sua età</b>. Se il bambino ha i giocattoli in quei contenitori di plastica giganti – <i>pratici solo per adulti e non per bambini che personalmente sconsiglio vivamente </i>&#8211; e vuole proprio quel giocattolo in fondo a tutta quella montagna, cosa credi che farà per comodità?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Lo rovescerà tutto, esatto!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Caos e apocalisse sul pavimento con battuta finale da film horror:<i>“io non metto a posto!”</i>! Chiunque andrebbe in frustrazione a rimettere a posto una montagna del genere e quindi si oppone!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Al suo posto come ti sentiresti?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>La soluzione è avere poche cose per tipo, giuste per la sua età, che riesce a rimettere a posto da solo!</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ai bambini occorre un ambiente semplice, accogliente, essenziale e soprattutto MINIMAL, non quegli ammassi di giocattoli accumulati e regalati serialmente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se sono</b> <b>bambini iperstimolati, carichi di energia a 1000, nervosi o distratti è molto difficile che mettano a posto</b>. Avendo molta energia, in realtà non sanno come incanalarla e la disperdono indirettamente, con il risultato che si riverserà direttamente sull’ordine della cameretta e delle loro cose. <b>Può dipendere dal loro bisogno di muoversi e scaricare l’energia in eccesso</b>, basta prevedere momenti della giornata dove possa farlo, andando a correre insieme nel verde. Per questo ti linko il mio <a style="color: #f46438;" href="https://ilariacichetti.com/bambini/la-gioia-di-un-bambino-che-corre-corri-con-lui/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>articolo sul correre insieme</b></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Se non si sente visto, tuo figlio potrebbe tenere tutto in disordine, sapendo che al genitore dà fastidio, pur di avere attenzioni,</b> in quanto il genitore sarà preoccupato da altre priorità e non dal vedere la vera essenza del figlio. Il bambino ha sicuramente un disagio che esprime e manifesta come può, che corrisponde molto spesso con l’esempio che gli è stato dato. Ad esempio, se io genitore uso, anche inconsciamente la manipolazione, come ad esempio <i>“se vuoi bene a mamma, fai questo/quello”</i>, indirettamente sto facendo da modello su come relazionarsi nella vita. Anche il bambino imparerà ad utilizzare la manipolazione per ottenere ciò che vuole. Inconsciamente ed indirettamente passa il messaggio che va bene fare così, se lo fanno mamma e babbo. Occorre comprendere il disagio del bambino e lavorare su quello, non giudicarlo o fossilizzarsi sul “sintomo” che tiene tutto in disordine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Magari ti starai chiedendo <i>“e se di questi motivi io ce li avessi tutti o buona parte? Che devo fa’, Ilà?”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Ecco alcuni consigli: </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">1- <b>Osserva i segnali che ti manda il tuo bambino</b> – l’osservazione ed il porsi delle domande è fondamentale. Osserva cosa fa, cosa prende, cosa sistema e cosa lascia in giro il tuo bambino. <i>Per quale motivo lo fa? Di cosa ha bisogno? Cosa mi sta dicendo/chiedendo?</i> Magari è interessato ad altro, ha troppi oggetti, ha un bisogno “nascosto tra le righe” e lo dice sporcando o mettendo in disordine? A me è capitato con un bambino a scuola che, all’inizio del mio percorso, rovesciava “volutamente” l’acqua della brocca a terra ed aveva colto il mio disagio nel bagnare o sporcare tutto e quindi attirava sia la mia attenzione sia indirettamente era una richiesta di aiuto per un suo bisogno. Non è stato facile per me! Quando ho iniziato a pormi delle domande e osservando la sua passione per l’acqua, ho capito cosa voleva dirmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li class="li3" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Respira, stai serena che il bagnato si asciuga e non muore nessuno.</i></b> Da lì ho creato un simpatico cartello per avvisare tutti che il pavimento fosse bagnato.</li>
<li class="li3" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Aveva bisogno di travasi, </i></b>esplorando un aspetto di sé stesso in rapporto con l’acqua, dal momento che nell’ambiente ancora non c’era qualcosa che glielo permettesse. Così ho inserito una struttura con due bacinelle e dei vassoi con travasi di acqua. Da lì non l’ha più rovesciata “volutamente” e con aria di sfida. Il suo bisogno era stato accolto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">2- <b>Sii d’esempio</b> – Con gioia e (se ti aiuta) anche cantando <i>“Basta un poco di zucchero e la pillola va giù!”</i> di May Poppins riordina senza rimandare e lasciare cose incompiute a metà. Metti in ordine, sparecchia, sistema ogni cosa quando la finisci, fai una cosa per volta – soprattutto! <b>Quando una cosa è terminata, si mette a posto.</b> Questo aiuterà a dare il buon esempio. Tuo figlio ti osserverà e lo aiuterà ad interiorizzare questo modus operandi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">3- <b>Usa il mio “magico mantra del riordino”</b> –<i>E se capita che fai già tutte queste cose, ma tuo figlio “se ne frega altamente” e lascia fare a te?</i> Probabilmente avrà compreso e appreso che c’è chi lo fa per lui, non c’è motivo per sforzarsi. Con i bambini ho inventato una formula che avevano talmente interiorizzato che quando poi capitava a me, senza accorgermene, erano loro a ricordarmi che toccava a me rimettere a posto quella cosa. Il mantra è <b>“Quello che ho preso io metto a posto io. Quello che hai preso tu, metti a posto tu!” </b>che ha sempre permesso una buona armonia e soprattutto senso di responsabilizzazione nei bambini. I bambini sono molto precisi e se tu rispetterai una regola molto chiara per il buon funzionamento della casa avrà anche più stima di te!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">4- <b>Riordinate insieme giocando</b> – Mettete in ordine insieme, soprattutto quando è piccolo, sin dai primi mesi, ad esempio collaborando in modo che uno passa i pezzi e l’altro li mette nel suo cestino, aspettando i tempi del bambino senza fretta. Piano piano arriverà a farlo da solo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se è grandicello e ancora fa fatica, magari c’è da recuperare qualche tappa riguardo all’autonomia, tornando indietro e facilitando le cose, ad esempio con dei cartelli. <b>Provate ad inventare dei giochi per allietare questo momento, come dei ricercatori che scoprono tesori in giro</b>, delle principesse che devono sbrigarsi a risistemare la pista da ballo dove a breve si terrà il gran Galà, degli gnomi che riassettano la grande casa dell’albero per la festa delle foglie dell’anno e chi più ne ha più ne metta! <i>Divertimento e risultato assicurati!</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">5- <b>Organizzate i giochi al meglio</b> – Disponi ripiani, cassetti e scaffali bassi e suddividi i giochi in dei cestini o piccole scatole, maneggevoli per un bambino. Sono ben accette le etichette per aiutarlo a orientarsi meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se hai bisogno di una consulenza personalizzata per riorganizzare gli spazi, invia una mail a <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a> e sarò ben lieta di accompagnarti in questo percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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		<title>5 consigli pratici su come educare alla gentilezza e all&#8217;empatia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 12:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio parlarti di <b>quanto sia importante educare i bambini alla gentilezza o meglio alla comunicazione empatica, di cui tanto si parla ma poco si applica.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se tutti crescessimo con questa consapevolezza e accortezza nel relazionarci avremmo sicuramente una società migliore. Siamo in un momento storico dove tutto è dato per scontato e si va sempre di fretta ma abbiamo il tempo di guardare Instagram e Facebook e mettere i like. Ci dimentichiamo, nel frattempo, di salutare con un “buongiorno” quando entriamo in un negozio o incontriamo un vicino, ringraziare dopo aver ricevuto un’informazione, chiedere il permesso ad un adulto (figuriamoci ad un bambino!), essere paziente in fila senza spingere per la fretta o superare qualcuno al supermercato, ascoltare chi parla ed aspettare il proprio turno di parola, mettere da parte il cellulare quando si è in una conversazione, alzarsi da tavola quando tutti hanno finito, saper chiedere scusa col cuore senza dare tutta la colpa all’esterno, riporre la sedia a posto quando si va via dal ristorante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Siamo considerati una generazione di <i>maleducati </i>(grandi e piccoli), perché disconosciamo le buone maniere e anche per fretta non ci prestiamo più la dovuta attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quante volte sento dire: <i>“Quant’era bella la nostra infanzia con un tempo più dilatato, dove si portava rispetto agli anziani e ci si aiutava con i vicini!”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi chiedi al cellulare e trovi un’applicazione che ti consegna in 7 minuti un uovo che ti manca in frigo, non di certo ad un vicino, che poi perdi tempo con i formalismi a chiedere come sta e finisce che ti attacca una pezza di due ore, quando a te serve solo un uovo per fare il ciambellotto per i tuoi bimbi, che non avevi controllato la mattina in frigo, sempre per la fretta! Siamo arrivati a queste assurde dinamiche in meno di un ventennio!</p>
<p><a href="https://amzn.to/35cMQq6!" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-6834 size-medium" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-300x298.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-150x150.jpg 150w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_-100x100.jpg 100w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51ZxCWL125L._SY494_BO1204203200_.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">So che è un’affermazione forte, ma sicuramente se nessuno mi spiega il motivo per cui dovrei cedere il posto sull’autobus anche se sono stanca, dovrei aspettare il mio turno di parola o chiedere il permesso, non saprò di certo farlo ed ignorerò l’esistenza di tali norme di comportamento. Ecco un libro carino di Annie Grove per bambini che spiega questi motivi e supporta i genitori nelle spiegazioni “<a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/35cMQq6!" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Leon e le buone maniere</b></a>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ti darò qualche consiglio pratico su come fare. Sicuramente la base sai già qual è, se mi segui da un p</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">o’! <b>IL TUO ESEMPIO</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://amzn.to/2APHMtS" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignright wp-image-6838 size-medium" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_-196x300.jpg 196w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41coM6DjrqL._SX324_BO1204203200_.jpg 326w" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" /></a></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Innanzitutto è importante che <i>ti chiedi se credi nella gentilezza, se possaessere la chiave di svolta per un futuro migliore, se pensi possa contribuire a portare un cambiamento nella tua vita e nel mondo, se sei disposto a metterti in gioco per essere un esempio empatico e gentile</i>. Ecco un libro che potrebbe aiutarti a sondare questi quesiti <a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2APHMtS" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>La forza nascosta della gentilezza</b> (Sperling &amp; Kupfer, 2017)</a> di <b>Cristina Milani</b>, studiosa di psicologia cognitiva comportamentale e di comunicazione, per cui <b>il segreto è l’impegno di ciascuno di noi, scatenando un effetto domino con chi abbiamo attorno</b>. Le persone attorno a noi apprenderanno per osmosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Ti suggerisco altri tre libri:</strong></h5>
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<ol>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/35b03zP" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Genitori con il cuore</strong></a> di <b>Jan Hunt</b> sul Natural Parenting.</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2onZHoO" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Crescere i bambini con la Comunicazione</b> <b>Nonviolenta</b></a> di <b>Marshall Rosenberg</b> e</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a style="color: #f46438;" href="https://amzn.to/2OAwhij" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>Come parlare perché i bambini ti ascoltino &amp; come ascoltare perché ti parlino</b></a> di <b>Adele Faber ed Elaine Mazlish</b>.</li>
</ol>
<p><a href="https://amzn.to/35b03zP" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-6829 size-medium alignleft" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_-213x300.jpg 213w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/51psPRSb0jL._SX353_BO1204203200_.jpg 355w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></p>
<p><a href="https://amzn.to/2onZHoO" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6828 size-medium alignleft" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_-186x300.jpg 186w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/410nZuDX1VL._SX307_BO1204203200_.jpg 309w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></a></p>
<p><a href="https://amzn.to/2OAwhij" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6827 size-medium alignnone" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_-194x300.jpg 194w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/41c1lmh8L._SX321_BO1204203200_.jpg 323w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Essere gentili NON significa che dobbiamo dire sì a tutto e farci mettere i piedi in testa in nome della gentilezza. Essere gentili fa parte del nostro cuore, in modo spontaneo perché nasciamo che vogliamo la nostra felicità e quella dell’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Ecco dei consigli pratici per educare i figli alla gentilezza e all’empatia:</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Saper comunicare le tue emozioni ed i tuoi bisogni. </b>Se i bambini impareranno a farlo saranno in grado di prestare attenzione ai bisogni degli altri, rispettando sé stessi. Prova a dire “<i>sono stanca, ho bisogno di riposo</i>” invece di “basta, non ti sopporto più!”, “<i>ho paura che ti fai male, sono preoccupata</i>” invece di “scendi, altrimenti mi arrabbio, poi ti fai male e te le do sopra!”. Semplice ed efficace! Ti aiuta a chiarire le tue emozioni anche a te stessa, che per noi è un compito difficilissimo e ti prendi la responsabilità di ciò che senti, senza incolpare qualcun altro.Ricorda che la rabbia è lecita ed importante come tutte le emozioni. Prova a calmarti con respiri lunghi e profondi e aiuta tuo figlio a farlo quando è arrabbiato, passato il momento acuto ne potete parlare assieme.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sii grata per quello che hai e insegna ai tuoi figli il valore della gratitudine.</b> Prendete un momento al giorno per ringraziare le persone che si prendono cura di voi, il cibo che avete dalla terra e dal lavoro dei contadini ecc…. Nei ringraziamenti metti anche le cose, gli <i>ostacoli </i>o gli <i>impedimenti </i>che ci aiutano a crescere, facendo passare col tuo esempio diretto un buon approccio all’errore, che Maria Montessori definiva <i>amico</i>.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Mostra il tuo interesse verso tuo figlio, come sta, cosa pensa e verso gli altri </b>in modo che impari a prendere in considerazione le persone care e anche chi è al di fuori della sua cerchia. I bambini in modo naturale si preoccupano e aiutano gli altri, come puoi vedere in <a style="color: #f46438; margin-top: 10px;" href="https://www.youtube.com/watch?v=UspdXUNkBH8" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><b>questo video</b></a> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/UspdXUNkBH8" width="1300" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Accompagna sempre la riflessione su questioni etiche</b>, cose che vive nella quotidianità, su come si potrebbe sentire il bambino di quel paese di cui avete letto qualcosa.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Essere un modello e una guida significa che dobbiamo praticare la gentilezza e l’onestà verso noi stessi e per noi stessi.</b> Non significa essere perfetti, ma essere veri, anche nelle emozioni “negative” comunicandole e farà sì che si fideranno di noi perché sappiamo <i>riconoscere i nostri errori</i>. Rispetta ciò che pensa il tuo bambino e ascolta le sue opinioni, senza giudizio, dimostrandogli come vorresti che ascoltassero te, perché dai più piccoli possiamo imparare molto.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Non dimenticarti anche nella quotidianità di:</b></h5>
<ul class="ul1">
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">salutare con un “buongiorno” quando entriamo in un negozio o incontriamo un vicino,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">ringraziare dopo aver ricevuto un’informazione,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">dire “prego”,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">chiedere il permesso ad un adulto (figuriamoci ad un bambino),</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">essere paziente in fila senza spintonare per la fretta o superare qualcuno al supermercato,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">ascoltare chi parla ed aspettare il proprio turno di parola,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">mettere da parte il cellulare quando si è in una conversazione,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">alzarsi da tavola quando tutti hanno finito,</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">saper chiedere scusa col cuore senza dare tutta la colpa all’esterno.</li>
<li style="color: #393939; font-size: 1.2em;">riporre la sedia a posto quando si va via dal ristorante.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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			</item>
		<item>
		<title>Genitori, ingegneri dell&#8217;autonomia dei figli!</title>
		<link>https://ilariacichetti.com/principi-del-metodo-montessori/genitori-ingegneri-dellautonomia-dei-figli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 11:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Natura del bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del metodo Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Montessori]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi ti parlerò della mia visione tra l’essere genitore e l’ingegneria, abbinata al Montessori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Questa idea è nata <i>da un laboratorio che ho fatto con alcuni bambini.</i> Era una struttura quadrata fatta con quattro rami legati tra loro, a formare una specie di cornice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6810" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg" alt="" width="1009" height="723" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio.jpg 1009w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-300x215.jpg 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-768x550.jpg 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/telaio-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ogni bambino doveva attorcigliare dei fili di lana, per poi infilare dentro delle foglie, per farne un quadro-telaio. Se avessi sorretto la struttura con le mie mani, avrebbero potuto attorcigliare i fili di lana. <b>La domanda che mi sono fatta è:</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b>Come potevo fare con tanti bambini contemporaneamente?</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Così ho costruito con dei pezzi di legno e delle mollette un supporto per tenere il telaio sollevato per ogni bambino, in modo che potessero tranquillamente attorcigliare da soli senza il mio aiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">La mia forma mentis da educatrice mi porta automaticamente a trovare delle soluzioni o chiavi d’accesso per <b>facilitare l’autonomia</b> delle persone. È la prima regola base per una buona educatrice!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Così è partita la mia ricerca sull’ingegneria.</i> Ha contribuito anche l’osservazione di diversi amici ingegneri: hanno alcune caratteristiche comuni che ti spiegherò e che rispecchiavano esattamente il concetto che volevo esprimere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Deriva dal latino <b>ingènium</b> (<i>capacità, ingegno, opera industria</i>), composto da IN participio di <i>appoggio</i> e GÈNIUM, che viene dalla stessa base di GIN-O o GIGN-O, <i>genero, produco</i>. Può essere inteso come <i>“natural potenza, d’intendere, d’inventare, di disporre, di operare, dello Spirito umano; Perspicacia, Talento, Mente.”</i> Ingegnere è anche “chi fa professione di trovare ingegni e macchine”. Come possiamo vedere è un campo di cui le competenze fondamentali non sono solo tecniche ma anche logiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><b><i>Si può applicare anche nel campo dell&#8217;educazione?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Sì! Nella pedagogia montessoriana</b> <b>noi adulti possiamo fare gli ingegneri e trovare soluzioni per l’autonomia dei nostri bambini</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">All’inizio ti potrà risulterà difficile ma poi ci prenderai gusto nell’inventare e costruire piccoli trucchi che facilitino l’autonomia dei più piccoli. Se tuo figlio è più autonomo, sarà più felice, di conseguenza avrai più tempo per te e anche tu sarai più felice. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Il segreto dell&#8217;autonomia di un bambino è rendere tutto accessibile, a sua portata.</b><i>Quando cucini dove tieni le pentole? Nell’armadio in alto in camera o in cucina a portata di mano per te?</i> La stessa cosa vale per il tuo bambino. Se le cose sono in alto, le opzioni sono due: o sarà un continuo “mamma mi prendi questo?” o si arrampicherà come una scimmietta mandandoti su tutte le furie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b><i>Chiediamoci: cosa fa l’ingegnere?</i></b></h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="ul1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Si occupa della progettazione di edifici, strutture o infrastrutture. Segue tutte le fasi, dalla progettazione all’esecuzione, fino alla manutenzione o ristrutturazione.</li>
<li class="li5">Osserva e raccoglie dati sull’ambiente su cui realizzerà la struttura e sui costi dei materiali di cui avrà bisogno.</li>
<li class="li5">Deve attenersi alla normativa del settore delle costruzioni e tener conto dell’impatto ambientale e dei vincoli paesaggistici.</li>
<li class="li5">Seguono i lavori di costruzioni e trovano costanti soluzioni efficaci nella risoluzione di problemi che fuoriescono in corso d’opera.</li>
<li class="li5">Si occupa della preparazione di documentazione per le gare d&#8217;appalto, perizie tecniche e consulenze.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come riportare queste mansioni per un genitore in chiave montessoriana nella facilitazione dell’autonomia del figlio?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ad esempio nella scuola il <b>rubinetto </b>era molto duro da aprire per i bambini ed era un continuo <i>“Ilaia mi aiuti?”.</i> Ho capito che sarei diventata in breve la guardiana del rubinetto, senza potermi vivere in tranquillità, così mi sono inventata un supporto affinché potessero fare da soli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-6818 size-full" src="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png" alt="" width="940" height="788" srcset="https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto.png 940w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-300x251.png 300w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-768x644.png 768w, https://ilariacichetti.com/wp-content/uploads/2019/10/rubinetto-600x503.png 600w" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>progettazione</b>, il genitore-ingegnere progetta un determinato supporto per l’autonomia del bambino, in questo caso per aprire facilmente da solo un rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Ti occuperai della <b>raccolta dati</b>, capendo come fare e facendo una lista del materiale che ti occorre, tenendo presente i prezzi. Avevo bisogno di un <i>bastoncino circolare resistente</i> che facesse da leva e lo scotch da elettricista per fissarlo bene al rubinetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Per quanto riguarda la <b>normativa</b>, dovrai attenerti alla <i>sicurezza</i> (che abbia gli angoli arrotondati), alla <b>leggerezza e maneggevolezza per il tuo bambino</b>. Al contempo assicurati che sia <i>in linea con i tuoi vincoli paesaggistici</i>, cioè con l’arredamento della tua casa. In base al colore del tuo bagno puoi scegliere se mettere uno scotch da elettricista bianco, nero o di altro colore, rispettando il design e i colori che hai pensato in origine per la tua casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; Sentiti pronta a trovare <b>nuove soluzioni</b>, in caso sopravvenissero in fase di progettazione e costruzione o successivamente per usura. Ricorda che col tempo e l’acqua lo scotch potrebbe non avere più la stessa tenuta e quando si usura toglilo tutto e fodera di nuovo. È normale perché il tuo bambino lo toccherà con le mani bagnate e a volte ancora un po’ insaponate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">&#8211; In caso di <b>perizie e consulenze</b>, una volta che avrai realizzato il tuo supporto per il rubinetto, sarai esperto e lo condividerai volentieri con altri genitori ed amici, che fino a quel momento disconoscevano l’esistenza di un supporto per il rubinetto. Anche gli errori nel costruirlo ti renderanno più esperta!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>Come credi che ho potuto costruire mobiletti e materiali?</i> Solo facendo avanti e indietro tante volte in ferramenta e dal falegname e facendo tanti errori. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>Una dote che ho osservato nella forma mentis degli ingegneri è la loro</b> <b>profonda capacità analitica nello scomporre tutto in sequenze</b>. Ogni azione finale o obiettivo è l’insieme di movimenti parziali tutti interconnessi tra loro che hanno una struttura logica. <b>Ogni azione complessa è l’insieme di tante azioni singole.</b> Ad esempio, non ci siamo mai soffermati a consapevolizzare i movimenti parziali che compiamo nell’aprire o chiudere una porta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se prestassimo attenzione, in primis, ascolteremmo di più il nostro corpo e come stiamo in quella determinata azione. È un buon esercizio pensare quali <b>azioni consapevoli</b> facciamo in ogni lavoro che facciamo, da poterlo riproporre con estrema chiarezza anche ad un bambino, solo facendo nel silenzio profondo, <b>evidenziando i movimenti parziali chiaramente con estrema lentezza,</b> che aiuta a focalizzare l’attenzione proprio su quel punto, come in ogni presentazione di un materiale montessoriano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><i>“Se si vogliono eseguire dei movimenti graziosi, non basta sorridere quando li si fanno. Nessun movimento ha l’aspetto armonico quando la sua sequenza logica è disturbata”.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ci sono innumerevoli azioni che compiamo quotidianamente composte da tanti movimenti parziali, come versare l’acqua, vestirsi, pulire qualcosa, apparecchiare. La scomposizione di un movimento sintetico in tanti piccoli movimenti ben evidenziati suscita sempre l’interesse del bambino, focalizzando l’attenzione, e dà all’esecuzione una dimensione più consapevole, grazie anche a delle improvvise e profonde intuizioni che il bambino ha nell’osservazione attenta, come fosse uno scienziato. I bambini adorano questo tipo di presentazione perché è a <i>sua</i> misura e rispetta le <i>sue</i> reali capacità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><b><i>Ricapitoliamo in due punti cosa fa un genitore-ingegnere Montessori:</i></b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<ol class="ol1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">
<li class="li5">Progetta e crea supporti per l’autonomia dei figli,</li>
<li class="li5">Scompone in microsequenza ogni azione per poterla mostrare in silenzio con lentezza (dal mettere una giacca a fare il fiocco alle scarpe).</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Un abbraccio! Al prossimo articolo!</p>
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<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>Piccoli “Cuochi” crescono: Bambini in cucina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2019 10:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata sul blog!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il cibo e la cucina in un Paese come l’Italia ha un’importanza fondamentale. Abbiamo un’antica tradizione culinaria popolare che viene tramandata dalle mamme e soprattutto dalle nonne, di generazione in generazione. È unica nel suo genere! Pensate a tutti i piatti regionali della vostra zona, ce ne sono praticamente un’infinità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Ci sono dei piatti che abbiamo in memoria tutta la vita.</strong> Ricordo ancora esattamente il sapore della pasta al pomodoro di nonna che mi faceva il sabato a pranzo. Inimitabile! Nessuno sa farla così per me. È qualcosa che resterà sempre nel mio cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ci sono anche altre credenze sulla cucina che abbiamo appreso. Tendiamo a pensare che <strong>i bambini sono inappetenti, golosi o problematici</strong> dal punto di vista alimentare, credendo di doverli educare anche in questo aspetto. Tranquilla, io ero la bambina più inappetente e scheletrica del quartiere. Temevano per la mia salute e che non avrei mai mangiato tante cose. Non so quanti chilometri hanno fatto i miei genitori e i miei nonni dietro a me in cortile con il pentolino di minestra, pregando in aramaico per quel cucchiaio in più. Col tempo arriviamo a mangiare e assaggiare più alimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Ti è mai successo che hai iniziato a mangiare cose da adulto?</em> <strong>Rispettiamo i tempi e i gusti dei bambini.</strong> Dalla mia esperienza e osservazione, ho constatato che i bambini sanno spontaneamente e in modo innato la stagionalità della frutta e verdura ed è il loro stesso corpo a richiederlo. Altra credenza o usanza è parlare del cibo in termini “fa bene” e “fa male”, come fosse una medicina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><i>Ma come ci approcciamo con consapevolezza al cibo?</i></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Cucinare è un’arte e implica tanti fattori. <strong>Il cibo è nutrimento per corpo, mente e anima</strong> (o cuore, che dir si voglia). Viene dalla natura, dalla terra che magari i nostri nonni hanno coltivato. Non serve solo ad alimentarci ma è <strong>storia, abilità manuali, gusti, tradizione, cultura e valori.</strong> Cucinare è prendersi cura delle risorse che ci offre la terra, di noi stessi e dei nostri cari. <strong>Attraverso la cucina trasmettiamo il nostro stato d’animo. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Ti è mai capitato a volte di bruciare perché sovrappensiero o che non uscisse come sempre il tuo piatto preferito? Come stavi emotivamente?</em> Quando sono triste, mi vengono ricette più saporite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È importante far crescere i nostri bambini nella consapevolezza di cosa c’è dietro al cibo. <em>Avete mai osservato un bimbo quando cucina o prepara il cibo?</em> <strong>I bambini sono assorti e concentrati quando fanno attività di cucina.</strong> Ha un effetto calmante e li aiuta nella concentrazione e dilatazione dei tempi di attenzione. Come attività vale più di qualunque altra cosa che potete regalare al vostro bambino in casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Poter <strong>coltivare</strong> l’orto, <strong>raccogliere</strong> la frutta, partecipare attivamente alla <strong>spesa</strong> e alla preparazione del cibo, <strong>cucinare insieme, annusare e usare tutti i sensi</strong> per i singoli ingredienti, <strong>far conoscere il nome dei vari utensili</strong> da cucina o tipi di taglio e attività, raccontare <strong>cosa si mangiava tanto tempo fa</strong> (che in fondo sono i piatti della tradizione locale) sono una buona base per essere più consapevoli sul cibo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella mia esperienza ho potuto constatare quanto i bambini adorano fare l’orto e mangiare il loro raccolto. <strong>Amano cucinare e mangiano molto volentieri il prodotto delle loro mani</strong>, anche se non ha la forma che desideravamo. Dalla macedonia, alle verdure, ai dolcetti, alla pizza, agli gnocchi fino ai pizzoccheri – a chi più ne ha, più ne metta! Di solito esordiscono con un &#8211; <em>“che buonooo!!!”</em> &#8211; perché ci mettono tutti sé stessi e tanto amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Prima di tutto è importante che<strong> lavino le mani</strong>, e devi dare tu per prima il buon esempio. Fare esperienza dei vari utensili (meglio se a sua misura) è una grande opportunità di crescita. Ovviamente ci sono tecniche per tagliare in sicurezza, già dai due anni e mezzo. E’ nostra responsabilità mostrare con lentezza e sequenzialità come fare ogni singola azione. Il bambino ci imiterà di conseguenza. <strong>Grazie al contatto col cibo e alla sua preparazione, a forza di osservare le persone attorno mangiare, soprattutto in ambito scolastico o extrafamiliare, i bambini arrivano ad assaggiare e mangiare cose che prima neanche toccavano. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Dopo 5-6 mesi di laboratorio per la preparazione della merenda, ho assistito diverse volte a bambini che hanno iniziato a mangiare cose che erano davvero immangiabili prima, tra frutta e verdura. <em>Ci vuole fiducia e pazienza!</em> Magari arriveranno da adulti a mangiare cibi che da piccoli disprezzavano o addirittura non ci arriveranno per niente. In fondo neanche noi mangiamo o apprezziamo tutti i tipi di cibo. Perché invece loro dovrebbero mangiare tutto e subito per forza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nella prossima puntata ti racconterò l’esperienza meravigliosa che ho avuto con i bambini facendo il laboratorio di pizza. Ti auguro intanto tante buone, gustose e divertenti cucine con il tuo bambino!</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Al prossimo articolo.</p>
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		<title>Ogni cosa al suo posto. Il posto per ogni cosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 14:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Bentornata!</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="background-color: #f9f9f9; padding: 15px;">
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>“Ogni cosa al suo posto. Il posto per ogni cosa”</em> è una citazione montessoriana che si sente spesso nelle Case dei Bambini (la scuola dell’infanzia Montessori). La formula magica che a volte aiuta il riordino rendendolo più piacevole, un po’ come il famoso “basta un poco di zucchero e la pillola va giù!” &#8211; Mary Poppins.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Nel mio lavoro come <strong>Riorganizzatrice di interni a misura di bambini</strong> ho avuto modo di conoscere molte famiglie e vedere molte case. Tra regali dei nonni, zii, parenti, amici – chi più ne ha, più ne metta – trovo spesso montagne di giocattoli in casse di plastica che hanno una logica e uno scopo di praticità per l’adulto. Questo modo di riordinare, in realtà, <em>non</em> è funzionale per il bambino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Sai che l’ordine e l’organizzazione dei propri spazi di vita favoriscono benessere e armonia nelle persone che vi abitano?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Anche se ti ritieni disordinata, <strong>la nostra naturale tendenza è quella di creare un’ambiente che sia accogliente e che risponda alle nostre esigenze.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Come è innata l’esigenza di creare un ambiente confortevole per sé stessi in cui vivere, è altrettanto innato il bisogno di ordine in ciascuno di noi. I bambini piccoli tra l’anno e mezzo e i due anni vivono un potente <em>“periodo sensitivo dell’ordine”</em>, come lo definiva Maria Montessori, manifestando un profondo amore per l’ordine esteriore. Il disordine crea loro una profonda sofferenza che potrebbe sfociare in pianti, irrequietezza o quello che comunemente chiamiamo <em>capricci</em>, anche solo perché si è spostato un oggetto di qualche centimetro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>L’ordine dà sicurezza al bambino.</strong> Nella mia esperienza scolastica posso citare numerosi episodi, dal farmi notare che la mia macchina nel parcheggio della scuola era parcheggiata qualche centimetro più a destra verso la siepe, alla saponetta in bagno che andava nel suo piattino al centro e non di lato. <strong>I bambini infatti notano se un oggetto è fuori posto</strong> rispetto all’abitudine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>In modo spontaneo il bambino sistema</strong> la sedia, la saponetta e li rimette al posto esattamente com’erano, <strong>anche se non è stato lui a metterlo fuori posto.</strong> I bambini adorano prendersi cura del loro ambiente con dedizione e massima precisione. Li vedo veramente contenti quando soddisfano questo bisogno primario. Sapere e ricordare dove riporre esattamente un oggetto aumenta la loro autonomia e l’autostima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Avere un ambiente dove il bambino ha tutto a disposizione, ad altezza, in un numero limitato facilita il riordino.</strong> Volere la macchinina che è in fondo alla scatola piena di giocattoli mescolati tra di loro (seppur della stessa tipologia sarebbe la stessa cosa) significherebbe tirarli tutti fuori per poi rimetterli dentro di nuovo. Il riordino non motiverebbe nessuno con tanti oggetti! <em>Ti suona familiare?!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Più un ambiente è ordinato e accessibile, più faciliterà la sua crescita, le sue scoperte e conquiste come sapersi muovere nello spazio, fare esperienza del proprio corpo e degli oggetti, apprendere parole nuove (anche relative a tali oggetti, dagli attrezzi per la pulizia ad utensili per la cucina ad esempio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>In un ambiente ordinato i bambini trovano calma, tranquillità e uno spazio per potersi esprimere.</strong> Ogni cosa ha il suo posto e una sua utilità che facilitino la sua autonomia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Ok! Abbiamo capito. Come facilitarli?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>1. L’adulto organizza e custodisce l’ambiente</strong>, secondo Maria Montessori, che egli sia parente o insegnante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>2.</b> È importante che il bambino abbia <strong>tutto a sua misura</strong>, da tavoli, a sedie, alla scopetta e che <strong>sia esteticamente accattivante. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>3.</b> Per quanto riguarda i giocattoli o materiale di cancelleria è fondamentale che siano <strong>pochi e ordinati</strong> in modo da avere tutto l’occorrente e <strong>a portata di mano</strong> per facilitarne il riordino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><b>4.</b> L’adulto dispone su un piano <strong>pochi giocattoli che si possono far ruotare periodicamente.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Come abbiamo visto l’organizzazione dello spazio è fondamentale e soprattutto <em>personale</em>. Quello che è organizzato e funzionale per me e la mia famiglia, può non esserlo per te! Per questo, il mio servizio come “riorganizzatrice di interni” è aiutarti a trovare la disposizione degli oggetti che hai a casa nel miglior modo per te e la tua famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Aiuto i genitori che hanno bisogno di rivedere la propria casa per il proprio bimbo e creare un’ambiente accogliente e adeguato alle sue esigenze. <em>Vuoi capire di cosa si tratta questa consulenza e vedere se può essere una valida soluzione per te? Scrivimi su <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a>.</em></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><span class="s1"> Ci vediamo al prossimo articolo.</span></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>5 frasi da evitare con i tuoi figli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 15:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio condividere una citazione sulla <strong>comunicazione con il bambino</strong> di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Maria Montessori</a> </strong>che trovo molto utile per ripensare la qualità delle relazioni odierne:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="background-color: #f9f9f9; padding: 15px;">
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em> “Quel che l’adulto gli dice rimane inciso nella sua mente come se uno scalpello l’avesse impresso nel marmo. Pertanto l’adulto dovrebbe valutare e pesare tutte le parole che pronuncia davanti ai bambini, perché essi hanno sete d’imparare e di accumulare amore.” </em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Per una relazione autentica con gli altri è fondamentale ripensare la comunicazione. Il primo passaggio <strong>è riconoscere le proprie emozioni e saperle comunicare in modo efficace.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Se comunichiamo con giudizi, pretese e accusando l’altro, dall’altra parte possiamo trovare solo muri.</strong> Il secondo passaggio è comprendere che l’altro –adulto o bambino – abbia dei bisogni che possono essere soddisfatti o non soddisfatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quello che ho notato è che ci sono alcune frasi che sentiamo o diciamo tutti i giorni che potrebbero effettivamente essere più dannose che buone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Evita frasi come <em>&#8220;Aspetta che tuo padre torni a casa&#8221;</em>, <em>&#8220;Che piangi a fare?&#8221;</em>, <em>&#8220;Se fai così, …&#8221;</em>, <em>&#8220;Ti porto in collegio&#8221;</em> o <em>&#8220;Vorrei che fossi più come tuo fratello/tua sorella&#8221;</em> con i tuoi figli ma ne parleremo in dettaglio più avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio invece soffermarmi su frasi molto comuni che sarebbe meglio evitare e cosa dire in modo efficace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> Frase numero 1: “Sbrigati dai!” </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Tuo figlio ci mette tanto a vestirsi <em>(questa è una cosa che mi dicono spesso)</em>, far colazione, insiste a legare le scarpe da ginnastica <em>(magari non gli è stato spiegato bene)</em>, ed è in ritardo per andare a scuola <em>(di nuovo)</em>. Viviamo in una società frenetica, del “non c’è mai tempo”, con poche ore di sonno e una montagna di cose da fare (lavoro, stirare, cucinare, giocare, stare con i figli, partner… e per noi stesse?).</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Dire “sbrigati” finisce solo per creare ulteriore stress</strong>, nonostante l’intento positivo di spronarlo a fare più veloce. <strong>Il bambino si sentirà in colpa</strong> nel sentirci così agitati e <strong>finirà per arrabbiarsi nel vedere che non riesce.</strong> Ha bisogno del suo tempo per prepararsi. Quando senti che stai per agitarti e sei sul punto di perdere la pazienza, fai un paio di respiri profondi.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ricordati che <strong>gestisci e organizzi il suo tempo.</strong> Se sai che impiega 15 minuti per vestirsi, avvisalo 20 minuti prima. Sgridarlo innesca un vortice di tensione e discussione che se lo cronometri <em>(l’ho fatto diverse volte)</em> dura di più della tua attesa, osservando ciò che fa, senza intervenire.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>Pensi che sia difficile?</em> <strong>Prova a verbalizzare nella testa ogni azione che fa il bambino</strong>, come ad esempio “sta sfilando la manica destra, ora sta sfilando la manica sinistra ecc…”, che ti permetterà di essere impegnata e concentrata in qualcosa e lasciare a lui il suo tempo. Il bambino sentirà calma e fiducia in questo modo.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Puoi dirgli anche: <em>“vedo che hai bisogno di tempo e tranquillità. Al tempo stesso mi piace rispettare orari e impegni presi. Ti chiedo per favore di essere pronto per quando la lancetta arriva al numero…”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Frase numero 2: “Non possiamo permettercelo.”</strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">È facile usare questa risposta predefinita quando tuo figlio ti prega per quel giocattolo che vuole tanto, così facendo si finisce per mandare il messaggio che <strong>non hai il controllo delle tue finanze.</strong></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Scegli un modo alternativo per trasmettere la stessa idea, ad esempio &#8220;Non lo compreremo perché stiamo risparmiando i nostri soldi per cose più grandi <em>(come la casa o una macchina o le vacanze)</em>&#8220;.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se insiste ulteriormente, può essere che ti chieda maggiori attenzioni. <strong>Provate a costruire assieme ciò che ti chiede con materiali di riciclo</strong>, dando sfogo alla fantasia e al colore. Se è più grande, hai una finestra aperta perfetta per spiegargli come viene pianificato e gestito il denaro in famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> Frase numero 3: “Lascia stare, ti aiuto io”</strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quando tuo figlio sta lottando per costruire una torre di lego o finire un puzzle, è normale che vorresti intervenire e dargli una mano.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">E invece non farlo! <strong>Se fai il passo troppo presto, ciò può minare l&#8217;indipendenza di tuo figlio perché guarderà sempre agli altri per le risposte che cerca. Se vuoi veramente essere d’aiuto, fai domande guida per accompagnarlo a risolvere il problema</strong>, sparpagliando tutti i pezzi ben visibili: <em>“Quale pezzo è il più grande tra questi? E il più grande tra questi altri? Proviamo a fare un tentativo.&#8221;</em></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se ci sostituiamo non gli permettiamo di sperimentare, sbagliare, crescere. Si sentiranno incapaci e sfiduciati sulle loro capacità. Attraverso l’errore potranno apprendere e la loro autostima accrescerà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Frase numero 4: “Niente dolce se non finisci la cena.”</strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il ricatto emotivo ha un effetto nocivo perché il bambino viene inutilmente sottoposto a stress, temendo di perdere l’amore e l’approvazione dei genitori e sentendosi in colpa. È importante che ogni bambino senta l’amore incondizionato che lo circonda nella sua famiglia.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Questa espressione sposta l’attenzione sul dolce diminuendo il piacere del pasto stesso</strong> &#8211; <em>l&#8217;opposto di ciò che vorresti che succedesse, giusto?</em> Modifica il messaggio in questo modo: <em>&#8220;Prima mangiamo quello che è nel nostro piatto e poi abbiamo il dolce&#8221;</em>. Un piccolo cambio di comunicazione ha un impatto molto positivo sul tuo bambino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong>Frase numero 5: “Stai attento.”</strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Dicendo questo mentre il tuo bambino sta in bilico sul marciapiede, su un gioco, in realtà quello che stai facendo è rendere più probabile che cada perché lo metti sotto pressione. <strong>Le tue parole possono distrarlo da ciò che sta facendo, quindi perde la concentrazione.</strong></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se ti senti ansiosa, stagli vicino, rimanendo il più silenziosa possibile. Affiancalo rimanendo presente e concentrata in qualcosa che stai facendo, come ad esempio il tuo respiro, ai tuoi movimenti e allo stesso tempo puoi verbalizzare col pensiero ogni azione che sta facendo. Tu sarai concentrata e lui avrà il suo tempo di sperimentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Se vuoi capire di più delle frasi e parole che sono utili per aiutare la crescita del tuo bambino scrivimi su <a href="mailto: info@ilariacichetti.com">info@ilariacichetti.com</a> e sarò contenta di poterti aiutare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><span class="s1"> Ci vediamo al prossimo articolo, un abbraccio e buon lavoro!</span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
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<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>5 frasi che il tuo bambino interiore ha bisogno di sentirti dire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 13:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>&#8220;Smetti di provare ad aggiustare te stesso, non sei rotto! Sei perfettamente imperfetto e potente oltre ogni misura.</em>&#8221; &#8211; Steve Maraboli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sono profondamente d’accordo con questa citazione di Steve Maraboli e sai perché?! <em><strong>È spiazzante e super coerente allo stesso tempo!</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Hai mai pensato al motivo per cui <strong>non riesci ad andare avanti?</strong> Ti sei mai chiesto <strong>cosa ti manca</strong> per riuscire in qualcosa o superare un determinato problema? Ti senti demotivato, frustrato e autocritico <em>(a volte anche un po’ troppo)</em>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da piccoli ci è capitato di subire ingiustizie, non essere stati compresi o giudicati. Questo determina <strong>le ferite emotive</strong> che restano nella nostra memoria anche quando siamo adulti. Ogni volta che viviamo una situazione che attiva quella ferita, andiamo in reazione. In quel momento è <strong>il nostro bambino interiore che si attiva e risponde per difendersi.</strong> E in generale, un bambino ha bisogno di amore, comprensione e soprattutto attenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Ti lascio una piccola lista con le 5 frasi che il tuo bambino interiore ha bisogno di sentirti dire. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> 1. “Ti amo così come sei.&#8221; </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><em>La prima e la più importante!</em><br />
Da bambini, molti di noi credevano che se avessimo raggiunto degli obiettivi <em>(buoni voti, vincere una partita, ecc.)</em> saremmo stati più <strong>amabili</strong>. Potremmo non aver avuto genitori che ci abbiano detto che meritavamo l&#8217;amore, indipendentemente da ciò che avevamo raggiunto. Alcuni di noi sono cresciuti in famiglie dove mostrare amore e tenerezza veniva considerato un segno di debolezza. Oggi possiamo dire a noi stessi che siamo adorabili. Dillo ogni volta che ti vedi allo specchio. Dillo in momenti casuali. <strong>L&#8217;amore è la chiave per la guarigione, quindi amati adesso per quello che sei! </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> 2. “Ti ascolto” </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quando ci sentiamo delusi o feriti tendiamo spesso a negare o nascondere i nostri sentimenti, cercando di reagire in modo forte e deciso oppure scappiamo via. Frasi come: “Smettila di piangere o ti darò un buon motivo io per cui farlo&#8221; le abbiamo purtroppo sentite spesso. Quelle sensazioni riaffiorano influenzando le scelte che facciamo anche da adulti in modo automatico fino a quando facciamo lo sforzo cosciente di ascoltarle.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Invece di sopprimere la voce del tuo bambino interiore, ripeti a te stesso: <em>&#8220;Ti ascolto. Ti aiuto. Andrà tutto bene.&#8221;</em> Dopo un momento di crisi, i bambini hanno bisogno di stare con sé stessi per calmarsi. <em>Facciamolo anche noi!</em> <strong>Rispetta ciò che senti</strong>, quando sei stanco, riposati un attimo. Quando sei giù di morale, fermati ad osservare ed accogliere la tua tristezza: tutto passa. Quando sei allegro, goditi il momento di gioia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> 3. “Mi dispiace.” </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Sono sempre stata iperattiva perché pensavo che rallentare fosse un segno di debolezza.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Non molto tempo fa, ero costantemente stressata per non aver fatto abbastanza. Non riuscivo più a gustarmi la bellezza di ciò che facevo, perché ero troppo presa dal senso del dovere. Un giorno mi sono resa conto che quando ero bambina mi esortavano a smettere di piangere oppure usavano la critica con l’intento di spronarmi a fare meglio. Questo mi ha portato a reprimere le emozioni forti imparando a non fermarmi mai. <strong>Un giorno ho deciso di dire alla mia bambina interiore “mi dispiace.”</strong></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Non meritava di essere spronata così forte, e non lo merito nemmeno adesso come adulta. Da allora mi sono concessa molto più tempo per stare meglio e di conseguenza il mio lavoro e le relazioni sono migliorati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> 4. “Grazie.” </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ringrazia il tuo bambino interiore per non essersi mai arreso, per aver superato i momenti difficili della vita insieme a te con forza e tenacia.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Grazie per averti protetto nonostante i ricordi dolorosi. <strong>Il tuo bambino interiore non merita il giudizio ma gratitudine e rispetto.</strong> &lt;3</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="color: #393939;"><strong> 5. “Hai fatto del tuo meglio.” </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Da quando ero piccola ho sempre cercato di fare il meglio, trovare il modo giusto per fare le cose. Sono sempre stata esigente con me stessa anche quando facevo bene perché sentivo che non era abbastanza.</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">La verità è che ho fatto <em>il meglio</em> che potevo in quel momento, come lo stai facendo tu.<strong> Quando lasciamo andare la perfezione, la paura del fallimento si allontana.</strong> Gli errori diventano tentativi e non insuccessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Prendersi cura dei tuoi bambini è fondamentale come quella di prendersi cura del tuo bambino interiore. Ricordati che la cura per l’altro non annulla mai noi stessi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Voglio specificarlo soprattutto perché le donne sono culturalmente abituate a mettersi da parte per il benessere della famiglia. Puoi essere un genitore felice con figli felici se includi anche i tuoi bisogni nei tuoi piani giornalieri!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><span class="s1">Un abbraccio e buon lavoro!</span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<hr />
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 20px 0 20px 25px; margin-top: 40px; border: 1px solid #ff4555; background-color: #f9f9f9; border-radius: 25px;">
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		<title>6 azioni per essere un genitore migliore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:11:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lorem ipsum dolor sit amet, splendide hendrerit ad has, qui at eius augue dicunt. Velit pertinax assentior ei nam, autem feugiat delenit ex est, cu nostro quodsi numquam qui. Ne pri commune maluisset, noluisse incorrupte sit ea. Id ius omnes inermis, in corpora salutatus dissentiunt duo. Vis rebum commune expetendis ne, an nemore noluisse facilisi per. An nam adipisci constituam, his mentitum dissentiunt et, dicta simul sit et. Quo id illum fuisset. Has ne agam fugit num. Utroque efficiendi sea ne. At eruditi fuisset ullamcorper vim, an eum stet quidam aliquam. Nusquam lobortis ea nec.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Oggi voglio darti alcuni piccoli consigli per accompagnarti in uno dei percorsi più meravigliosi e complessi della vita, essere genitore!! Quante volte ti assale la domanda “sto facendo la cosa giusta?”, “cosa dovrei dire o fare??” Immagino molte!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Le mie sono piccole indicazioni che in fondo sai già dentro di te, ma che per la vita frenetica e gli impegni magari non ti concedi. <strong>La verità è che puoi dare solo ciò che sei e che hai dentro! </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Con il mio lavoro vengo in contatto con tante storie di famiglie e non esistono genitori perfetti. Il primo passo è accettare questa postilla, per poi riconoscere in che momento ti trovi e cosa sta succedendo dentro di te in quell&#8217;esatto momento, essere presente per saper gestire le tue emozioni. <em>In questo modo sarai da modello per i tuoi figli nella gestione emotiva. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">In questo processo prova a rispondere a questa domanda:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="color: #393939;"><strong>Cosa fa un buon genitore, secondo te?</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ricordati che avere standard troppo elevati non ti aiuta. Procurati carta e penna, chiudi gli occhi, fai alcuni respiri profondi e scrivi ciò che senti sia buono per te. Non rifletterci troppo e scrivi d’istinto.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Ecco 6 azioni che ti aiuteranno ad essere un genitore migliore: <em>Pronti, partenza, viaaa!</em> È già molto importante l’impegno che metterai nel fare queste sei azioni per dare valore a te stessa.</p>
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<h5 style="color: #393939;"><strong> 1. Prenditi cura di te stessa </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Prenditi cura di te stessa</strong>, concediti una coccola al giorno, fai ciò che ti piace, lasciati uno spazio solo per te, con un dolcino, ascoltando della buona musica o facendo sport. Sarà il tuo carica batterie naturale che ti permetterà di essere rilassata ed avere una relazione di qualità con tuo figlio. Osserva la differenza del tuo stato d’animo quando te lo concedi e quando non te lo permetti. <em>Come stai con te stessa e verso tuo figlio?</em></p>
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<h5 style="color: #393939;"><strong> 2. Amati per come sei adesso. </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>L&#8217;unica cosa che sappiamo con certezza sullo sviluppo infantile armonico è che i bambini che si sentono amati, prosperano.</strong> Per sentirsi amati è importante che amore e accettazione arrivino da te. In ogni istante fai il meglio e il massimo per tuo figlio. <em>Non puoi chiederti di più.</em> Ognuno ha i suoi trascorsi positivi e negativi. Valuta chi sei in questo momento, tenendo sempre presente le tue radici.</p>
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<h5 style="color: #393939;"><strong> 3. Mantieni la tua parola </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Resta fedele a ciò che dici anche se dovessi avere ripensamenti. <strong>Non creare regole che non puoi mantenere o non saranno rispettate in modo coerente.</strong> Mantieni la tua parola perché i bambini sappiano che farai ciò che dici. Questo costruisce fiducia e rispetto ed educhi tuo figlio alla responsabilità.</p>
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<h5 style="color: #393939;"><strong> 4. Sii d’esempio </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>La punizione sopprime solo il comportamento. Fai ciò che vorresti che faccia tuo figlio.</strong> È un grande osservatore di ciò che sei e fai in ogni istante. Non puoi dire “fai così…”, poi fai l’opposto. Anche quando prendi una cosa sulla tavola, per te che sei adulta è facile: basta allungare il braccio. Un bambino deve fare il giro del tavolo o deve alzarsi per prenderlo. Sarebbe consigliato che tu faccia le sue stesse azioni, in modo da mostrargli che qualunque cosa tu voglia, sei tu a conquistartela, senza prendere la via più semplice.</p>
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<h5 style="color: #393939;"><strong> 5. Dimostra affetto. </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><strong>Solo ciò che si sceglie di fare<em> (o dare)</em> in nome dell&#8217;amore può funzionare &#8211;</strong> poca fermezza, bassa o alta aspettativa e protezione eccessiva non sono utili per migliorarci. Quello che succede, è che quando queste cose vengono date al posto del “vero amore”, non stai aiutando tuo figlio a crescere, né lo stai preparando alla vita. Amare il tuo bambino può essere più semplice e meraviglioso di quello che pensi come dar loro attenzione, abbracci, passare del tempo con loro e ascoltare seriamente i loro problemi o quello che hanno da dire.</p>
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<h5 style="color: #393939;"><strong> 6. Rifletti sulla tua infanzia. </strong></h5>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Quando diventiamo genitori, c’è un pensiero molto comune che ci spinge a voler cambiare alcuni aspetti del modo in cui siamo stati educati per essere genitori diversi o migliori, anche nei casi di un’infanzia felice. Spesso, però, ci capita di parlare o fare quello che facevano i nostri genitori, senza volerlo. <strong>Riflettere e lavorare sulla nostra stessa infanzia è un passo verso la comprensione del nostro essere genitori oggi.</strong> I bambini ci regalano la possibilità di andare a guardare il nostro vissuto e trasformarlo. Prendi nota delle cose che vorresti cambiare e cerca di essere consapevole e cambiare il tuo comportamento la prossima volta che si presenteranno questi problemi.</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;">Il consiglio che ti posso dare è quello di non arrenderti, anche quando non ci riesci subito, ma di continuare a provarci ogni giorno! Come tutto in questa vita, ci vuole pratica e costanza!</p>
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<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><span class="s1">Un abbraccio e buon lavoro!</span></p>
<p class="p1" style="color: #393939; font-size: 1.2em;"><a href="https://www.facebook.com/latatamontessori/"><strong><span class="s1">Ilaria Cichetti – Tata Montessori</span></strong></a></p>
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